Terzo settore in affanno, il Forum toscano chiede una svolta: “Schiacciati dal fisco e dalla burocrazia”

FIRENZE – A un decennio esatto dalla promulgazione della legge delega del 2016, il mondo dell’associazionismo e della cooperazione traccia un bilancio fortemente critico. Il quadro che emerge è quello di un comparto vitale per la tenuta sociale del territorio, ma attualmente imbrigliato in una morsa di ostacoli burocratici e disattenzione istituzionale.

È questo l’allarme lanciato a margine della recente assemblea regionale del Forum toscano del Terzo Settore, la maxi-rete che rappresenta ben 7750 realtà attive nel volontariato, nella promozione e nella cooperazione sociale su scala regionale.

A farsi portavoce del malcontento è Claudia Firenze, che ha evidenziato come le normative vigenti risultino spesso scollate dalle reali esigenze operative degli enti. Al centro delle critiche c’è soprattutto l’attuale architettura fiscale. Attualmente, la regolamentazione del settore appare di fatto delegata alle circolari dell’Agenzia delle Entrate: una gestione prettamente tecnica che appesantisce la vita delle organizzazioni. Il Forum chiede un intervento netto da parte del Governo e del Parlamento per sottrarre la materia al monopolio del fisco, avviando un vero e proprio “tagliando” politico della riforma. L’obiettivo è definire regole limpide, stanziare fondi adeguati e rilanciare la sfida dell’amministrazione condivisa, considerata a oggi un traguardo raggiunto solo a metà.

Le criticità strutturali si riflettono anche nel rapporto con le istituzioni locali. Il Forum ha indirizzato un appello molto preciso alla Regione Toscana, chiedendo di superare la fase delle interlocuzioni puramente simboliche per passare a un supporto politico concreto.

Le urgenze sul tavolo sono chiare: servono garanzie sulle risorse economiche — con una particolare attenzione alla gestione dell’Irap — e sulle risorse umane, fondamentali per non interrompere la continuità dei servizi offerti quotidianamente ai cittadini.

C’è infine un nodo organizzativo all’interno della stessa Giunta regionale che preoccupa le associazioni. La portavoce ha puntato il dito contro l’eccessiva frammentazione delle deleghe riguardanti il Terzo Settore, definita un vero e proprio “spezzatino”. Questa dispersione delle responsabilità di governo genera confusione sia a livello strategico che sul piano strettamente operativo, rischiando di vanificare le promesse istituzionali e di complicare ulteriormente il lavoro di migliaia di Enti del Terzo Settore (Ets), dipendenti e volontari.

REDAZIONE

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