Il farmaco per smettere di fumare gratis anche in Italia: chi può accedere e quanto è efficace

Il farmaco per smettere di fumare diventa gratis anche in Italia. La citisina, principio attivo del Recigar, è stata infatti inserita nei registri dell’Aifa con rimborsabilità dal Servizio sanitario nazionale e potrà essere erogata nei centri antifumo accreditati dietro prescrizione medica con rimborso integrale della spesa.

Nonostante il lieve ma costante calo registrato negli ultimi due decenni, in Italia quasi uno su quattro (24%) tra i 18 e i 69 anni è un fumatore. Puoi consultare qui i dati dell’Istituto Superiore di Sanità aggiornati al 2024.

Spesso chi cerca di smettere di fumare finisce per ricadere nel vizio in seguito a reazioni biochimiche difficili da tollerare. Non a caso, Zeno Cosini, il protagonista de “La Coscienza di Zeno” di Italo Svevo, aveva fumato così tante “Ultime sigarette”, da aver coniato la sigla “Us” per ciascuna di esse. In tal senso la citisina, che offre al paziente una transizione graduale dal tabagismo, rappresenta un’opportunità preziosa per chi vuole dire addio alle sigarette e al tabacco.

Ogni anno il fumo, che è una delle prime cause di morte evitabile, uccide più di 93.000 persone nel nostro Paese e assorbe risorse economiche a un Sistema sanitario già in crisi.

Cosa è e come funziona la citisina 

La citisina è un alcaloide ricavato dalla pianta del maggiociondolo ed è già usata come preparazione galenica (preparata cioè direttamente in farmacia) dietro prescrizione dei centri antifumo italiani prima del provvedimento che l’ha resa gratuita.

Non si tratta di una scoperta recente: la prima pillola a base di citisina fu prodotta nel 1964 in Bulgaria e da allora il farmaco si è diffuso rapidamente nell’Est Europa e più lentamente nei Paesi occidentali. Nel 2024 l’Oms ha inserito la citisina nella lista dei farmaci essenziali per combattere la dipendenza dal fumo di sigarette.

Legandosi agli stessi recettori della nicotina, la citisina riesce ad attenuare il desiderio di fumare e i sintomi dell’astinenza senza sostituire una dipendenza con un’altra. Questo alcaloide di origine vegetale diminuisce il piacere associato al fumo riducendo i sintomi che si presentano nelle fasi di astinenza da nicotina (irritabilità, disforia, insonnia, ansia), che sono i principali motori della ricaduta.

Quanto è efficace il farmaco?

I primi effetti possono aversi già dopo cinque giorni di assunzione, mentre la cessazione completa avviene generalmente tra il quinto e il quattordicesimo giorno di ciclo. Da quel momento in poi il dosaggio viene progressivamente ridotto costruendo una transizione fisiologica e non una interruzione drastica che genericamente viene respinta dall’organismo del fumatore. In molti casi può essere utile comunque ripetere il ciclo per una seconda volta.

I dati dei centri italiani antifumo dicono che il 67% dei pazienti smette di fumare dopo il ciclo di terapia, e, secondo i dati dell’Istituto nazionale tumori, il 40% mantiene l’astinenza dopo un anno dalla terapia.

Il confronto più utile è quello con la vareniclina, l’altro farmaco usato per la cessazione che sta per rientrare sul mercato italiano: la vareniclina ha un’azione tre volte più potente ma è meno tollerata in termini di effetti collaterali.

Chi può accedere al Recigar gratuitamente 

Non basta avere il vizio del fumo per accedere al farmaco gratuitamente (o meglio, con rimborso). Aifa ha previsto la copertura del primo ciclo di trattamento per tutti gli utenti che intraprendano un percorso “serio” per dire addio al tabacco. Ma cosa vuol dire questo praticamente? Che può accedere al rimborso, il fumatore che:

  • è maggiorenne;
  • ha ricevuto adeguato counselling;
  • non ha già effettuato un ciclo di trattamento con citisina in regime di rimborsabilità.

In tutti gli altri casi, per esempio quando un fumatore si vede vietare le sigarette dal cardiologo in seguito a un infarto, il costo è a carico del diretto interessato. Un ciclo di 25 giorni di terapia costa circa 110 euro.

Non può assumere citisina (né gratuitamente né a proprie spese) chi ha una grave insufficienza renale, ha ricevuto un’anamnesi di infarto miocardico recente, è in gravidanza o è allergico al principio attivo e/o agli eccipienti del farmaco. Per questo è assolutamente da evitare il fai-da-te.

Il farmaco, denominato Recigar e prodotto dalla casa farmaceutica polacca Adamed (commercializzato in Italia da Laboratorio Farmaceutico C.T.) è l’evoluzione industriale del preparato galenico, che invece ha un impatto più graduale e, generalmente, viene somministrato per 40 giorni. La confezione rimborsabile conterrà 100 compresse, da assumere per via orale, sufficienti per un ciclo di 25 giorni. Dopo il primo ciclo, se il paziente desidera proseguire, può acquistare una seconda confezione in farmacia a proprie spese.

Quanto pesa il vizio del fumo sul Ssn 

Oltre alle morti premature, che restano la conseguenze principale, il tabagismo ha effetti fortemente negativi sulle casse pubbliche, nonostante il costante aumento del prezzo delle sigarette.

Dati alla mano, il fisco italiano incassa dal monopolio sul tabacco circa 9,67 miliardi di euro l’anno in accise, in calo rispetto al picco di 10,6 miliardi del 2011. Due terzi del prezzo di ogni pacchetto di sigarette finiscono direttamente nelle casse dello Stato: l’accisa fissa è 29,5 euro per mille sigarette, cui si aggiunge una componente proporzionale del 49,5% sul prezzo di vendita e l’Iva al 22%.

Dall’altra parte del libro mastro, però, i conti non tornano affatto. Secondo le stime della Società Italiana di Medicina Ambientale, infatti, il costo sociale e sanitario complessivo del fumo per la collettività italiana supera i 26 miliardi di euro l’anno.

Le sole ospedalizzazioni direttamente attribuibili al tabacco costano al Ssn 1,64 miliardi di euro annui, pari al 6% di tutti i ricoveri ospedalieri nazionali, secondo uno studio dell’Istituto Mario Negri e dell’Ats Brianza pubblicato su Tobacco Induced Diseases. Vanno poi considerate le spese ambulatoriali, i farmaci per la gestione cronica delle patologie correlate, le giornate lavorative perse, le prestazioni oncologiche. Il quadro complessivo è quello di uno Stato che incassa circa 10 miliardi dalla vendita del tabacco e ne spende almeno il doppio per gestirne le conseguenze cliniche e sociali.

Le voci più pesanti tra i ricoveri legati al fumo (la cui probabilità è inversamente proporzionale al titolo di studio acquisito, come spieghiamo qui) sono cardiopatia ischemica (556 milioni); ictus (290 milioni) e tumore al polmone (229 milioni).

La Manovra 2026 ha alzato ulteriormente le accise sul tabacco, con un aumento progressivo nel triennio 2026-2028 che si traduce in circa 14-15 centesimi in più a pacchetto già quest’anno. Una misura che ha l’effetto di aumentare il gettito nel breve periodo, ma che storicamente non scoraggia in modo significativo il consumo tra i fumatori abituali.

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content.lab@adnkronos.com (Redazione)

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