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Buffon, dopo l’addio la Nazionale. Mancini lo attende

CARRARA – Buffon, dopo l’addio la Nazionale. Mancini lo attende.
Manca solo l’ufficialità. Ma per il super portiere di Carrara, campione del mondo nel 2006 con la Nazionale di un altro toscano, Marcello Lippi, stanno per aprirsi le porte azzurre.
Stavolta non con i guantoni tra i pali. Ma nello staff di Mancini.
Buffon nello staff di Mancini come capodelegazione, ruolo che fu di Gianluca Vialli.
“Finisce qua. Mi hai dato tutto. Ti ho dato tutto. Abbiamo vinto insieme”, è l’addio del campione toscano.
Buffon con il suo addio al calcio giocato ha chiuso il cerchio della sua lunga e plurititolata vita calcistica a Parma, dove tutto era iniziato.
Con quel debutto memorabile in serie A a soli 17 anni il 19 novembre 1995 nell’allora Parma di Nevio Scala.
Gianluigi Buffon parò l’imparabile nella sfida con il Milan di Capello, Baggio, Weah.
Era nato un campione. Quel ragazzino aveva il dna del fuoriclasse. E fu lampante agli occhi di tutti.
L’addio del super portiere di Carrara è sul sito ufficiale del Parma.
“28 anni di carriera mi sembra un risultato incredibile, quasi impensabile, soprattutto per la continuità di rendimento dimostrata in quasi tre decenni. Questo, secondo me, è l’aspetto che più determina il valore di una carriera sportiva, in questo caso la mia”.
“Ci ho messo così tanta passione, dedizione, entusiasmo e allegria che a guardarmi indietro, posso dire che sono veramente volati. Sì, questi 28 anni – con queste due date (19 novembre 1995 e 30 maggio 2023, l’esordio in A e l’ultima in B) – sono la mia storia calcistica e la mia storia sportiva. Ma anche la storia di chi, con il tifo, con le lacrime e con l’amore, in questi 28 anni mi ha sostenuto. Voglio anche ringraziare Parma e la sua gente perché veramente mi ha fatto sentire tanto amato, anche in questi due anni: il presidente Kyle Krause – una delle persone migliori che ho conosciuto nel mondo del calcio – e i direttori della società, ché mi avevano chiesto immediatamente di ricoprire un ruolo manageriale nel gruppo”.
Da quel 19 novembre 1995 record su record per il numero uno toscano.
657 partite in Serie A (nessuno come lui), con record di imbattibilità: 974′ senza subire gol. 176 partite in Nazionale di cui 80 da capitano. Campione del mondo nel 2006, premiato da Fifa miglior portiere di quel mondiale. Azzurro in cinque mondiali,  e vicecampione d’Europa nel 2012. Azzurro fin dalla Nazionale Under 15.
Quella maglia della Juventus che lo ha accompagnato a lungo nella sua straordinaria carriera calcistica. Arriva da Parma alla Juventus il 3 luglio 2001. E con la Juventus Buffon è il giocatore più titolato nella storia con 19 trofei vinti.
Dieci campionati di serie A vinti, uno di Serie B (con la Juventus), sei Coppe Italia, sette Supercoppe italiane, una Coppa Uefa, un campionato di Ligue 1 e una Supercoppa di Francia.
E la Juventus lo saluta così: “Caro Gigi, oggi è molto difficile trovare le parole giuste. È molto difficile parlare di un calcio che oggi saluta il suo numero 1 per eccellenza. Oggi finisce un’era e siamo profondamente onorati di averla vissuta. Siamo stati parte della tua storia e tu sei stato parte della nostra”.
L’omaggio della serie A: “I guanti si appendono, la leggenda resta. Una carriera che definire leggendaria è forse addirittura riduttivo”.
Marcello Lippi: “Secondo me gli è costato, avrebbe continuato volentieri. Ma è stato giusto così. Gigi è stato uno dei più grandi che mi hanno fatto compagnia in carriera. Eccezionale come campione, come sportivo e soprattutto come uomo. Era inevitabile che la nazionale o la Figc gli offrissero questo spazio di coordinatore delle nazionali“.
 

—SportCINZIA GORLA

© Riproduzione riservata

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