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‘Appello’ a Donald Trump e al presidente della Fifa, Gianni Infantino, per il ripescaggio dell’Italia ai Mondiali 2026 che si svolgeranno negli Stati Uniti, in Messico e in Canada. L’autore dell’iniziativa è Paolo Zampolli, inviato speciale del presidente degli Stati Uniti in Italia. “Ho suggerito a Trump e al presidente della Fifa, Gianni Infantino, che l’Italia sostituisca l’Iran ai Mondiali”, dice al Financial Times. Sono italiano e sarebbe un sogno vedere gli azzurri in un torneo ospitato dagli Stati Uniti. Con quattro titoli, hanno il prestigio necessario per giustificare la loro inclusione” nel torneo al via l’11 giugno. La guerra tra Stati Uniti e Iran, congelata dalla tregua appena estesa da Trump, mette in discussione la presenza della selezione della repubblica islamica alla manifestazione.
Il quadro si definirà nelle prossime settimane. La Fifa avrebbe anche valutato l’idea di un super playoff intercontinentale a quattro squadre per individuare la nazionale destinata a sostituire l’Iran. Da Teheran arrivano messaggi contrastanti. L’ultimo, in ordine di tempo, è stato firmato dal ministro dello Sport e della Gioventù del Paese Ahmad Donyamali: “Forse la decisione sarà di non partecipare al Mondiale, ma se andremo, dobbiamo essere pronti per una presenza forte. Ancora una volta, la decisione dipenderà dalle condizioni e sarà presa dal governo e probabilmente dal Consiglio di Sicurezza Nazionale”.
A commentare l’ipotesi ripescaggio per l’Italia è stata Evelina Christilin, ex membro aggiuntivo della Uefa nel consiglio Fifa: “Vedo abbastanza difficile la partecipazione dell’Iran al Mondiale. Il presidente della federcalcio iraniana ha detto che vogliono giocare, mentre il governo mi sembra molto più prudente. Manca un mese e mezzo all’inizio del Mondiale, veramente difficile immaginare la loro partecipazione, anche se io me lo auguro”, ha detto a Radio Anch’io Sport su Rai Radio 1. “È tutto nelle mani della Fifa: secondo il regolamento 6.7 il Consiglio Fifa può decidere”.
Infantino e Trump sono legati da un rapporto estremamente solido. Il presidente della Fifa è una presenza abituale alla Casa Bianca, ha consegnato al presidente degli Stati Uniti il ‘premio Fifa per la pace’ nella cerimonia del sorteggio dei Mondiali e ha trovato posto anche nella cerimonia che ha segnato il debutto del Board of Peace creato da Trump per Gaza. Il numero 1 della Casa Bianca cita l’organizzazione dei Mondiali 2026 come uno dei risultati di maggior prestigio ottenuti, al pari delle Olimpiadi 2028 che saranno ospitate da Los Angeles. Il ‘soccer’ sta guadagnando spazio nell’agenda sportiva del presidente, consapevole che la World Cup costituirà un palcoscenico di primissimo piano.
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