(Adnkronos) –
Un testo vago, con un linguaggio generico e privo di dettagli operativi. Così fonti dell’amministrazione Usa miminizzano la reale porta del memorandum di intesa con l’Iran. Secondo alcune fonti, il testo, ancora non pubblicato ufficialmente, punta a creare un quadro politico flessibile in vista dei negoziati e della firma ufficale dell’accordo in Svizzera, lasciando però aperti numerosi interrogativi sui reali impegni delle parti, dalle sanzioni al nucleare fino alla gestione dei fondi iraniani congelati. “Non si dovrebbe leggere troppo nel linguaggio utilizzato nel memorandum”, sostiene con la Cnn una delle fonti, descrivendo come un ‘documento politico’ il testo dell’accordo, che secondo quanto rivelato dal vice presidente JD Vance è lungo appena una pagina e mezzo.
Le fonti ammettono che il team negoziale del presidente ha “formulato un linguaggio che permetta all’Iran di dire quello che deve dire per la sua politica interna”. Ma avvisano che non riflette gli impegni cruciali assunti dall’Iran attraverso i canali di trattative riservate, cosa sempre destinata a dare agli iraniani maggiore possibilità di firmare l’accordo. “Quello che è più importante dell’effettivo documento è l’intesa che abbiamo tra di noi, che possiamo creare l’ambiente per procedere e parlare di tutte queste cose – proseguono le fonti – perché il testo dice che noi solleveremo le sanzioni, faremo l’accordo sul nucleare e sbloccheremo i fondi. Ma solleveremo le sanzioni – aggiungono – sulla base dei progressi. Sbloccheremo i fondi quando avremo un accordo sul meccanismo per farlo”.
Una scelta negoziale e diplomatica che insieme a vantaggi porta rischi politici interni. Da una parte infatti Donald Trump può rivendicare di aver portato a casa un accordo con l’Iran che mette fine ad un conflitto, da lui avviato senza un chiaro endgame, sempre più impopolare tra gli americani anche, e soprattutto, per la vertiginosa ascesa del prezzo della benzina a pochi mesi dal voto di midterm. Ma allo stesso tempo i falchi anti-Iran, tra i quali suoi alleati di ferro come Lindsey Graham, temono che Trump e i suoi abbiano concesso troppo a Teheran pur di chiudere la guerra e insistono nel voler leggere il testo dell’intesa.
Anche se gli Usa non hanno ancora pubblicato il testo del memorandum, copie stanno circolando tra gli alleati europei, in particolare tra i funzionari riuniti in Francia per il vertice del G7. E chi l’intesa l’ha letta racconta alla Cnn che il testo non dettaglia impegni sulle riserve di uranio arricchito che l’Iran avrebbe preso, stando a quanto affermano Trump ed altri membri dell’amministrazione.
Nel testo vi sarebbe solamente che l’Iran “ribadisce che non produrrà mai armi atomiche”, lo stesso impegno preso nell’accordo sul nucleare con l’amministrazione Obama nel 2015. Ma le fonti della Cnn sostengono che attraverso i canali paralleli Teheran avrebbe offerto a Washington le concessioni richieste, compreso il ruolo Usa nella distruzione delle riserve in coordinamento con l’Aiea, anche se di questo non c’è accenno nel testo firmato.
Il testo è parimenti vago sul fronte finanziario, non specificando quale tipo di aiuto finanziario l’Iran si potrà aspettare se rispetta i patti, compresa la possibilità di accedere ad un fondo per lo sviluppo da 300 miliardi che Trump e Vance hanno escluso che possa essere finanziato dagli Usa. Nessuna chiarezza anche sull’altra questione cruciale, quello dello sblocco dei fondi iraniani congelati che saranno resi “pienamente disponibili” quando ci saranno progressi nei prossimi negoziati, si limita a dire il testo.
Nell’intesa è invece specificato che l’Iran potrà vendere petrolio e prodotti petrolchimici subito dopo la firma dell’accordo con gli Stati Uniti che vareranno eccezioni per le sanzioni per permettere a Teheran di incassare da queste vendite. Ma a una domanda a riguardo, le fonti dell’amministrazione, ripetono che l’accordo è “basato sulla performance” e che l’Iran potrà “accedere ai benefici previsti dall’intesa solo se rispetterà tutti i punti acccettati, no armi nucleari, neutralizzazione dell’uranio arricchito e nessuna interferenza sulla libera navigazione dello stretto di Hormuz”.
Su questo ultimo punto, cruciale, sempre la Cnn ha però raccolto l’allarme di fonti dell’intelligence americana che sottolineano che, anche se l’accordo prevede l’apertura dello stretto come preludio dei colloqui sul nucleare, come risultato della guerra il regime iraniano ha acquisito una nuova potente abilità di colpire l’economia globale, dimostrando di poter chiudere l’accesso a Hormuz. Cosa che potrà succedere ancora, aggiungono le fonti, ammettendo che “noi ora abbiamo di fatto consegnato all’Iran il controllo sullo stretto, un’arma molto più potente di qualsiasi atomica”.
Infine, sul riserbo riguardo al testo dell’intesa, da Washington si giura che “noi vogliamo che sia pubblico, ma ci hanno chiesto di aspettare fino a venerdì” per dare all’Iran un margine di manovra sempre sul fronte della politica interna. La Guida Suprema Mojtaba Khamenei infatti ha dato la sua tacita approvazione all’intesa, ma sono in corso discussioni interne riguardo all’opportunità che lui faccia una dichiarazione ufficiale prima di venerdì. “Noi stiamo chiedendo di poterlo pubblicare prima, stiamo cercando di farlo”, assicurano ancora le fonti Usa, dopo che Trump ieri al margine del G7 ha detto di essere così orgoglioso del testo negoziato da poterlo recitare parola per parola di fronte alle telecamere.
Nelle scorse ore Bloomberg ha pubblicato la bozza di intesa, destinata a mettere fine alle ostilità e creare la cornice per un accordo più ampio e dettagliato. Ma una fonte vicina al team negoziale iraniano, citata dall’agenzia Tasnim’, ha contestato l’accuratezza del documento, sostenendo che la versione diffusa contiene “numerose inesattezze”.
Secondo il testo pubblicato da Bloomberg, Washington e Teheran dovrebbero annunciare lo stop immediato alle ostilità, impegnandosi ad astenersi da azioni ostili e a negoziare un accordo definitivo entro 60 giorni, con la possibilità di prorogare il termine. Il memorandum prevederebbe inoltre la revoca immediata del blocco navale statunitense e una sorta di ‘road map’ per la revoca delle sanzioni contro la Repubblica islamica.
Tra le altre misure indicate nella bozza figura anche lo sblocco degli asset iraniani congelati all’estero. In cambio, Teheran riaffermerebbe l’impegno a non produrre mai armi nucleari. Le decisioni sul futuro del materiale nucleare arricchito sarebbero rinviate a una fase successiva. “Quanto pubblicato da Bloomberg come testo integrale del memorandum d’intesa tra Iran e Stati Uniti non è accurato e presenta numerose inesattezze”, ha osservato la fonte iraniana, aggiungendo che il memorandum contiene 14 clausole e che i dettagli riportati sono in alcuni casi “significativamente incompleti”.
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