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        <title>Corriere Empolese - Feed</title>
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        <description>Ultime news da Empoli Valdelsa</description>
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        <pubDate>Fri, 01 May 2026 18:18:41 +0000</pubDate>
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	<title>Categoria Lavoro - Corriere Empolese</title>
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                <title>Equo compenso: Int, risposta a Mimit su decreto attuazione per professionisti ex lege 4/2013</title>
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                <description><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; &quot;Il ministero delle Imprese e del made in Italy (Mimit) ha invitato, attraverso una lettera a firma del direttore generale Gianfrancesco Romeo, le associazioni di rappresentanza professionale ex lege 4/2013 iscritte negli elenchi del ministero a inviare le loro valutazioni sui punti indicati dal Mimit che costituiscono l’ossatura del decreto attuativo che il Mimit dovrà emanare, ai sensi dell’art. 1 comma 1 lettera c della legge 21 aprile 2023, n. 49 sull’ equo compenso. L’Istituto Nazionale Tributaristi (Int), per mano del suo presidente Riccardo Alemanno, ha inviato la settimana scorsa le proprie valutazioni in risposta alla nota del direttore Romeo, ribandendo di condividere la previsione sul compenso dei professionisti ex lege 4/2013 che potrà essere fisso, variabile e a tempo, parere positivo peraltro già confermato nell’interlocuzione iniziata lo scorso anno&quot;. Così, in una nota, l&#039;Int, Istituto nazionale tributaristi.  &quot;Nella comunicazione il Mimit ha indicato gli 8 punti derivanti dal confronto con “i rappresentanti delle associazioni e delle forme aggregative” tra cui l’individuazione delle aree di attività dei professionisti ex lege 4/2013. Alemanno nella nota ha sottolineato quelle pertinenti per l’attività dei tributaristi che sono: a) attività di amministrazione e gestione b) attività di consulenza h) attività tecnico-operative, ciascuna di esse si può rapportare alle varie caratteristiche dell’attività di questi professionisti&quot;, prosegue ancora la nota.  Alla voce consulenza il presidente dell’Int auspicava una maggiore specificità, per esempio che fosse seguita da termini che ne individuassero la tipologia come fiscale, informatica, gestionale, ecc. ma nella consapevolezza della eterogeneità delle varie figure professionali ha scritto: “…comprendiamo la necessità di ricomprendere con tale definizione una moltitudine di tipologie di consulenze svolte dai professionisti ex lege 4/2013. Peraltro i tributaristi sono già individuati come professionisti che svolgono attività di consulenza fiscale, attività libera e non soggetta riserve, dal 2001 quando il Ministero delle Finanze con il decreto del 19 aprile indicava soggetti svolgenti professionalmente attività di consulenza fiscale e in forza di ciò abilitabili alla funzione di intermediario fiscale, i tributaristi, proprio in virtù di tale decreto, sono oggi abilitati dal Ministero dell’Economia e delle Finanze per il tramite dell’Agenzia delle Entrate, alla predetta funzione professionale&quot;.   L’Int ha proposto poi di inserire, oltre ai criteri specifici dell’attività professionale quali: la delicatezza e rilevanza dell’incarico, l’originalità e l’accuratezza delle prestazioni rese e le responsabilità assunte dal professionista, anche la riservatezza e il pieno rispetto delle normative vigenti al fine di evitare zone d’ombra che possano ricadere nell’abuso di diritto. La nota a firma del presidente dell’Int si chiude con un riferimento all’organizzazione delle prestazioni professionali, in cui si ritiene che: “debba essere prevista la collaborazione con altre professionalità, il cui apporto sia necessario per completare la prestazione professionale&quot;.  