(Adnkronos) – Si è aperto a Verona un nuovo processo per David Sirca, il cosiddetto ‘Acquabomber’. L’informatico triestino, 51 anni, è imputato per tentata estorsione ai danni del gruppo alimentare Zuegg. Secondo l’accusa, avrebbe inviato tre e-mail minatorie all’azienda, chiedendo 100mila euro per evitare la contaminazione delle confezioni di marmellata con solfato di tallio, una sostanza altamente tossica.
Nel corso dell’udienza del 20 ottobre è stato ascoltato il legale rappresentante dell’azienda, che ha ricostruito le minacce ricevute e i danni economici provocati dal ritiro precauzionale dei prodotti dagli scaffali. Stando a quanto riportato dal ‘Corriere del Veneto’, dopo il rifiuto dell’azienda di pagare, l’uomo avrebbe sostenuto di aver manomesso un vasetto in un supermercato della Val di Fassa, accompagnando la minaccia con un video. L’allarme avrebbe spinto l’azienda e i distributori a ritirare preventivamente i prodotti.
Il caso si aggiunge alle altre vicende giudiziarie che coinvolgono Sirca. Nel maggio 2026, il tribunale di Cuneo lo ha condannato a tre anni per tentata estorsione nei confronti di tre aziende produttrici di acqua minerale e di una cantina vinicola. Secondo Rai News, questa pena si somma alla precedente condanna di quattro anni pronunciata a Roma, portando a sette anni il totale delle pene da scontare.
Il soprannome ‘Acquabomber’ richiama le minacce rivolte negli anni a diverse aziende del settore alimentare e delle bevande. Per il procedimento relativo a Zuegg, tuttavia, le contestazioni devono essere distinte dalle condanne già pronunciate in altri processi.
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