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La Francia vuole vietare l’uso dei social media ai minori di 15 anni

La Francia vuole proibire l’accesso ai social media ai minori di 15 anni a partire dall’anno scolastico 2026/2027. Seguendo la scia dell’Australia, Paese nel quale il divieto è in vigore dal 10 dicembre 2025, il governo francese ha finalizzato una bozza legislativa che sarà sottoposta al vaglio del Consiglio di Stato all’inizio di gennaio, prima di approdare in Parlamento.

Il presidente Emmanuel Macron ha ribadito che la tutela dei giovani nell’ambiente digitale rappresenta una priorità assoluta dell’ultima fase del suo mandato.

Il futuro delle generazioni

Come riporta il quotidiano francese Le Monde, il testo della bozza punta l’attenzione sui pericoli legati a un uso sproporzionato degli schermi, evidenziando rischi concreti come l’esposizione a contenuti nocivi, il cyberbullismo e i disturbi del sonno che colpiscono gli adolescenti. Secondo l’esecutivo francese, tale misura è indispensabile per garantire l’equilibrio delle future generazioni e preservare la coesione sociale fondata su valori condivisi.

Macron ha utilizzato la metafora di un quindicenne su un’auto da corsa: permettere a un bambino di attivare il motore di una Formula 1 prima ancora di aver appreso le basi della guida è un rischio inaccettabile; i giovani devono prima imparare il “codice della strada” digitale.

Divieto per i minori e a scuola fino ai 18 anni

Come spiega anche il quotidiano FranceInfo, il progetto di legge si articola in due punti cardine: oltre al bando dai social per gli under 15, il testo prevede l’estensione del divieto dei telefoni cellulari anche alle scuole di secondo grado, frequentate da ragazzi e ragazze tra i 15 e i 18 anni. In Francia, una legge del 2018 già proibisce gli smartphone nelle scuole primarie e medie, ma l’applicazione pratica ha incontrato diverse difficoltà nel corso degli anni. Per evitare i blocchi legali che in passato hanno impedito l’attuazione della “maggiore età digitale”, che definisce l’età minima necessaria affinché un minore possa accedere e iscriversi ai servizi delle piattaforme social in modo autonomo, senza la necessità di un’autorizzazione da parte dei genitori, la ministra Anne Le Hénanff ha assicurato che il nuovo testo sarà pienamente conforme al Digital Services Act (Dsa) dell’Unione europea.

I danni di un uso eccessivo dei social

Un’inchiesta parlamentare francese sugli effetti psicologici di TikTok ha concluso a settembre che la piattaforma era come un “veleno lento” per i bambini. La co-direttrice dell’inchiesta, la deputata centrista Laure Miller, ha dichiarato a FranceInfo che il social network era un “oceano di contenuti dannosi” ben visibile ai bambini attraverso algoritmi che li tenevano in una bolla. TikTok ha risposto di essere stata ingiustamente additata come capro espiatorio per “sfide che interessano l’intero settore e la società”.

Il rapporto raccomandava che ai bambini sotto i 15 anni in Francia dovesse essere completamente vietato l’uso dei social media, mentre per la fascia di età tra i 15 e i 18 anni doveva essere imposto un “coprifuoco digitale“: i social media non dovrebbero funzionare tra le 22 e le 8.

L’inchiesta è stata avviata dopo una causa francese del 2024 contro TikTok, intentata da sette famiglie che accusavano l’app di esporre i propri figli a contenuti che li spingevano a porre fine alla propria vita. Le critiche più aspre arrivano però dai sindacati scolastici (Snes-Fsu e il Snalc), i quali hanno sollevato dubbi sulla fattibilità del divieto dei telefoni nei licei, citando la carenza di personale e la complessità di gestire studenti spesso quasi maggiorenni o autorizzati a uscire dall’istituto durante le ore “libere”.

Giovani

content.lab@adnkronos.com (Redazione)

© Riproduzione riservata

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