I tributaristi Int sono fermamente convinti che la collaborazione tra le varie professionalità, nel rispetto delle competenze e delle singole specificità, costituisca un valore aggiunto e una maggiore garanzia per l’utenza. Così il presidente Alemanno sul lavoro del Mimit in tema di equo compenso: ”Ringrazio tutte le componenti del ministero, il ministro urso, il sottosegretario Bitonci, tutta la direzione generale per il mercato, la concorrenza, la tutela del consumatore e la normativa tecnica in particolare la divisione v – servizi assicurativi, servizi e professioni, anche non organizzate in ordini e colleghi, riconoscimenti titoli professionali, che stanno svolgendo un grande lavoro di armonizzazione delle peculiarità delle varie professionalità, fondamentale per dare applicazione all’equo compenso a tutela dei professionisti rappresentati dalle associazioni professionali ex lege 4/2013, così come fondamentale è il lavoro svolto dalle confederazioni tra cui Confassociazioni&quot;, ha concluso.  &#8212;lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)<br />
&#8212;LavoroREDAZIONE</p>
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                <excerpt><![CDATA[(Adnkronos) &#8211; Il ministero delle Imprese e del made in Italy (Mimit) ha invitato, attraverso una lettera a firma del direttore generale Gianfrancesco Romeo, le associazioni di rappresentanza professionale ex lege 4/2013 iscritte negli elenchi del ministero a inviare le loro valutazioni sui punti indicati dal Mimit che costituiscono l’ossatura del decreto attuativo che il Mimit dovrà emanare, ai sensi dell’art]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[(Adnkronos) &#8211; Il ministero delle Imprese e del made in Italy (Mimit) ha invitato, attraverso una lettera a firma del direttore generale Gianfrancesco Romeo, le associazioni di rappresentanza professionale ex lege 4/2013 iscritte negli elenchi del ministero a inviare le loro valutazioni sui punti indicati dal Mimit che costituiscono l’ossatura del decreto attuativo che il Mimit dovrà emanare, ai sensi dell’art]]></metadDscription>
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                <title>Startup: a Innovation Village tra sostenibilità e Ia per vincere la sfida della crescita</title>
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                <description><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; Promuovere lo scambio di fabbisogni, idee e conoscenze e co-progettare soluzioni tecnologiche innovative e funzionali attraverso la creazione di circuiti collaborativi fra ricerca e imprese. E&#039; l&#039;obiettivo principale di &#039;Innovation Village 2024&#039;, il network di riferimento del Mezzogiorno in ambito di innovazione, in programma l&#039;8 e 9 maggio prossimi nella cornice di Villa Doria d’Angri, Napoli. Nona edizione dell&#039;evento con partner di prestigio: le università Parthenope e Federico II, Ordini professionali, Asvis, Enea, Cnr, Inail e Svimez. “È fondamentale -spiega intervistata da Adnkronos/Labitalia Annamaria Capodanno, direttrice di Innovation Village- un approccio integrato che tenga conto delle sfide ambientali, sociali ed economiche, promuovendo un&#039;innovazione che non solo spinga avanti la ricerca e lo sviluppo, ma che contribuisca a risolvere le sfide globali. Oggi la vita stessa delle imprese è legata alla sostenibilità, nella transizione 5.0 si parla di fabbriche sostenibili e non solo digitalizzate. Al risultato pieno arriveremo soltanto promuovendo la collaborazione tra settori pubblici e privati, destinando risorse finanziarie e investimenti in progetti di ricerca e sviluppo, creando incentivi per le imprese e gli innovatori che sviluppano tecnologie sostenibili e promuovendo la consapevolezza sull&#039;importanza di integrare considerazioni ambientali e sociali nell&#039;innovazione e nella ricerca. È una sfida che si vincerà soltanto tutti insieme e che vogliamo lanciare da Napoli e dal Sud, un territorio alla continua ricerca di una vera possibilità di crescita”, sottolinea.  