Stop al listino bloccato nella legge elettorale Regione Toscana, presidente Eugenio Giani.
I consiglieri regionali Pd, capogruppo Simone Bezzini, firmano una proposta di legge per chiedere l’abolizione del cosiddetto listino bloccato. In sostanza, come previsto dalla legge elettorale Regione Toscana 51/2014, il massimo di tre candidati che in modo facoltativo ciascuna forza politica può indicare e che non necessitano di preferenze per essere eletti in Consiglio regionale della Toscana. Perché sono comunque eletti consiglieri regionali.
Come è stato fatto alle regionali 2025 in Toscana proprio dal Pd con Jacopo Melio, Simona Querci e Gianni Lorenzetti, ex sindaco di Montignoso e presidente della Provincia di Massa-Carrara, eletti con listino bloccato.
E dalla Lega Salvini con Massimiliano Simoni in listino bloccato, poi transitato in Futuro Nazionale di Vannacci.
Pd: “Con questa iniziativa puntiamo a rafforzare il ruolo delle elettrici e degli elettori nella scelta dei propri rappresentanti. Il Gruppo Pd ha depositato una proposta di modifica della legge elettorale (l.r. 51/2014), già fortemente incentrata sul voto di preferenza, per abolire la possibilità per ciascuna forza politica di indicare, in modo facoltativo, fino a tre candidature regionali bloccate. L’obiettivo di questa riforma è quello di garantire che l’intera rappresentanza politico-elettiva regionale sia selezionata attraverso il sistema del voto di preferenza, rendendo ancora più diretto il rapporto tra eletti ed elettori e, allo stesso tempo, consolidando lo storico legame tra istituzioni regionali e territori. È una scelta che va nella direzione opposta rispetto a quella che la destra sta perseguendo a livello nazionale. Mentre noi puntiamo a rafforzare il potere degli elettori attraverso il voto di preferenza, la maggioranza in Parlamento lavora a una legge elettorale che va nella direzione contraria, comprimendo la possibilità di incidere sulla scelta dei rappresentanti. Ci auguriamo che nelle prossime settimane prenda vita nel Paese una grande mobilitazione, perché una legge elettorale per il Parlamento che riduce il ruolo degli elettori e fissa un premio di maggioranza abnorme finisce inevitabilmente per indebolire la qualità della nostra democrazia”.
Simone Bezzini, capogruppo consiliare Pd: “È una scelta in cui credo profondamente, perché rafforza un principio semplice: devono essere gli elettori a scegliere i propri rappresentanti.


Bernard Dika, sottosegretario presidenza Giani: “Una domanda semplice: chi deve scegliere chi ti rappresenta? I cittadini o i partiti?

Brenda Barnini, ex sindaca di Empoli: “Lo avevo detto durante la campagna elettorale e sono contenta che nella discussione del gruppo consiliare sia maturata questa convinzione, grazie all’impegno del capogruppo Simone Bezzini. È una decisione che sento fino in fondo, perché ribadisce un punto essenziale: la scelta dei rappresentanti spetta agli elettori.
Il sistema toscano già fa leva sul voto di preferenza. Con questo intervento intendiamo spingerci oltre: rendere più stretto e trasparente il rapporto tra chi viene eletto e chi vota, e consolidare il legame tra istituzione regionale e territori. Sono convinta che la democrazia faccia passi in avanti quando le persone possono incidere davvero con il proprio voto e quando chi assume un mandato risponde direttamente agli elettori e alle comunità che rappresenta. Per questo la considero anche una scelta dal forte valore politico”.

Alessandro Franchi, segretario provinciale livornese Pd ed ex sindaco Rosignano Marittimo, nonché ex presidente Provincia di Livorno: “Non si tratta di un intervento tecnico, ma di una scelta profondamente politica, che riguarda l’idea stessa di democrazia. Va nella direzione di rafforzare un principio fondamentale: restituire fino in fondo ai cittadini la possibilità di scegliere chi li rappresenta. In una fase segnata da un crescente astensionismo, la politica ha il dovere di ricostruire un rapporto più diretto tra elettori ed eletti, riducendo progressivamente quei meccanismi che, in vario modo, limitano la libertà di scelta.
La Toscana, che già ha una legge elettorale basata sulle preferenze, compie così un passo ulteriore verso una democrazia più aperta e partecipata, eliminando anche quel residuo di nominati che il listino bloccato consentiva ancora alle segreterie di decidere al di fuori del voto.
Fa ancora più riflettere ciò che sta accadendo a livello nazionale. Mentre noi lavoriamo per ampliare la libertà di scelta dei cittadini, la destra in Parlamento discute una riforma elettorale che va esattamente nella direzione opposta: ritorno alle liste bloccate, cancellazione dei collegi uninominali, premio di maggioranza abnorme e un Parlamento sempre più composto da nominati invece che da rappresentanti scelti dai cittadini. Sulla riforma elettorale nazionale è necessario costruire una mobilitazione ampia, perché riguarda il cuore stesso della qualità della nostra democrazia. La qualità delle istituzioni passa anche da qui: dalla possibilità di selezionare una classe dirigente competente, radicata nei territori e realmente capace di interpretare i bisogni delle comunità”.

Matteo Trapani: “È una scelta di grande valore nel merito, perché restituisce agli elettori della nostra regione il poter di poter scegliere tutti i propri rappresentanti nella massima istituzione della Toscana. E, presentata oggi, la proposta assume anche un valore simbolico, a 80 anni esatti dalla prima seduta dell’Assemblea Costituente.
Abbiamo il dovere di provare a ricucire un rapporto più forte con l’elettorato, anche per provare ad arginare il crescente astensionismo. In questo senso, è fondamente che siano i territori, le comunità locali a scegliere direttamente, attraverso le preferenze, gli eletti. Dispiace che, mentre in Toscana lavoriamo a questi obiettivi, la destra in parlamento vada proprio nella direzione opposta. Auspico che l’opposizione dei nostri parlamentari possa far invertire questa rotta”.
CINZIA GORLA


