Maturità, i consigli del neurochirurgo: “Studio, sonno, movimento e meditazione per rendere al massimo”

(Adnkronos) – Non basta studiare molte ore per affrontare al meglio la maturità. Per ottenere il massimo delle proprie prestazioni cognitive bisogna allenare il cervello attraverso una combinazione di studio efficace, attività fisica, meditazione, sonno e una corretta gestione delle tecnologie digitali. E’ questa la ‘ricetta’ prescritta agli oltre 500mila studenti italiani che hanno cominciato le prove scritte da Christian Brogna, neurochirurgo di fama internazionale, specializzato nella chirurgia dei tumori cerebrali complessi, nella neuro-oncologia, nella chirurgia spinale e dei nervi periferici, oggi responsabile di Neurochirurgia presso il Paideia International Hospital di Roma. 

Secondo l’esperto, uno degli errori più frequenti dei ragazzi è pensare che il rendimento aumenti proporzionalmente alle ore trascorse sui libri. “Il cervello – spiega Brogna – non è progettato per mantenere livelli elevati di attenzione per molte ore consecutive. È molto più efficace alternare sessioni di studio di 20-30 minuti a brevi pause, possibilmente con una passeggiata all’aria aperta. Il movimento aumenta il flusso sanguigno cerebrale e aiuta il cervello a elaborare e consolidare meglio le informazioni”. Tra gli strumenti che il neurochirurgo considera più efficaci c’è la meditazione, da praticare più volte nel corso della giornata. “La meditazione riduce i livelli di cortisolo e stress, migliora la regolazione delle emozioni e favorisce una maggiore consapevolezza dei propri processi mentali – descrive lo specialista – In una fase delicata come quella della maturità, può rappresentare un supporto concreto per affrontare l’ansia e mantenere lucidità e concentrazione”. Il medico suggerisce di dedicare alcuni minuti alla meditazione al mattino, durante la pausa pranzo e alla sera, integrandola nella normale routine quotidiana. Un’altra tecnica consigliata è la visualizzazione mentale: “Immaginare in modo vivido il contesto dell’esame, vedersi seduti davanti alla commissione, ripercorrere mentalmente le domande e le possibili risposte aiuta il cervello a familiarizzare con la situazione. In questo modo l’esame viene percepito come qualcosa di meno nuovo e meno minaccioso”. 

Fondamentale il sonno, una fase essenziale dell’apprendimento. “Durante la notte il cervello consolida le informazioni acquisite durante il giorno – ricorda Brogna – I contenuti appresi vengono progressivamente trasferiti dalla memoria a breve termine a quella a lungo termine. Per questo motivo studiare fino a tarda notte sacrificando il riposo è spesso controproducente”, avverte il neurochirurgo. Che mette in guardia dall’abuso di telefonini e tablet: “Le neuroscienze hanno dimostrato che il multitasking digitale frammenta l’attenzione. Passare continuamente da social network, notifiche, chat e video riduce la capacità di concentrazione profonda e aumenta la distraibilità”, ammonisce l’esperto. L’indicazione è creare blocchi di studio senza interruzioni digitali, limitando l’accesso allo smartphone ai momenti di pausa. “Il cervello dei ragazzi è ancora in fase di maturazione, soprattutto nelle aree prefrontali coinvolte nella pianificazione e nel controllo dell’attenzione. Per questo è particolarmente sensibile agli effetti della sovrastimolazione digitale”, aggiunge Brogna. 

Tra le raccomandazioni più importanti c’è l’esercizio fisico quotidiano. “L’attività fisica intensa è un vero e proprio farmaco cognitivo – assicura il neurochirurgo – Stimola la produzione del Bdnf, una sostanza fondamentale per la plasticità cerebrale, favorisce la formazione di nuove connessioni neuronali e migliora la capacità di apprendimento”. Secondo lo specialista, per ottenere benefici significativi sarebbe opportuno dedicare almeno 40-60 minuti al giorno al movimento. 

Infine, Brogna invita studenti e famiglie a rivalutare il ruolo del tempo libero e della cosiddetta ‘noia costruttiva’: “Quando il cervello non è continuamente bombardato da stimoli digitali, entra in funzione una rete neurale legata alla creatività, all’introspezione e alla pianificazione del futuro. Lasciare spazio a momenti di silenzio e riflessione non significa perdere tempo, ma allenare capacità fondamentali per la crescita cognitiva”, precisa il medico. 

Per l’esperto, dunque, la preparazione alla maturità non passa esclusivamente dai libri. “Studiare è fondamentale, ma per rendere al massimo occorre mettere il cervello nelle condizioni migliori per funzionare. Sonno, attività fisica, meditazione, pause di qualità e una gestione consapevole della tecnologia – riassume Brogna – sono strumenti altrettanto importanti per affrontare con successo una prova impegnativa come l’esame di Stato”. 

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