Sostenibilità ma anche IA, altro tema prioritario quando si parla di innovazione. “A Innovation Village -spiega ancora Capodanno- ne parleremo in diversi momenti, cercando di centrare l’attenzione sulle possibilità offerte alle donne, ma anche in settori chiave come la sanità&quot;. Infatti, continua, &quot;l’associazione Donne 4.0 presenterà un progetto di formazione che mira a educare e ispirare donne di ogni età e background sulle potenzialità dell&#039;IA e sulle opportunità che offre per lo sviluppo professionale. Promuovere la partecipazione attiva delle donne nel campo dell&#039;IA, riducendo il divario di genere e incoraggiando la diversità nel settore tecnologico, potrebbe essere un fattore nello sviluppo del Paese&quot;.  &quot;Ma esploreremo anche come l&#039;IA stia rivoluzionando settori chiave come la sanità e l&#039;industria, facilitando nuove opportunità di ricerca, diagnosi, produzione e automazione E forniremo risorse pratiche e formazione su strumenti e metodologie legate all&#039;IA, permettendo alle partecipanti di acquisire competenze tecniche e di sviluppo professionale”, sottolinea ancora.  Ma quali le novità di questa edizione di Innovation Village? “Attenzione sull’innovazione a 360 gradi, declinata -sottolinea ancora la direttrice dell&#039;evento- come opportunità di supporto alle imprese con la presentazione di bandi e incentivi, ma anche alla vita stessa dei cittadini: dalle possibilità che arrivano con l’aerospazio allo sviluppo sostenibile delle coste, fino al packaging alimentare. E poi si rinnova l’appuntamento con &#039;Innovation Village Award&#039;, che ogni anno coinvolge circa 200 innovatori per premiare i prodotti già presenti sul mercato e che danno un contributo alla sostenibilità seguendo i principi dell’Agenda ONU 2030”.  Quali le opportunità per startup e innovatori che parteciperanno all’evento? “Detto di &#039;Innovation Village Award&#039;, concentreremo l’attenzione anche sull’innovazione tecnologica delle industrie creative e culturali, attraversata da grandi trasformazioni e dalle sfide imposte dalla digitalizzazione. Presenteremo le &#039;Case delle Tecnologie Emergenti&#039; italiane, mentre il &#039;Centro di Competenza Meditech&#039; consentirà di conoscere le iniziative e le occasioni di crescita per la tua imprese promosse nell’ambito dei progetti Mimit. Enea incontrerà invece le imprese in B2B dedicati proprio alla conoscenza delle opportunità, infine con Amazon e Casaleggio Associati parleremo delle strategie di e-commerce e digital export per imprese competitive nel mercato globale e con Inail di sicurezza sul lavoro”, conclude.    &#8212;lavoro/start-upwebinfo@adnkronos.com (Web Info)<br />
&#8212;LavoroREDAZIONE</p>
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                <excerpt><![CDATA[(Adnkronos) &#8211; Promuovere lo scambio di fabbisogni, idee e conoscenze e co-progettare soluzioni tecnologiche innovative e funzionali attraverso la creazione di circuiti collaborativi fra ricerca e imprese]]></excerpt>
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                <title>Scuola, Anief: “Stipendi al palo, 10.000 euro in meno l’anno rispetto alla media della Pa”</title>
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                <description><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; “La mancata attenzione da parte dei governi verso il personale scolastico si riscontra anche negli stipendi loro assegnati: perché negli ultimi 15 anni ai metalmeccanici sono stati applicati aumenti che sfiorano il 30%, mentre a docenti e Ata della scuola solo del 10% complessivo? Non meravigliamoci se poi, soprattutto nel Nord Italia, ci sono tanti giovani che decidono di andare in fabbrica piuttosto che insegnare con la laurea”. Lo dichiara oggi Marcello Pacifico, presidente nazionale del sindacato Anief, preso atto che nel pagamento dello stipendio di marzo 2024 assegnato in questi giorni ad oltre un milione di insegnanti e personale Ata continuano a mancare gli arretrati relativi all’indennità di vacanza contrattuale per il mancato rinnovo del Ccnl 2022-24 “Quella assegnata dallo Stato al personale della scuola &#8211; continua Pacifico &#8211; è una indennità minima, molto lontana dalla somma reale sempre sulla base di stipendi medi annui lordi al di sotto di 10mila euro rispetto alla media dell’amministrazione pubblica: parliamo di 34.153 euro dell’impiegato pubblico medio contro i 24.667 di chi lavora a scuola. Adesso, ad aggravare la situazione è il fatto che mancano anche altri 4 mila euro di arretrati per il mancato rinnovo contrattuale, perché con l’ultima Legge di bilancio che ha introdotto una normativa sono stati stabiliti dei parametri di assegnazione minimali”. &quot;Per rispondere a questa situazione intollerabile &#8211; sottolinea &#8211; Anief ha promosso l’invio di diffide per preservare i diritti di docenti a personale Ata, così da interrompere i termini di prescrizione, evidenziando la necessità di una mobilitazione collettiva per richiedere il rispetto delle normative vigenti. Inoltre, ha predisposto delle richieste di risarcimento specifiche per i precari docenti e Ata, sempre per i soldni non arrivati finora non inseriti nello stipendio&quot;.  L’Ufficio Studi Anief ha calcolato che al personale sono stati sottratti migliaia di euro. Il problema tocca anche i precari, che avrebbero dovuto prendere in più 67 euro al mese da gennaio 2024. Sono già in 3 mila ad avere chiesto il nuovo modello di diffida. Per questo motivi l’Anief ha deciso di portare avanti delle azioni giudiziarie per il recupero del doppio dell&#039;assegno ricevuto a dicembre 2023, esattamente come dice la legge in vigore. E sono stati depositai dai legali Anief anche i primi decreti ingiuntivi per il pagamento immediato di 4 mila euro in media di arretrati anche per il personale precario. Un docente della scuola secondaria in classe stipendiale 9, a dicembre ha ricevuto un assegno pari a 846,61 euro, ma lo Stato gli deve ancora 3.192,36 euro. Un insegnante precario a marzo ha ricevuto un assegno mensile aggiuntivo di 63,78 euro, peccato che doveva essere di 142,76, e per il passato l’amministrazione gli deve ancora: 2.334,97 euro.  “Consigliamo ai docenti di ruolo e precari, come pure i lavoratori Ata, di rivolgersi al nostro sindacato per bloccare la prescrizione e chiedere di avere le somme corrette: i ricorsi li seguiranno i nostri legali, specializzati in questo genere di cause giudiziarie”, suggerisce il presidente Marcello Pacifico. &#8212;lavoro/sindacatiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)<br />
&#8212;LavoroREDAZIONE</p>
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                <excerpt><![CDATA[(Adnkronos) &#8211; “La mancata attenzione da parte dei governi verso il personale scolastico si riscontra anche negli stipendi loro assegnati: perché negli ultimi 15 anni ai metalmeccanici sono stati applicati aumenti che sfiorano il 30%, mentre a docenti e Ata della scuola solo del 10% complessivo? Non meravigliamoci se poi, soprattutto nel Nord Italia, ci sono tanti giovani che decidono di andare in fabbrica piuttosto che insegnare con la laurea”]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[(Adnkronos) &#8211; “La mancata attenzione da parte dei governi verso il personale scolastico si riscontra anche negli stipendi loro assegnati: perché negli ultimi 15 anni ai metalmeccanici sono stati applicati aumenti che sfiorano il 30%, mentre a docenti e Ata della scuola solo del 10% complessivo? Non meravigliamoci se poi, soprattutto nel Nord Italia, ci sono tanti giovani che decidono di andare in fabbrica piuttosto che insegnare con la laurea”]]></metadDscription>
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                <title>Infortuni, Marmigi (Safety Expo): “Affrontare fenomeno a partire dalla cultura della sicurezza”</title>
