vivo e il progetto “Capture the Future: Global Youth Storytelling Initiative for People and Nature”

(Adnkronos) – L’evoluzione delle tecnologie di imaging per dispositivi mobili sta ridefinendo le modalità con cui le nuove generazioni documentano e comunicano le dinamiche ambientali e i complessi concetti legati alla sostenibilità. In questo scenario, l’Università degli Studi di Milano ha ospitato la prima tappa europea dell’iniziativa formativa mondiale “Capture the Future: Global Youth Storytelling Initiative for People and Nature”, strutturata per stimolare una narrazione consapevole delle sfide ecologiche globali. Il progetto, lanciato ufficialmente in occasione del Mobile World Congress 2026 di Barcellona, si propone di fornire agli studenti universitari competenze interdisciplinari per tradurre temi quali la resilienza climatica e la biodiversità in contenuti visivi di forte impatto pubblico, supportati dalle tecnologie avanzate di vivo e del partner, per le ottiche, Zeiss.
 

Questa attività si inserisce all’interno di un’ampia open call globale, attiva da marzo e ormai giunta quasi allo scadere della sua disponibilità fissata per il mese di maggio 2026, volta a raccogliere progetti di documentazione visiva realizzati da giovani creator a livello internazionale; i profili selezionati accederanno successivamente a un campus di co-creazione estivo pianificato all’interno delle riserve della biosfera europee. Adnkronos Tech&Games ha raggiunto Cristina Nichifor, PR Supervisor vivo per l’Italia, e Matteo Giudici, Head of Open Market vivo Italia, per approfondire strategie e obiettivi di vivo.
 

 

 

Cristina Nichifor, PR Supervisor vivo per l’Italia

 

 

 

Come si inserisce “Capture the Future” nella visione a lungo termine di vivo e in che modo questa collaborazione con il programma MAB di UNESCO segna l’evoluzione del vostro impegno verso la responsabilità sociale e il supporto alle nuove generazioni?
 

Cristina Nichifor (PR Supervisor vivo Italia): ““Capture the Future” si inserisce in modo naturale nella visione di lungo periodo di vivo, fondata sul principio di Benfen, ovvero l’impegno a fare le cose giuste, nel modo giusto. Questo approccio guida in egual misura sia lo sviluppo tecnologico dell’azienda, sia il modo in cui vivo interpreta il proprio ruolo all’interno della società.
 

Da sempre, consideriamo la fotografia uno strumento centrale per abilitare le persone ad esprimere sé stesse, raccontare e condividere il proprio punto di vista con tecnologie che facilitano l’espressione personale. La collaborazione con il programma UNESCO Man and the Biosphere rappresenta un’evoluzione di questo percorso che oltrepassa l’espressione del singolo creator, per orientarsi alla collettività. Inoltre, in questo contesto, vivo riconosce nelle nuove generazioni una forte sensibilità verso le tematiche sociali e ambientali e un ruolo chiave nella loro capacità di generare un cambiamento.” 

Il progetto è stato presentato ufficialmente al MWC 2026, cosa ha spinto vivo a scegliere proprio l’Università degli Studi di Milano come prima tappa europea e in che modo la risposta degli studenti italiani ha confermato o sorpreso le vostre aspettative iniziali?
 

Cristina Nichifor (PR Supervisor vivo Italia): “Abbiamo presentato il progetto come parte di un programma che coinvolge alcune università selezionate in diverse aree del mondo. l’Italia è stata individuata come uno dei paesi chiave, anche considerata l’importanza che questo mercato ha per lo sviluppo del brand vivo.
 

La scelta dell’Università degli Studi di Milano, su indicazione di UNESCO, per lo sviluppo del progetto in Europa è stata quasi naturale in questo scenario. Parliamo di uno degli atenei più importanti e storici a livello europeo, da sempre punto di riferimento per la ricerca, l’innovazione e l’approccio interdisciplinare. A questo si aggiunge il contesto italiano, particolarmente rilevante per la ricchezza del patrimonio naturalistico, culturale e paesaggistico, che rende il rapporto tra uomo e natura un tema vivo, concreto e profondamente radicato.
 

La risposta degli studenti ha superato le aspettative: spesso si tende a sottovalutare il livello di coinvolgimento delle nuove generazioni su temi complessi come la sostenibilità, ma in questo caso abbiamo riscontrato un interesse autentico e una partecipazione estremamente attiva.” 

L’approccio “dual-mentor” unisce il rigore scientifico di UNESCO alla potenza tecnologica di vivo: qual è la sfida più grande nel tradurre temi complessi come la biodiversità e la resilienza climatica in un linguaggio visivo che sia al tempo stesso accessibile, pop e tecnologicamente all’avanguardia per i giovani creator?
 

Cristina Nichifor (PR Supervisor vivo Italia): “La sfida principale è trovare un equilibrio tra accuratezza e accessibilità. Temi come la biodiversità o il rapporto tra uomo e natura richiedono un livello di comprensione profondo, ma allo stesso tempo devono essere raccontati in modo chiaro, immediato e coinvolgente per risultare davvero efficaci.
 

È da questa esigenza che nasce l’approccio “dual-mentor”. Da un lato, UNESCO fornisce una base solida di conoscenze, strumenti e contenuti, aiutando gli studenti a comprendere a fondo le tematiche e a sviluppare uno sguardo consapevole. Dall’altro, vivo mette a disposizione tecnologie avanzate di imaging che permettono di trasferire questa comprensione con un linguaggio visivo contemporaneo e rilevante.
 

