Iran, Trump: “Pronto a incontrare Pezeshkian ma anche a far saltare tutto in aria”

(Adnkronos) – Sul fronte della guerra in corso con l’Iran “succederanno cose molto importanti. Sto prendendo delle decisioni. La mia domanda è se e quando farò saltare tutto in aria. Farebbero meglio a comportarsi bene”. Ad avvertire Teheran è il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che a Fox News ha spiegato di essere aperto alla possibilità di un incontro con il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian. 

Pezeshkian si recherà domani a New York per partecipare all’Assemblea generale delle Nazioni Unite, ha intanto annunciato un portavoce della presidenza iraniana citato dall’agenzia di stampa Irna. Gli Stati Uniti hanno approvato i visti per Pezeshkian, per il ministro degli Esteri iraniani Abbas Araghchi e per una delegazione ristretta per partecipare all’Assemblea Generale. 

Intanto, secondo alcuni media americani, dopo la diffusione dell’alert del dipartimento di Stato per gli americani in Medio Oriente, Trump sarebbe rientrato con un giorno di anticipo alla Casa Bianca da Camp David. La Casa Bianca, che ha pubblicato il suo sito un video della partenza di Trump a bordo del Marine One, non ha risposto per il momento alle domande riguardo alle ragioni del rientro anticipato dalla residenza presidenziale in Maryland dove il presidente sarebbe dovuto rimanere fino a domenica. 

“A causa delle tensioni in Medio Oriente, la situazione della sicurezza rimane complessa con la possibilità di un’escalation non prevedibile”, quanto si legge nel messaggio di allerta diffuso dal dipartimento di Stato Usa e rilanciato dalle ambasciate in Israele, in Arabia Saudita e altre sedi diplomatiche della regione, in cui si avvisano “gli americani che si trovano in questo momento in Medio Oriente di esercitare una vigilanza elevata ed essere coscienti di possibili cancellazioni di voli, chiusure di spazio aereo e interruzione dei viaggi”. Nella nota si fa infatti riferimento al fatto che “gli Houthi sostenuti dall’Iran hanno avviato ostilità contro l’Arabia Saudita, compresi gli aeroporti civili”. 

“Questo conflitto potrebbe avere una rapida escalation”, si legge ancora nella nota in cui si consiglia agli americani che stanno preparando viaggi in Medio Oriente di “riconsiderarli seriamente”. Ricordando che “sedi diplomatiche Usa, anche fuori dal Medio Oriente, sono state prese di mira”, conclude l’alert, avvisando che “l’Iran e i gruppi che lo sostengono possono prendere di mira interessi Usa all’estero o in luoghi associati agli Usa e agli americani nel mondo, compresi business e altre istituzioni”. 

 

Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane ha intanto avvertito che qualsiasi nuovo attacco contro l’Iran spingerebbe Teheran a cambiare la “geografia” della guerra e i mezzi utilizzati per combatterla, secondo quanto riportato in una dichiarazione diffusa dai media statali iraniani. 

L’avvertimento è giunto in un clima di crescente tensione dopo che l’Iran ha affermato di essere in possesso di informazioni secondo cui gli Stati Uniti e i loro alleati si starebbero preparando per un nuovo attacco di vasta portata. Il comando centrale militare iraniano ha dichiarato ieri che un eventuale attacco di questo tipo scatenerebbe una rappresaglia prolungata contro le basi e gli interessi statunitensi e che gli alleati regionali di Washington sarebbero considerati parte del conflitto. 

 

La minaccia posta dagli Houthi alla navigazione nel Mar Rosso è “notevolmente peggiorata”, e e serve dotare le due missioni europee attive nell’area, Aspides e Atalanta, di “più risorse navali e aeree” per farvi fronte. Lo scrive Kaja Kallas, Alta rappresentante Ue agli Affari esteri, in una lettera inviata sabato ai ministri degli Esteri dell’Unione. 

“La leva che gli Houthi hanno acquisito sullo Stretto di Bab-el-Mandeb con la conquista del porto di Mocha, dell’isola di Perim e delle isole Hanish costituisce una seria minaccia per la sicurezza marittima lungo una rotta di transito internazionale fondamentale”, scrive Kallas nella missiva, sottolineando che la situazione sta “già colpendo gli interessi europei”, ripercuotendosi sulle catene di approvvigionamento e possibilmente aggravando una situazione economica guà aggravata dall’aumento del prezzo dei carburanti. 

I ribelli yemeniti dichiarano di voler colpire solo interessi legati all’Arabia Saudita, ma “c’è incertezza sulla loro linea d’azione nei confronti delle navi che transitano attraverso lo Stretto”, prosegue l’Alta rappresentante, invitando i ministri Ue a “suggerire possibili azioni” in vista dei prossimi Consigli affari esteri e di difesa, tra cui “azioni attuali e future” Aspides e Atalanta possono prevedere. “Una conclusione è già chiara: abbiamo bisogno di più risorse navali e aeree, ben equipaggiate, per far fronte al livello crescente di minacce, incluse maggiori capacità per condurre operazioni di protezione ravvicinata”, aggiunge. 

 

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