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                <description><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; &quot;Il fenomeno degli infortuni deve essere affrontato proprio a partire dalla cultura della sicurezza che noi cerchiamo di fare ogni anno con il Safety Expo&quot;. A dirlo all&#039;Adnkronos/Labitalia, in vista della Giornata mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro, Daniele Marmigi, direttore tecnico di Safety Expo, l&#039;evento gratuito di riferimento in Italia per la salute e sicurezza nei luoghi di lavoro e la prevenzione incendi che si terrà a a Bergamo il 18 e 19 settembre prossimi. Giunto alla sua VII edizione, nasce dall’unione del Forum di Sicurezza sul Lavoro e del Forum di Prevenzione Incendi dal 2016 uniti in un unico appuntamento.  &quot;La manifestazione &#8211; sottolinea &#8211; diffonde contenuti nuovi e prospettive inedite, favorisce lo scambio di idee, riflessioni utili e spunti creativi. Si punta inoltre a rafforzare relazioni e connessioni tra professionisti della sicurezza e della prevenzione incendi provenienti da tutta Italia&quot;. &quot;Durante il Safety Expo &#8211; spiega Marmigi &#8211; verranno inoltre proposti programmi di formazione accreditata e presentate le soluzioni aziendali nei diversi comparti. L&#039;obiettivo è proprio quello di creare tavoli di confronto per promuovere uno scambio di competenze per garantire un miglioramento delle azioni da parte di tutti gli attori&quot;.  &quot;E&#039; fondamentale &#8211; insiste &#8211; avvicinare al tema degli infortuni sul lavoro e sulla sicurezza in generale le cosiddette persone comuni a partire dalla scuola. Non dimentichiamo che spesso gli incidenti avvengono perché da parte del dipendente non c&#039;è la consapevolezza di cosa significhi lavorare in modo sicuro per sé e per i colleghi&quot;. &quot;Una consapevolezza &#8211; sostiene &#8211; che parte proprio dai banchi di scuola e che va acquisita con le persone giuste e affrontata con le parole e gli esempi giusti. Per questo è opportuno che ci sia una formazione specifica per coloro che devono affrontare determinate tematiche con i giovani&quot;.  &quot;Più che una semplice vetrina dei maggiori player del settore &#8211; aggiunge Daniele Marmigi &#8211; Safety Expo è un vero laboratorio di idee e di novità che favorisce l’incontro reale tra domanda e offerta e che continua a registrare un numero sempre crescente di espositori e pubblico: l’edizione 2023 ha contato 300 aziende espositrici, più di 10.000 presenze e 120 eventi fra convegni, seminari, corsi di formazione e addestramento pratico&quot;. &#8212;lavoro/datiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)<br />
&#8212;LavoroREDAZIONE</p>
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                <excerpt><![CDATA[(Adnkronos) &#8211; Il fenomeno degli infortuni deve essere affrontato proprio a partire dalla cultura della sicurezza che noi cerchiamo di fare ogni anno con il Safety Expo]]></excerpt>
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                <title>Giornata meningite, D’Avino (Fimp): “Può essere letale in bimbi e adolescenti”</title>
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                <description><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; “Nel Piano nazionale prevenzione vaccinale 2023-2025, ci sono le cosiddette vaccinazioni raccomandate che sono altrettanto importanti rispetto alle cosiddette obbligatorie. Nell&#039;ambito di quelle raccomandate è particolarmente importante parlare proprio della vaccinazione contro il meningococco di tipo B, un batterio che può determinare infezioni anche severe fino alla morte del paziente. In particolar modo due fasce d’età sono colpite maggiormente, quella del bambino fino a quattro anni di vita, e l’età adolescenziale. ‘Meningioca’ è uno strumento che noi pediatri di famiglia stiamo utilizzando proprio per sensibilizzare rispetto alla vaccinazione contro il meningococco B in età adolescenziale”. Così all’Adnkronos Salute Antonio D’Avino, presidente nazionale federazione italiana medici pediatri alla vigilia della Giornata mondiale contro la meningite, in programma il 24 aprile.  