Crediamo che più si conosce un tema, più si è in grado di raccontarlo in modo efficace. La tecnologia, in questo senso, non sostituisce la sensibilità individuale: la amplifica, offrendo agli utenti strumenti per tradurre il proprio punto di vista in immagini. È da questa combinazione tra tecnologia e consapevolezza che una visione individuale può diventare azione collettiva. Quando un contenuto è chiaro, autentico e condivisibile, ha davvero il potenziale di generare dialogo, coinvolgimento e, nel tempo, anche cambiamento.” 

In che modo la tecnologia di imaging mobile di vivo funge da ponte tra la visione individuale e l’azione collettiva, e quali strumenti specifici avete messo a disposizione degli studenti per trasformare un semplice scatto in un messaggio di cambiamento sociale?
 

Cristina Nichifor (PR Supervisor vivo Italia): La tecnologia di imaging mobile di vivo nasce per essere al tempo stesso potente e intuitiva, con l’obiettivo di ridurre la distanza tra ciò che una persona vede e ciò che può raccontare. Nel contesto del progetto, abbiamo messo a disposizione degli studenti dispositivi dotati di sistemi fotografici avanzati, capaci di adattarsi a scenari diversi, dalla fotografia di paesaggio al ritratto, fino al video, insieme a strumenti di editing e ottimizzazione basati sull’intelligenza artificiale. Questo ha permesso loro di lavorare in modo rapido e intuitivo, senza barriere tecniche, concentrandosi maggiormente sul contenuto e sul messaggio. 

La open call globale sarà attiva fino a maggio 2026, quali sono i criteri fondamentali che guideranno la selezione dei progetti vincitori e cosa vi aspettate di scoprire durante il Co-Creation Camp estivo nelle riserve della biosfera?
 

Cristina Nichifor (PR Supervisor vivo Italia): “La selezione dei progetti si baserà su criteri come l’originalità e la qualità dei contenuti che racconteranno temi legati alla sostenibilità, alla biodiversità e alla resilienza climatica. Per quanto riguarda il Co-Creation Camp siamo curiosi dei nuovi linguaggi che potrebbero emergere e delle nuove prospettive che verranno raccontate, soprattutto il modo in cui i giovani interpretano il rapporto tra uomo e natura. L’obiettivo è creare uno spazio di confronto in cui competenze diverse possano incontrarsi, dando vita a progetti che abbiano un impatto reale anche al di fuori del contesto creativo.” 

 

Matteo Giudici, Head of Open Market vivo Italia

 

 

 

Guardando all’andamento del brand in Italia, quali sono i segmenti di mercato o le linee di prodotto che stanno trainando la crescita di vivo nel 2026 e come si sta evolvendo la percezione dei consumatori italiani nei confronti della vostra proposta tecnologica rispetto agli anni precedenti?
 

Matteo Giudici (Head of Open Market vivo Italia)
: “Nel 2026 stiamo osservando una crescita significativa trainata in particolare da due direttrici: da un lato la serie V, che rappresenta un punto di accesso strategico per un pubblico ampio, sempre più attento al rapporto tra qualità, design e performance; dall’altro la serie X, che contribuisce in modo determinante a rafforzare il posizionamento di vivo nel segmento premium, soprattutto grazie all’innovazione nell’ambito dell’imaging, grazie alla consolidata collaborazione con un leader di settore come ZEISS.
 

I risultati ottenuti nell’ultimo anno rappresentano per noi un segnale importante: il brand vivo ha una percezione sempre più solida, e dimostra che c’è spazio per i brand che portano proposte di valore. Questo andamento, inoltre, si inserisce nel contesto italiano, un mercato dinamico e rilevante, caratterizzato da consumatori sempre più informati, consapevoli e attenti alla qualità dell’esperienza tecnologica.” 

Oggi vivo non è più un nuovo arrivato, ma un player credibile, capace di competere su qualità, innovazione e visione. Ed è su questa direzione che continueremo a investire.
 

Considerando il panorama competitivo italiano, molto attento al design e alle prestazioni fotografiche, quali sono i vostri obiettivi strategici per la seconda metà dell’anno e in che modo iniziative come quella con l’Università di Milano contribuiscono a consolidare il legame tra vivo e il pubblico locale?
 

Matteo Giudici (Head of Open Market vivo Italia): “Guardando al futuro, partendo dalla seconda metà dell’anno, puntiamo a rafforzare la nostra presenza in Italia, sia in termini di brand awareness sia attraverso il consolidamento delle partnership commerciali con i principali retailer e operatori.
 

In parallelo vogliamo continuare ad investire in progetti e attivazioni locali che consentano di creare una connessione più diretta con gli utenti finali. Iniziative come “Capture the Future” vanno proprio in questa direzione: non si limitano a raccontare la tecnologia, ma creano occasioni per apprezzarla attraverso esperienze concrete, in grado di generare un impatto positivo.
 

Poi noi di vivo è essenziale coinvolgere le persone, ascoltare i loro punti di vista e dare spazio alla loro creatività. Siamo un’azienda che costruisce tecnologie che puntano a migliorare la vita quotidiana. Ogni occasione di incontro con i nostri utenti italiani sarà preziosa e assolutamente voluta.” 

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webinfo@adnkronos.com (Web Info)

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