Geografia e storia si separano e arrivano AI, cinese e russo: cosa cambia nei licei con le nuove Indicazioni nazionali

Il ministero dell’Istruzione e del Merito sta aggiornando i programmi dei licei, fermi da sedici anni. La commissione incaricata della revisione delle Indicazioni nazionali per il secondo ciclo, composta da oltre 130 tra accademici, docenti e dirigenti scolastici, ha concluso il lavoro e consegnato il documento al ministro. Il testo non è ancora pubblico e dovrà passare attraverso una fase di diffusione e confronto, prima dell’adozione definitiva.

Le anticipazioni disponibili delineano un intervento che riguarda l’organizzazione delle discipline, i contenuti e i metodi didattici. Non sono previste modifiche al monte ore complessivo delle principali materie. Le novità intervengono sulla struttura dei programmi, sull’introduzione di nuovi strumenti e sull’ampliamento di alcuni ambiti disciplinari.

Nuove Indicazioni per i licei

Le Indicazioni nazionali attualmente in vigore per i licei derivano dal riordino introdotto con il D.P.R. 89 del 2010 e dai successivi decreti attuativi sugli obiettivi di apprendimento. L’aggiornamento rientra tra le priorità indicate dal ministero nell’Atto di indirizzo politico-istituzionale per il 2026, che prevede l’adozione di nuove indicazioni per i licei e nuove Linee guida per gli istituti tecnici.

Il lavoro sui licei si colloca in continuità con la revisione già approvata per il primo ciclo, entrata in vigore con il decreto n. 221 del 9 dicembre 2025. In questo modo il ministero interviene sull’intero curricolo scolastico, dall’infanzia alla secondaria di secondo grado.

La commissione incaricata ha lavorato su tutti gli indirizzi liceali. Il documento prodotto non ha carattere prescrittivo in senso stretto: le indicazioni nazionali definiscono il cosiddetto curricolo formale, che viene poi declinato dalle singole scuole nella progettazione didattica.

Il peso dell’intervento è legato anche alla dimensione del segmento coinvolto. Secondo i dati sulle iscrizioni online per l’anno scolastico 2026/2027, i licei raccolgono il 55,88% delle preferenze degli studenti, contro il 30,84% degli istituti tecnici e il 13,28% dei professionali. L’aggiornamento dei programmi incide quindi sul percorso frequentato dalla maggioranza degli iscritti alla secondaria di secondo grado.

Storia e geografia si separano, italiano potenziato

Le nuove indicazioni prevedono un rafforzamento dell’insegnamento della lingua italiana. Il documento richiama la sentenza n. 42 del 2017 della Corte costituzionale, che definisce il primato della lingua italiana come elemento funzionale alla trasmissione del patrimonio storico e dell’identità della Repubblica, oltre che alla sua valorizzazione come bene culturale.

Per la storia è confermato l’impianto generale, con una diversa organizzazione dei contenuti. Il percorso didattico prevede di partire dallo studio dell’Occidente e di estendere successivamente l’analisi ad altri contesti geografici e culturali. La modifica riguarda quindi la sequenza dei contenuti, non la loro presenza complessiva nei programmi.

La geografia viene separata dalla storia. Viene superata la geostoria introdotta nel 2010 e la disciplina avrà un proprio manuale. Il monte ore complessivo tra storia e geografia resta pari a tre ore settimanali e non subisce variazioni.

La revisione non introduce nuove materie in questo ambito, ma interviene sull’organizzazione interna e sulla distinzione tra le discipline.

Filosofia, letteratura e greco: cosa cambia nei programmi

In filosofia viene mantenuto l’impianto storico. Le indicazioni prevedono un maggiore sviluppo dell’aspetto interpretativo, con il collegamento tra i contenuti e i temi contemporanei. Gli autori restano al centro del percorso.

Per la letteratura italiana viene ampliato il repertorio dei testi. Accanto ai generi tradizionali vengono introdotti graphic novel, sceneggiature e copioni teatrali o cinematografici. L’inserimento riguarda i materiali utilizzati per la didattica e le tipologie testuali analizzate.

Lo studio del greco prevede l’utilizzo della drammatizzazione come strumento didattico.

Le indicazioni fanno riferimento anche ai linguaggi visivi contemporanei, includendo cinema e grafica digitale tra gli strumenti utilizzabili nell’insegnamento. Viene inoltre valorizzato il riferimento ai patrimoni culturali territoriali come ambiti di osservazione. Queste modifiche non incidono sulla struttura delle discipline, ma introducono nuovi strumenti e materiali didattici.

AI, Clil e nuove lingue: le altre novità delle Indicazioni

Le nuove indicazioni prevedono l’introduzione dell’intelligenza artificiale come elemento trasversale alle discipline. Il documento include un paragrafo dedicato all’uso dell’Ai come metodologia didattica, con attenzione alle implicazioni educative.

Scuola, Italia e Europa chiedono “maggiori competenze digitali”

Sul piano linguistico viene confermata la metodologia Clil (Content and Language Integrated Learning), che prevede l’insegnamento di discipline non linguistiche in lingua straniera. Per la prima volta vengono introdotti syllabi specifici per il cinese e il russo, che non erano presenti nelle indicazioni del 2010. È prevista inoltre la possibilità di svolgere percorsi di formazione scuola-lavoro all’estero.

La revisione dei programmi si inserisce in un contesto demografico in cambiamento. Secondo i dati Istat, negli ultimi cinque anni la popolazione scolastica è diminuita di oltre 560 mila studenti. Nell’anno scolastico 2023/2024 gli iscritti sono stati 7.996.318, con una riduzione di 117.025 unità rispetto all’anno precedente. Nel 2024 il Mezzogiorno ha registrato un saldo migratorio interno negativo di 52 mila residenti, mentre il Nord ha registrato un saldo positivo di 47 mila.

Il documento elaborato dalla commissione sarà esaminato dagli uffici del ministero, che procederanno alla pubblicazione e all’avvio della fase di consultazione.

Giovani

content.lab@adnkronos.com (Redazione)

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