Diagnostica, Sibioc: “Il futuro è la medicina di laboratorio decentrata”

(Adnkronos) – Una diagnostica efficace, “oggi, richiede un modello organizzativo integrato che affianchi all’attività dei laboratori clinici una rete di servizi territoriali, erogati sotto la loro governance, per avvicinare le prestazioni al cittadino, ridurre la pressione sugli ospedali e garantire una presa in carico più tempestiva e appropriata. Perché questo modello diventi realtà, però, è necessario introdurre standard nazionali condivisi”. E’ quanto emerso a Lecce in occasione del convegno nazionale del gruppo di studio Sibioc ‘Medicina di laboratorio decentrata’, dal titolo ‘Dal PoCT alla Medicina di Laboratorio decentrata: creare valore e sostenibilità in Sanità’, giunto alla quarta edizione. L’incontro – organizzato da Mario Mele e Tommaso Trenti, con la collaborazione di Erica Rampoldi, coordinatrice del gruppo di studio – ha riunito professionisti del settore, clinici, istituzioni, società scientifiche e industria per discutere il futuro della presa in carico di prossimità. 

“La medicina di laboratorio decentrata rappresenta una nuova modalità di erogazione delle prestazioni diagnostiche, che consente di estendere gli esami clinici sul territorio mantenendo gli stessi requisiti di qualità, appropriatezza, sicurezza, sostenibilità e responsabilità professionale – spiega Sabrina Buoro, presidente della Società italiana di biochimica clinica e biologia molecolare clinica medicina di laboratorio (Sibioc) – Non si tratta di un’alternativa al laboratorio tradizionale, ma di un suo naturale sviluppo in grado di rispondere ai nuovi modelli organizzativi dell’assistenza di prossimità. Perché questo modello possa realizzarsi pienamente, però, sono necessari standard nazionali condivisi da tutte le società scientifiche del settore: per la loro definizione, come Sibioc, proponiamo l’organizzazione di un tavolo permanente, che possa rappresentare il punto di partenza di un percorso nazionale che ci permetterà di elaborare indirizzi condivisi, best practices, modelli organizzativi, criteri di qualità e programmi formativi a supporto delle istituzioni sanitarie e dell’attuazione del documento tecnico Agenas sulla diagnostica decentrata e sull’utilizzo dei Point of Care Testing, dispositivi in grado di analizzare campioni biologici al di fuori dei laboratori clinici”. 

“Oggi è fondamentale riconoscere le nuove esigenze della sanità extraospedaliera e accompagnare la trasformazione delle attività di laboratorio perché arrivino fino al cittadino – afferma Pierangelo Clerici, presidente della Federazione delle società scientifiche italiane nel settore della medicina di laboratorio (Fismelab) – Come Fismelab, siamo felici di accogliere la proposta di Sibioc di istituire un tavolo permanente delle Società scientifiche del settore. Come rappresentanti di questa comunità vogliamo valorizzare il ruolo dei professionisti che vi operano e promuovere una visione condivisa della disciplina, superando le logiche settoriali. Il confronto su innovazione tecnologica e intelligenza artificiale rappresenta un passaggio fondamentale per accompagnare l’evoluzione del modello di decentramento”. Conclude Buoro: “La medicina di laboratorio decentrata è ormai una componente essenziale dell’evoluzione dell’assistenza sanitaria e rappresenta una straordinaria opportunità per rendere la diagnostica sempre più vicina ai cittadini. Ora è il momento che le società scientifiche, attraverso Fismelab, costruiscano insieme un modello condiviso di governance, definendo standard nazionali, basati su robuste evidenze scientifiche, sostenibili di qualità, organizzazione e competenze professionali che possano costituire un riferimento per tutto il Ssn”. 

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