Basta smartphone in classe? L’Italia chiede all’Ue di proteggere i giovani 

Una notifica. Una vibrazione. Un’occhiata allo schermo. In aula, come a casa, per molti bambini e ragazzi lo smartphone è diventato un’estensione della mano e un riflesso automatico della mente. Ma cosa succede se il digitale invade anche lo spazio educativo per eccellenza, quello della scuola? A sollevare la questione, con fermezza e visione, è—Giovani

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