Truffe telefoniche, boom di chiamate in Italia: cosa fare e i prefissi da evitare

(Adnkronos) –
Torna l’allarme truffe telefoniche in Italia. Nonostante le misure introdotte per contrastare le chiamate indesiderate e il telemarketing molesto, sempre più persone hanno ripreso, dopo un iniziale periodo di stasi, a ricevere chiamate e messaggi che nascondono vere e proprie truffe telefoniche o spam. Il fenomeno è ripreso con forza nelle ultime settimane, dopo che negli scorsi mesi era già stato lanciato l’allarme per chiamate moleste non solo da parte di call center dall’Italia, ma anche dall’estero, con chiamate in arrivo con prefissi stranieri. 

La truffa, che spesso avviene promettendo posti di lavoro o facili guadagni, è volta ad hackerare i dispositivi dei malcapitati, a rubare i loro dati personali o a estorcere denaro. La maggior parte delle volte a rispondere non sono persone fisiche ma voci elettroniche o registrate, mentre i messaggi arrivano su app di messaggistica come WhatsApp o Telegram. 

Oltre al messaggio di testo in allegato si trovano link che rimandano a pagine che possono contenere virus o portare i truffatori ad accedere ai dispositivi stessi o ai dati personali. Con l’irrigidirsi delle misure preventive da parte degli organi a tutela degli utenti, i truffatori si stanno adeguendo con nuove tattiche e ricorrendo spesso a una strategia chiamata ‘spoofing’. 

 

Lo spoofing è l’ultima frontiera della truffa telefonica, tornata a diffondersi con forza in questi primi mesi del 2026. Si tratta di una tecnica utilizzata per ingannare fingendosi qualcun altro o, in questo caso, fingendosi un altro numero. I call center stranieri falsificano quindi il prefisso, facendo apparire sul display del malcapitato un numero italiano, che può essere anche cellulare e non solo fisso, così da avere maggiori probabilità di risposta da parte dell’utente. 

La truffa, in ogni caso, può avvenire in varie modalità: per email, inviando quindi un messaggio con un indirizzo falso, che però assomiglia a un ente reale e può quindi trarre facilmente in inganno un occhio non attento o falsificando l’indirizzo IP, facendo quindi sì che sembri che il traffico arrivi da un altro computer. 

 

In Italia, come detto, nelle ultime settimane è tornato a suonare forte l’allarme per il boom di chiamate provenienti da prefissi stranieri. La soluzione però, per non cadere in queste trappole, è semplice: non rispondere e bloccare ogni numero sospetto, che sia un numero cellulare o fisso. 

Prefissi come +44, +46 o +31, tra i più frequenti e appartenenti rispettivamente a Regno Unito, Svezia e Paesi Bassi, possono essere ‘indizi’ fondamentali per riconoscere e soprattutto sventare potenziali truffe. 

Mai, inoltre, richiamare in caso di chiamata persa o squillo volutamente breve. Si tratta infatti di un tipo diverso di truffa, volto a far spendere un’enormità del credito cellulare dell’utente e appropriarsi direttamente della cifra in questione, oppure ad attivare abbonamenti a pagamento indesiderati. 

 

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