Ucraina sotto attacco, pioggia di droni e bombe russe: morti e decine di feriti

(Adnkronos) –
Nuovi attacchi della Russia sull’Ucraina nella notte e nelle prime ore di lunedì 28 settembre 2026. Kharkiv, Kyiv, Sumy, Odesa e altre regioni sono state colpite da droni e bombe aeree. A Kharkiv un attacco ha centrato un edificio residenziale causando il ferimento di almeno 22 persone, tra cui diversi bambini. Secondo un bilancio riportato dai media, tre persone sono state uccise e otto ferite negli attacchi delle ultime 24 ore. 

L’episodio più recente riguarda Kharkiv, nel nord-est dell’Ucraina. Secondo le autorità locali, una bomba aerea guidata russa ha colpito nelle prime ore di lunedì un edificio residenziale a più piani. Il sindaco Ihor Terekhov ha riferito di almeno 22 persone ferite. Tra loro ci sono anche bambini. 

Anche Kiev è stata interessata dagli attacchi con droni. Il sindaco Vitali Klitschko ha riferito di danni in diversi punti della capitale: due persone sono rimaste uccise e altre quattro ferite in seguito a un attacco russo al mercato alimentare di Stolichny, appena fuori dalla capitale. L’attacco ha provocato un incendio nel mercato all’ingrosso di prodotti alimentari. Attacchi anche contro edifici residenziali, infrastrutture di comunicazione, stazioni di servizio e attività commerciali.  

Nella regione di Odessa è stata colpita una nave battente bandiera di Palau, mentre in quella di Zhytomyr è stata danneggiata una fabbrica di gelati. Attacchi contro abitazioni sono stati inoltre segnalati a Sumy e Rivne, mentre infrastrutture critiche sono state colpite nelle regioni di Vinnytsia, Dnipropetrovsk, Khmelnytskyi e Zaporizhzhia. 

 

Nel messaggio pubblicato dopo gli attacchi, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha denunciato una nuova ondata di bombardamenti contro diverse regioni del Paese. 

Secondo i dati citati da Zelensky, nell’ultima settimana la Russia avrebbe lanciato contro l’Ucraina oltre 2.200 droni d’attacco, circa 1.630 bombe aeree e 38 missili di diversi tipi, compresi missili balistici.  

Il presidente ucraino ha collegato la nuova ondata di attacchi alla necessità di rafforzare la difesa aerea, il sistema energetico e il sostegno finanziario a Kyiv. Nel suo messaggio ha inoltre riferito di danni a edifici residenziali, infrastrutture di comunicazione, stazioni di servizio e strutture energetiche in numerose regioni. 

 

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato di aver chiesto a Volodymyr Zelensky di “rallentare” gli attacchi alle raffinerie petrolifere russe e il presidente ucraino avrebbe risposto affermativamente, secondo quanto riportato da Clash Report. “Il grosso problema è che le raffinerie in Russia stanno esplodendo. Non è tanto un problema del Medio Oriente quanto un problema della Russia, perché l’Ucraina e la Russia sono in guerra tra loro e l’Ucraina sta facendo saltare in aria le raffinerie di diesel in Russia, perché queste lavorano grandi quantità di petrolio. Quindi questa situazione è davvero interessante. E ho parlato con il presidente Zelensky, gli ho detto: ‘Dovete rallentare con le raffinerie’. E lui ha risposto ‘Probabilmente lo faremo’”, ha detto Trump ai giornalisti. 

 

Sul fronte europeo, l’Alta rappresentante Ue per gli Affari esteri Kaja Kallas ha chiesto di aumentare la pressione sulla Russia attraverso nuove sanzioni. “Occorre aumentare la pressione sulla Russia con ulteriori inserimenti nell’elenco Ue dei sanzionati, al fine di colpire il complesso militare-industriale e le finanze della Russia per fermare il conflitto”, ha dichiarato entrando al Consiglio Affari esteri in formato Difesa a Bruxelles. 

“Stiamo esaminando tutte le proposte avanzate dagli Stati membri per verificare che si tratti di fascicoli solidi in grado di reggere a un eventuale vaglio giudiziario: per questo motivo la procedura richiede tempo”, ha aggiunto Kallas. 

L’Alta rappresentante ha definito “deplorevole” la decisione degli Stati membri di rimuovere alcuni oligarchi russi dalla lista dei sanzionati. Tuttavia, ha sottolineato, “dobbiamo prenderne atto e concentrarci sull’aspetto positivo: 2.998 persone saranno sanzionate per tre anni e ora il meccanismo è invertito, quindi per rimuoverle serve il consenso di tutti, mentre la proroga non richiede più l’unanimità”. 

Anche l’Irlanda chiede di mantenere aperte tutte le possibilità per sostenere finanziariamente Kiev. “Tutte le opzioni per garantire assistenza finanziaria all’Ucraina devono rimanere sul tavolo, compresi i beni congelati”, ha dichiarato la ministra degli Esteri irlandese Helen McEntee, il cui Paese detiene la presidenza di turno del Consiglio dell’Ue. “Alcuni colleghi hanno evidenziato criticità non ancora del tutto risolte, ma la Commissione europea si è impegnata ad approfondire i punti sollevati per verificare una possibile via d’uscita: dobbiamo continuare a confrontarci su questo tema”, ha aggiunto McEntee. 

A livello europeo, la ministra ha parlato di “molti progressi” nel sostegno all’Ucraina, citando lo sblocco dello Strumento europeo per la pace e il prestito già erogato a Kyiv. “All’Ucraina sono già stati erogati 15 miliardi del prestito ed è essenziale stanziare la parte restante il prima possibile”, ha dichiarato, aggiungendo: “Dobbiamo garantire che tutti i fondi previsti per quest’anno vengano versati e che all’inizio del prossimo anno sia fornita ulteriore assistenza”. 

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