(Adnkronos) – L’assemblea degli azionisti di Assicurazioni Generali conferma la traiettoria di crescita del gruppo e rilancia le ambizioni del piano industriale, con il ceo Philippe Donnet che individua nel prossimo anno uno snodo decisivo per il raggiungimento degli obiettivi. “Il 2026 è l’anno centrale di ‘Lifetime Partner 27: Driving Excellence’, e sarà quindi uno spartiacque fondamentale verso il suo completamento e il raggiungimento di tutti i nostri obiettivi”, ha sottolineato Donnet intervenendo all’assemblea del Leone di Trieste.
Un passaggio chiave, ha spiegato, in un contesto globale complesso: “Continueremo a rendere reale ogni giorno la promessa di essere Partner di Vita per tutti i nostri clienti, e continueremo ad operare in un mondo caratterizzato da incertezze e tensioni geopolitiche sempre più forti”. Proprio in questo scenario, ha aggiunto, emerge il ruolo del gruppo: “È proprio nei momenti più critici che un grande assicuratore e asset manager riesce davvero a fare la differenza”, richiamando anche “l’onore e la responsabilità derivanti dall’essere parte di un grande Gruppo con ben 195 anni di storia”.
Il ceo ha quindi rivendicato la solidità dell’esecuzione del piano: “La forza e la consistenza dei risultati che abbiamo ottenuto ci confermano che stiamo eseguendo il nostro piano con la massima disciplina, continuando a creare valore sostenibile per voi azionisti e per tutti i nostri stakeholder”. Un risultato che, ha evidenziato, poggia anche sulle operazioni straordinarie degli ultimi anni: “La performance registrata nel 2025 è stata resa possibile anche dalle acquisizioni fatte negli ultimi anni, e il contributo di tutte queste società è destinato ad aumentare man mano che termineranno le rispettive fasi di integrazione”. Tra queste, Donnet ha citato il rafforzamento in Europa con Liberty Seguros e l’espansione in Asia. Ampio spazio anche alla creazione di valore per gli azionisti. “Continuiamo dunque a mostrare concretamente il forte impegno a garantirvi una remunerazione stabile e crescente nel tempo”, “il nostro titolo ha quasi triplicato il proprio valore ed è oggi molto vicino ai suoi massimi storici”, con una crescita del 30% nel 2025 che ha consentito al gruppo di sovraperformare l’indice del settore assicurativo europeo.
Le parole del ceo si inseriscono in un quadro approvato a larghissima maggioranza dall’assemblea, che ha dato il via libera al bilancio 2025 con oltre il 99% dei consensi, alla distribuzione di un dividendo di 1,64 euro per azione e a un programma di riacquisto di azioni proprie da 500 milioni di euro. Accanto alla visione industriale, il presidente Andrea Sironi ha posto l’accento sulla dimensione strategica europea del gruppo. Generali, ha osservato, si muove “da questa prospettiva europea” con un punto di vista “pienamente coerente con quanto delineato dai recenti rapporti Letta e Draghi, che rappresentano oggi riferimenti fondamentali per l’agenda economica dell’Unione nel rispondere alla perdita strutturale di competitività”.
Una linea che, ha spiegato, punta a “mobilitare risorse, semplificare le regole e rafforzare l’integrazione dei mercati”, anche attraverso la creazione di una Savings & Investment Union. Si tratta di un passaggio “fondamentale per colmare una delle fragilità storiche dell’Europa: l’incapacità di trattenere e valorizzare al proprio interno l’enorme volume di risparmio privato europeo, che ancora oggi in larga parte defluisce verso mercati extraeuropei”. In questo quadro, Sironi ha rivendicato il ruolo del settore assicurativo: le compagnie europee gestiscono circa 10mila miliardi di euro di asset e rappresentano investitori istituzionali chiave, con una “naturale vocazione agli investimenti di lungo periodo al servizio dell’economia reale”. La recente revisione di Solvency II, ha aggiunto, “va nella giusta direzione”, rendendo il quadro prudenziale più coerente con l’orizzonte del business e liberando risorse per infrastrutture, transizione energetica e digitale e sostegno alle imprese.
Il presidente ha infine sottolineato il posizionamento del gruppo anche sul piano reputazionale e industriale: i risultati ottenuti si inseriscono “nella traiettoria di un Gruppo che, per storia, dimensione e radicamento geografico, esprime un Dna profondamente europeo”, con Generali “principale operatore assicurativo in Italia” e presenza di primo piano nei principali mercati del continente. Un profilo che, per equilibrio territoriale e solidità, colloca il Leone di Trieste tra i leader del settore assicurativo europeo. (di Andrea Persili)
—
finanza
webinfo@adnkronos.com (Web Info)


