Flydubai, il racconto del pilota-eroe a Modi: “Non potevo lasciare che i passeggeri morissero”

(Adnkronos) – “Non potevo lasciare che tutte quelle persone morissero”. Così ha detto al premier indiano Narendra Modi il pilota eroe dell’aereo della Flydubai, Smit Machchhar, accoltellato dal copilota omanita sul volo da Dubai a Tel Aviv deviato in Arabia Saudita.  

 

 

“Lei è il mio più grande idolo. Sono orgoglioso del modo in cui mi sta incoraggiando oggi. Ho riportato molte ferite, ma mi sono detto che dovevo rialzarmi e agire. In quel momento, mi sono spinto oltre i miei limiti per aprire la porta della cabina di pilotaggio”, ha detto Machchhar in una videochiamata con Modi. Lo riporta l’agenzia di stampa indiana Ani. 

 

“Hanno evitato una catastrofe dalle conseguenze globali”: così ha definito il premier israeliano Benjamin Netanyahu quanto successo mercoledì scorso sul volo Dubai-Tel Aviv della compagnia FlyDubai, a bordo del quale c’erano oltre 150 passeggeri. Alcuni di questi sono riusciti a fermare il tentativo di dirottamento da parte di uno dei due piloti, proveniente dall’Oman, entrando nella cabina di pilotaggio e riprendendo il controllo del velivolo che aveva perso oltre quattromila metri di quota in soli 29 secondi. L’aereo è poi atterrato a Tabuk, in Arabia Saudita, ed infine nelle scorse ore i passeggeri sono arrivati sani e salvi a Tel Aviv.  

A raccontare cosa è successo a bordo dell’aereo è stato uno dei passeggeri durante l’incontro avvenuto ieri all’aeroporto Ben Gurion con il premier israeliano, il primo ad aver fatto irruzione nella cabina di pilotaggio dell’aereo che stava precipitato dopo che il pilota era stato ferito. “Quando sono entrato ho visto il terrorista che era ai comandi, tra i due sedili, non c’erano piloti seduti, ho afferrato il terrorista, l’ho bloccato ed ho iniziato a trascinarlo fuori”. 

Secondo quanto riporta Times of Israel, il premier allora gli chiesto cosa stava facendo l’aggressore: “Stava cercando di distruggere i comandi per poter disabilitare l’aereo”, ha risposto il passeggero, spiegando di aver chiesto poi ad altri israeliani a bordo dell’aereo di aiutarlo a bloccare l’uomo per tornare nella cabina di pilotaggio, mentre l’aereo si stava inclinando bruscamente. “Sono rientrato ed ho afferrato i comandi ed ho iniziato a tirarlo”, ha detto ancora, aggiungendo di aver imparato a farlo grazie “I watch Mayday”, un documentario sui disastri aerei. “L’aereo ha iniziato a raddrizzarsi un po’ e a questo punto il pilota mi ha detto che avrebbe preso il controllo da quel momento in poi”, ha concluso. 

I passeggeri e il copilota hanno evitato una catastrofe che avrebbe potuto assumere proporzioni “globali”, ha detto nelle scorse ore Netanyahu. “Hanno impedito una catastrofe che avrebbe potuto avere conseguenze globali”. Il premier ha definito le azioni dei passeggeri, che hanno contribuito a fermare il pilota attentatore e a stabilizzare l’aereo, insieme al secondo pilota “un atto di grande coraggio che ha impedito il ripetersi dell’11 settembre”. E poi, in una successiva intervista a Fox News ha continuato: “È Hollywood all’ennesima potenza. Non si può inventare una cosa del genere. È difficile credere che possa accadere davvero nella vita reale, e invece è successo. I passeggeri passano attraverso un metal detector, ma non sono sicuro che i piloti lo facciano sempre. Quindi potrebbe aver portato con sé un coltello o un’ascia”. 

Sul pilota che ha tentato l’attentato, il premier israeliano ha detto che “è ovvio che odiava gli israeliani. Si tratta di fanatismo e odio di un livello incalcolabile”, aggiungendo, a proposito di un possibile coinvolgimento dell’Iran nell’attacco, che “è troppo presto per dirlo”. “Il pilota responsabile dell’attacco è ora sotto inchiesta in Arabia Saudita. Credo che verrà estradato negli Emirati Arabi Uniti, da dove proviene, o almeno da dove è partito”, ha dichiarato. “Seguiremo da vicino le indagini e, se possibile, vi parteciperemo”. 

Poi, in una intervista a Fox News, sempre Netanyahu ha affermato: “Sappiamo che il pilota responsabile dell’attacco aveva subito un indottrinamento radicale islamista”, aggiungendo che le autorità israeliane prevedono di poter stabilire entro pochi giorni se il copilota avesse legami con l’Iran. Israele chiederà la sua estradizione. “Chi ha pianificato di far precipitare un aereo e uccidere 180 israeliani deve essere estradato in Israele e pagare qui il prezzo più alto”, ha dichiarato il ministro israeliano per la Sicurezza nazionale, Itamar Ben Gvir, secondo quanto riporta il Times of Israel. 

Stando a quanto ha riferito al Times of Israel un funzionario israeliano, il copilota omanita del volo Flydubai avrebbe parlato sui social network dell’uccisione di ebrei. “Si è trattato di una persona che era disposta a suicidarsi”, ha dichiarato il funzionario, spiegando che i suoi account sui social media hanno mostrato “chiaramente che è stato radicalizzato verso un’ideologia jihadista” e che “parla di uccidere ebrei”. “Non possiamo dirlo con certezza fino alla conclusione dell’indagine”, ha aggiunto, “ma certamente sembra che sia stato un attentatore suicida che probabilmente avrebbe cercato di far precipitare quell’aereo”. 

 

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