(Adnkronos) – “Sono stati tre anni importanti e impegnativi. Oggi non celebriamo soltanto il traguardo dei mille pazienti assistiti, ma soprattutto la capacità di aver costruito attorno a questo progetto una rete di competenze al servizio delle persone più fragili”. Lo ha dichiarato Giovanni Arcuri, direttore generale dell’Ospedale Isola Tiberina – Gemelli Isola, intervenendo alla conferenza stampa “Progetto San Bartolomeo – Tre anni di impegno e risultati”. L’incontro, ospitato nell’Aula Magna dell’Ospedale Isola Tiberina – Gemelli Isola, è stato l’occasione per fare il punto sui risultati raggiunti e sulle prospettive future dell’iniziativa, che dal 2023 a oggi ha consentito a oltre mille persone in condizioni di fragilità sociale ed economica di accedere alle cure, evitando in molti casi la rinuncia ai percorsi sanitari.
“L’ospedale ha messo a disposizione la propria capacità clinica e organizzativa; la Comunità di Sant’Egidio ha accompagnato i pazienti, costruendo con loro un rapporto di fiducia e indirizzandoli verso i percorsi di cura; la Fondazione Deloitte ha sostenuto il progetto, contribuendo a strutturarlo e a rafforzarne il metodo”, ha spiegato Arcuri. In tre anni il Progetto San Bartolomeo ha preso in carico oltre mille pazienti fragili provenienti da 75 Paesi. “I principali ambiti di intervento hanno riguardato i percorsi ostetrico-ginecologici, le cure odontoiatriche e gli ambulatori di ortopedia, costruendo un modello di assistenza centrato sui bisogni concreti delle persone”, ha sottolineato.
“Più che celebrare un risultato, oggi vogliamo mostrare le fondamenta del futuro. Questo è un percorso che intendiamo continuare perché rappresenta anche la nostra identità valoriale e ci ricorda il significato più profondo del fare sanità: prendersi cura dei pazienti più fragili. Per questo sarà fondamentale continuare a costruire sostegno e collaborazione attorno al progetto, così da garantirne la crescita e la continuità nel tempo”, ha concluso Arcuri.
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