Export, Lopez: “Arabia Saudita guarda a qualità, tecnologia e know how italiani”

(Adnkronos) – Dall’intelligenza artificiale alle smart city, dalla logistica al turismo, fino alla cultura e alla valorizzazione del patrimonio: la trasformazione dell’Arabia Saudita apre nuovi spazi per le imprese italiane in settori che vanno ben oltre quelli tradizionalmente associati al Regno. A spiegarlo all’Adnkronos, a margine della conferenza “Obiettivo Export”, è Eleonora Lopez, vice capo missione e capo dell’ufficio economico e commerciale dell’Ambasciata d’Italia in Arabia Saudita. 

“Le nostre aziende trovano sicuramente un ambiente in evoluzione. L’Arabia Saudita è un Paese che sta attraversando profondi cambiamenti dal punto di vista economico, sociale e culturale ed è sicuramente uno dei Paesi più interessanti ai quali guardare in questo momento”, osserva Lopez. Nonostante “la situazione geopolitica regionale sia complessa”, sottolinea, “da parte saudita c’è tutta la volontà di andare avanti e continuare a perseguire gli obiettivi della Vision 2030”. 

“Le nostre aziende trovano un ambiente molto propenso ad accoglierle e c’è molto interesse verso tutto ciò che è italiano in termini di qualità, tecnologia e know how”, prosegue la diplomatica. Un interesse che riguarda anche una caratteristica specifica del sistema produttivo italiano: “Sono molto interessati al nostro modello di piccole e medie imprese a conduzione familiare, perché si ritrovano molto anche in termini di valori”. 

Ad accompagnare le imprese, ricorda Lopez, c’è inoltre “un sistema Italia molto articolato”: oltre all’Ambasciata, “c’è l’ufficio dell’Agenzia Ice, c’è un ufficio Sace, c’è un’antenna Simest, quindi c’è tutta una squadra al lavoro per il supporto delle nostre aziende in Arabia Saudita”. 

 

Quanto ai settori con maggiori opportunità, la diversificazione economica perseguita da Riad amplia sensibilmente il perimetro. “Uno sul quale stanno investendo particolarmente è sicuramente l’intelligenza artificiale e le tecnologie disruptive”, spiega Lopez, indicando anche “smart grid, smart cities, mobilità e infrastrutture”. 

Centrale anche il ruolo della logistica: “Nel contesto regionale attuale si è evidenziata l’importanza dell’Arabia Saudita quale hub”. Ma tra i comparti meno scontati la diplomatica segnala “la cultura e l’heritage”, insieme “all’ospitalità e al turismo, che si stanno sviluppando molto bene e per i quali ci sono grandi ambizioni”. 

La trasformazione saudita, però, non significa abbandono dell’identità locale. “Loro spesso e volentieri si definiscono tradizionalisti contemporanei”, racconta Lopez. L’Arabia Saudita, ricorda, “è un Paese molto grande, con 36 milioni di abitanti”, nel quale c’è “molta attenzione al mantenimento della cultura locale e delle tradizioni, ovviamente rivisitate in chiave moderna”. 

Ed è proprio su questo terreno, conclude, che l’Italia può giocare una partita importante: “Noi italiani possiamo sicuramente offrire molto. Ci sono già tanti studi di architettura e di ingegneria italiani che stanno lavorando in Arabia Saudita proprio su questi temi”. 

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