Maternità, orrore in reparto: lo scandalo di Nottingham scuote il Regno Unito

Parole in codice offensive, neonati morti, madri ignorate. È questo il quadro emerso nell’ambito di un’inchiesta, durata oltre 10 anni, che vede protagonista il Nottingham University Hostpital Nhs Trust, l’ente che gestisce i principali ospedali della città britannica per conto del Servizio nazionale sanitario inglese.

Nel cuore di questa grande città industriale dell’Inghilterra centrale, all’interno dei corridoi del Queen’s Medical Centre e del City Hospital, si è consumato per oltre un decennio quello che oggi è considerato “il più grande scandalo della storia della maternità britannica”. Quelli che dovevano essere centri di eccellenza si sono rivelati, secondo le testimonianze, luoghi di “indifferenza e crudeltà”.

“FOH”: il codice segreto dell’odio

Tutto è iniziato a venire a galla quando sulle lavagne dei reparti maternità, accanto ai nomi delle donne in travaglio, sono comparse tre lettere: “FOH”. Come rivelato da una lettera di dimissioni di un’ostetrica nel 2018, il codice stava per “F** Off Home”, alias “Andatevene a quel Paese, tornate a casa”.

L’obiettivo era chiaro: scoraggiare le madri dal rimanere in ospedale. Alle ostetriche veniva consigliato esplicitamente di non mostrare empatia: “Non essere troppo gentile, altrimenti continuerà a tornare”. Questa determinazione a tenere le partorienti a casa il più a lungo possibile ha avuto esiti fatali. Un’ostetrica ha raccontato di una donna rimandata a casa nonostante i dolori: quando finalmente è stata ammessa in reparto, il suo bambino era già morto e lei ha riportato lesioni interne così gravi da dover oggi vivere con una sacca permanente per stomia.

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Un decennio di silenzio e insabbiamenti

L’inchiesta, guidata dall’esperta ostetrica Donna Ockenden, sta esaminando circa 2.500 casi avvenuti tra il 2012 e il 2025. Si tratta di storie di decessi neonatali e materni, e neonati rimasti con danni cerebrali permanenti.

Ma come è stato possibile che tutto questo passasse inosservato per così tanto tempo? Secondo Ockenden, il Trust di Nottingham soffriva di un “complesso di superiorità” che portava a ignorare ogni critica esterna. L’ospedale aveva persino creato un sistema di segnalazione interno chiamato “High Level Incidents”. Questo meccanismo permetteva di indagare sui decessi “in casa”, senza informare le autorità nazionali, riducendo drasticamente il rischio di controlli esterni e privando le famiglie della verità.

Shopping online durante le emergenze

Le testimonianze raccolte dai media britannici, come l’inchiesta pubblicata oggi dalla Bbc Panorama, dipingono un quadro di carenza cronica di personale. Tuttavia, alla mancanza di risorse si univa spesso una condotta agghiacciante da parte dei dipendenti. Un’ostetrica ha ricordato un episodio in cui una collega junior, lasciata sola con un caso complicato, chiedeva aiuto suonando ripetutamente il campanello d’allarme. I suoi superiori la ignorarono: erano troppo impegnati a fare shopping online per acquistare borse firmate.

In questo clima “spaventoso”, il personale era talmente esausto da lavorare intere notti senza cibo o pause, arrivando a una sorta di “desensibilizzazione”: la morte di un neonato non veniva più analizzata come un fallimento, ma accettata come un evento inevitabile.

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Razzismo e pregiudizio clinico

L’inchiesta ha portato alla luce anche “innumerevoli” episodi di razzismo. Il personale prendeva spesso in giro gli accenti delle pazienti straniere e le donne non bianche ricevevano cure più sbrigative. In particolare, è emerso un pregiudizio pericoloso nei confronti delle donne di origine sud-asiatica, i cui lamenti per il dolore venivano ignorati dai medici perché ritenuti “culturalmente esagerati”, portando a mancare diagnosi critiche.

Verso il verdetto finale

L’attuale amministratore delegato del Trust, Anthony May, entrato in carica quando lo scandalo era ormai esploso, ha promesso un cambiamento radicale e ha ammesso le responsabilità dell’organizzazione. Il governo britannico ha annunciato lo stanziamento di 149 milioni di sterline per migliorare la sicurezza dei reparti maternità in tutto il Paese, ma per le 2.500 famiglie di Nottingham la ferita resta aperta.

Il prossimo 24 giugno Donna Ockenden pubblicherà il suo rapporto finale. Sarà il momento della verità per un sistema che, per oltre dieci anni, ha scambiato la vita umana con l’efficienza burocratica e il risparmio sui turni di lavoro.

Welfare

content.lab@adnkronos.com (Redazione)

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