Unicredit: agosto di possibili incontri su fronte Commerz, in corso valutazioni su M&A domestico

(Adnkronos) – Avanti tutta sulla strada del dialogo. Prosegue la marcia di avvicinamento tra Unicredit e Commerzbank. Dopo l’apertura arrivata dal governo tedesco, che ha attenuato la propria contrarietà all’operazione, si prepara una nuova fase di interlocuzione tra le parti. 

Secondo quanto ricostruito da Adnkronos, al momento non sono ancora stati fissati incontri tra Unicredit e il governo federale, ma il cambio di atteggiamento di Berlino viene considerato un primo passo significativo. La novità è il passaggio da una fase di sostanziale opposizione a una in cui l’esecutivo tedesco sarebbe orientato a formulare richieste e ad aprire un confronto con l’istituto guidato da Andrea Orcel. 

Sempre secondo quanto risulta ad AdnKronos, fino al giorno in cui il cancelliere Friedrich Merz ha sostanzialmente chiarito che il governo non si oppone alla fusione in sé, ma aveva contestato soprattutto le modalità dell’operazione, non c’erano mai state interlocuzioni. Al momento non ci sono incontri programmati, ma la tempistica – secondo quanto risulta all’agenzia – potrebbe prevedere un primo confronto con il management di Commerzbank, nel tradizionale ruolo di investitore, dopo la presentazione dei risultati della banca tedesca, attesa nella prima settimana di agosto.  

Solo successivamente potrebbe aprirsi un’interlocuzione con il governo tedesco, probabilmente a fine agosto o a inizio settembre. Sul fronte autorizzativo, l’operazione deve ancora ottenere i principali via libera della Banca centrale europea e della Commissione europea, sia sul fronte antitrust sia per quanto riguarda il controllo sugli investimenti esteri. Si tratta delle autorizzazioni più rilevanti, alle quali si aggiungono altri nulla osta di carattere settoriale. I tempi stimati per il completamento dell’iter sono compresi tra tre e sei mesi.  

Domani il Cda di Unicredit sui conti in cui, sempre secondo quanto ricostruito da AdnKronos, sul tavolo potrebbe finire anche il risiko italiano. Non è escluso che nel Consiglio di amministrazione dell’istituto di Piazza Gae Aulenti trovi spazio anche un aggiornamento sul dossier relativo al consolidamento bancario italiano. 

Sempre secondo quanto ricostruito, ogni possibilità per Unicredit è aperta ma i dossier che riguardano Bper e Banco Bpm vengono considerati al momento molto affollati e caratterizzati da un elevato livello di complessità, anche alla luce delle operazioni già in corso sul mercato. Restano sullo sfondo anche le ipotesi relative a Fineco e Banca Generali. Sul primo fronte, i rumors si dividono: c’è chi in mabiente finanziario apprezza, qualcuno che parla di “total bullshit”, escludendo che vi sia un dossier concreto all’attenzione del gruppo. Altri fanno riferimento al costo elevato dell’operazione.  

Diverso il caso di Banca Generali, considerata – secondo quanto ricostruito da AdnKronos – teoricamente un obiettivo industrialmente comprensibile. Tuttavia, spiegano alcuni fonti di mercato all’agenzia di stampa, l’istituto è inserito negli equilibri del gruppo Generali e un’eventuale operazione coinvolgerebbe inevitabilmente anche il Leone di Trieste e i suoi principali azionisti, rendendo l’operazione particolarmente complessa.  

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webinfo@adnkronos.com (Web Info)

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