Mps, domani Lovaglio scopre le carte in cda. Attesa per le indicazioni dei proxy

(Adnkronos) – È atteso per domani il consiglio di amministrazione straordinario di Mps, chiamato a fare il punto sul rilancio dell’Opas di Intesa Sanpaolo e sull’informativa in vista dell’assemblea del prossimo 29 ottobre. Tra i nodi al centro della riunione, l’interrogativo se l’amministratore delegato Luigi Lovaglio presenti o meno eventuali contromosse per contrastare l’offerta e difendere il piano alternativo messo a punto per il Monte dei Paschi. 

“Ritengo che Lovaglio abbia ancora qualche margine di manovra sul piano tattico, ma che, in assenza di un cavaliere bianco o di qualche input straordinario di carattere politico (molto improbabile), gli spazi per un’effettiva alternativa strategica siano ormai molto limitati”, osserva Michele Calcaterra, professore di Corporate Finance presso Sda Bocconi, interpellato dall’Adnkronos. “Il consiglio straordinario potrebbe quindi servire soprattutto a valutare una rimodulazione delle proposte o un rinvio delle decisioni assembleari”. 

Il confronto si inserisce in un quadro reso più complesso dalle posizioni già espresse da alcuni azionisti di peso. Delfin, titolare del 17,6% di Mps, Caltagirone, intorno al 13,5%, ed Edizione, con l’1,45%, hanno manifestato la volontà di aderire all’offerta di Intesa Sanpaolo. Nel complesso, le partecipazioni dei tre soci superano un terzo del capitale del Monte e potrebbero quindi pesare in modo decisivo sugli equilibri assembleari. 

 

 

 

Un eventuale sostegno all’Opas da parte dei tre azionisti metterebbe in salita il percorso del piano alternativo promosso da Lovaglio, che prevede la doppia Ops su Banco Bpm e Banca Generali e un dividendo straordinario da 4 miliardi di euro. Per l’approvazione della proposta è necessaria una maggioranza dei due terzi dei voti favorevoli.  

Sul fronte assembleare, secondo quanto apprende l’Adnkronos da fonti finanziarie, per l’inizio della settimana, probabilmente già domani, è atteso anche il parere indipendente dei proxy advisor in vista dell’assemblea del 29 ottobre. Le indicazioni dei consulenti di voto saranno un passaggio rilevante per capire come potrebbero votare i fondi internazionali 

“Quanto ai proxy advisor, pur nella loro autonomia di giudizio, credo che terranno certamente conto anche delle posizioni già espresse da azionisti di peso come Delfin e Caltagirone”, sottolinea Calcaterra. “Non perché debbano necessariamente allinearsi, ma perché quelle indicazioni incidono concretamente sulla fattibilità delle operazioni e sugli equilibri assembleari”. 

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