Creme solari fatte in casa, il monito degli esperti: “Pericoloso trend guidato dalle fake news”

(Adnkronos) – Olio d’oliva, di karité o cocco, mescolati con ossido di zinco in polvere ma anche cera d’api e altri ingredienti. Le ricette e i tutorial per preparare creme solari fatte in casa – che nella maggioranza dei casi non superano l’esame della scienza, secondo uno studio di qualche anno fa – si moltiplicano sui social: YouTube, TikTok e Instagram, in paricolare. Complici insondabili mode e correnti di pensiero ‘alternative’ che mettono in dubbio l’efficacia di prodotti in commercio o addirittura, come è successo recentemente, vengono collegate – in barba ad ogni evidenza scientifica – ai tumori della pelle. Teorie che si diffondono anche per dichiarazioni dei volti noti e che trovano terreno fertile negli utenti dei social come è avvenuto nel caso del rapper Salmo che, in un video, ha parlato del suo cancro della pelle mettendolo in relazione con l’uso della protezione solare. Il vero rischio però, spiegano gli esperti, è non proteggersi dai raggi solari dannosi, pericolo che con i prodotti casalinghi può amplificarsi perché ci si espone nella convinzione di essere protetti senza esserlo.  

Il trend ‘Diy’ (Do It Yourself) sulla protezione solare allarma gli specialisti da qualche tempo. Non a caso alla 21esima edizione del Congresso francofono di allergologia (Cfa) di quest’anno è stata dedicata un’intera sessione al tema. “Le creme solari fatte in casa sono rischiose perché non sono regolamentate né testate per l’efficacia come quelle commerciali”, aveva spiegato per l’occasione Françoise Giordano dermatologa dell’ospedale Universitario di Tolosa. Inoltre “la loro resistenza all’acqua, la durata di conservazione e l’efficacia nella prevenzione del cancro della pelle durante l’esposizione cronica ai raggi Uv sono spesso sconosciute”. E questo è un enorme problema a fronte dell’aumento dei casi di tumore alla pelle la cui prevenzione si basa prevalentemente sulla limitazione dell’esposizione al sole e sull’utilizzo di creme e lozioni con protezione Uva e Uvb, e con fattore di protezione solare (Spf) di almeno 30.  

Le creme fai da te, in uno studio statunitense del 2019, che aveva analizzato le ricette più diffuse, si erano rivelate inefficaci in circa il 70% dei casi. Diversi i limiti di questi prodotti: la mancanza di controlli e di test non permettono di avere alcuna informazione sul loro funzionamento; gli errori di dosaggio frequenti; la mancanza di conservanti aumenta la possibilità di contaminazione da batteri o funghi. Per quanto riguarda gli ingredienti, inoltre, l’ossido di zinco o il biossido di titanio, usati in genere in queste preparazioni, tendono ad agglomerarsi, distribuoendosi male nella crema. Questo crea zone della pelle completamente scoperte e vulnerabili. Gli oli vegetali come l’olio di cocco o il burro di karité, poi, hanno un fattore di protezione naturale bassissimo e non sono in grado di schermare le radiazioni nocive. Infine mentre i solari commerciali vengono testati rigorosamente per resistere all’acqua, al sudore e alla degradazione causata dal calore del sole, sulle creme fatte in casa non si ha alcuna informazione su questi elementi.  

 

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