(Adnkronos) – “Portiamo un contributo strategico: completare la reintegrazione del continente, rafforzare la stabilità ai confini orientali e aggiungere un Paese che si sente europeo e vuole contribuire ulteriormente, sia economicamente sia in termini di sicurezza” all’Ue. Lo ha detto all’Adnkronos la vicepremier per l’Integrazione Europea della Repubblica di Moldova, Cristina Gherasimov.
La prospettiva dell’adesione all’Unione Europea entro il 2030 resta “una tempistica ambiziosa”, ha spiegato, ma il percorso “sta avanzando con costanza”. La Moldova ha registrato “progressi in tutti i capitoli dei negoziati” e ha migliorato il livello di preparazione “in due terzi dei capitoli”, secondo l’ultimo rapporto sull’allargamento della Commissione europea. Un processo che resta “basato sul merito” e che non è solo tecnico, bensì “un processo di trasformazione” che implica “riforme complesse” da attuare.
Gherasimov – in visita a Roma – ha sottolineato come Chisinau si trovi oggi “in una buona posizione”, anche grazie alla capacità di garantire “la continuità politica delle riforme per i prossimi quattro anni”. Questo consente di prevedere un’accelerazione sostenuta “senza compromettere la qualità” del percorso di integrazione europea e mantenendo “lo stesso ritmo a piena velocità” nelle riforme.
Sul tema dei rischi dell’influenza russa anche in futuro europeo per la Moldova, la vicepremier ha invitato alla prudenza: “Non penso che esista un Paese che possa garantire di non essere soggetto a influenze esterne”. “L’influenza russa e gli strumenti che utilizza sono in continua evoluzione”, ha osservato, sottolineando come ogni società democratica debba restare vigile nel proteggere “i propri valori e il proprio spazio informativo”. Allo stesso tempo, la Moldova ha rafforzato “la propria resilienza”, sia a livello istituzionale sia sociale, comprendendo “ciò che è in gioco” nel contrasto alle interferenze.
Un segnale chiaro arriva anche dalle urne: nell’ultimo triennio il Paese ha affrontato “almeno tre importanti prove elettorali”, tra cui un referendum sull’adesione all’Ue, un’elezione presidenziale e una parlamentare, in cui “la maggioranza dei moldavi ha detto sì al percorso europeo”. “Questo dimostra che i moldavi sono già europei nel cuore e nel modo di pensare”, ha aggiunto, evidenziando come la sfida sia ora “preparare lo Stato all’adesione”.
Guardando al contributo concreto che potrà portare all’interno della famiglia europea, Gherasimov ha ricordato che la Moldova è “un mercato di dimensioni modeste”, comparabile a “una piccola o media regione italiana”, e quindi “non rappresenterà un peso” finanziario per l’Ue. Al contrario, offre “una società giovane, filo-europea e orientata alle riforme” e la possibilità di estendere “le catene di approvvigionamento europee” verso un contesto con una forza lavoro “competitiva e laboriosa”. Un legame già evidente anche in Italia, dove vivono “circa 300.000 moldavi” e operano “circa 9.000 imprese” fondate da cittadini moldavi.
La scorsa settimana, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha ospitato a Kiev l’omologa moldava Maia Sandu in occasione del 40° anniversario del disastro nucleare di Chernobyl. In quell’occasione, i due leader hanno ribadito il sostegno al reciproco percorso europeo dei due Paesi, che anche secondo Gherasimov rappresenterebbe per Bruxelles “un investimento geostrategico nella sicurezza e stabilità a lungo termine”.
L’adesione dei due Paesi invierebbe un segnale chiaro, assicura infine: “l’Europa può restare unita e prendere decisioni sovrane, al riparo da influenze esterne”, dimostrando al contempo che “il modello russo non è attrattivo nella regione” e che Stati “sovrani e indipendenti possono decidere autonomamente”, contribuendo alla sicurezza dell’intero continente (di Valerio Sarsini Novak).
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