Attraverso ‘Meningioca’ “cerchiamo di parlare alle famiglie attraverso i pediatri del territorio proprio perché è fondamentale che questi ultimi vengano coinvolti nella pratica vaccinale – spiega D’Avino &#8211; Infatti la pediatria di famiglia, parte del sistema delle cure primarie, vuole concorrere ad aumentare le coperture vaccinali, insieme ai centri vaccinali e alla sanità pubblica in generale”. Per tornare alla vaccinazione contro il meningococco B è “particolarmente importante sensibilizzare da un lato i pediatri di famiglia, già ben consapevoli del tipo di infezione causata dal meningococco B – sottolinea il numero uno dei pediatri italiani &#8211; Dall&#039;altro lato arrivare alle famiglie direttamente, attraverso un&#039;educazione sanitaria e soprattutto un&#039;informazione, la più chiara possibile e basata sulle evidenze scientifiche. E un po&#039; quello che noi pediatri di famiglia facciamo ogni giorno nei nostri studi professionali, basandoci sempre sui dati che arrivano dal Ministero della Salute, dall&#039;Istituto superiore di sanità e da tutti gli altri enti accreditati che per noi rappresentano dei benchmark di riferimento”. In merito ai dati sulla meningite, “oggi noi desideriamo attenzionare in particolare l&#039;età adolescenziale perché questo batterio si trasmette attraverso le goccioline respiratorie o le secrezioni della gola in particolare nei luoghi chiusi, ad esempio nelle discoteche, laddove gli adolescenti infetti hanno più facilità di trasmettere questo batterio, che si chiama Neisseria meningitidis. E per quanto riguarda la sensibilizzazione è fondamentale che in giornate che ricordano quanto l&#039;attività vaccinale abbia salvato milioni di vite umane, probabilmente solo al pari dell&#039;acqua potabile, ancora di più è necessario che tutti gli operatori sanitari vengano coinvolti in un sistema che aumenti le coperture vaccinali, attraverso la divulgazione di informazioni, basate sempre sui dati scientifici disponibili” conclude. &#8212;salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)<br />
&#8212;Salute e BenessereREDAZIONE</p>
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                <excerpt><![CDATA[(Adnkronos) &#8211; “Nel Piano nazionale prevenzione vaccinale 2023-2025, ci sono le cosiddette vaccinazioni raccomandate che sono altrettanto importanti rispetto alle cosiddette obbligatorie]]></excerpt>
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                <author>REDAZIONE</author>
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                <title>Giornata meningite, pediatra Rongai: “Nel Lazio copertura ferma al 73%”</title>
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                <description><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; Irrigidimento della parete posteriore del collo, febbre alta, convulsioni, mal di testa, nausea, vomito e sonnolenza. Sono solo alcuni dei principali sintomi che caratterizzano la meningite, malattia che provoca l’infiammazione delle meningi, le membrane che rivestono il cervello e che, ancora oggi rappresenta un importante problema di sanità pubblica, con esito infausto o debilitante. Il vaccino antimeningococcico non è obbligatorio in Italia ma “rientra nelle vaccinazioni raccomandate. Per questo motivo dalle famiglie non viene considerato importante quanto quelli obbligatori. Risultato? La copertura anti-meningococco in Italia è al di sotto della soglia del 95% e nel Lazio, nonostante i nostri sforzi, addirittura siamo al 73%”.  Così all’Adnkronos Salute Teresa Rongai, segretario regionale Federazione italiana medici pediatri Lazio e segretario Fimp di Roma e Provincia alla vigilia della Giornata mondiale contro la meningite – in programma il 24 aprile &#8211; istituita per diffondere una maggiore consapevolezza. Non tutti sanno, infatti, che “nei neonati è possibile osservare anche un rigonfiamento nella fontanella anteriore – spiega Rongai – e che nei bambini molto piccoli alcuni di questi sintomi possono non essere sempre evidenti; in questi casi è utile fare molta attenzione a segnali come scarso appetito, irritabilità sonnolenza e febbre che possono indicare una fase iniziale di meningite”. La meningite batterica prevenibile mediante vaccinazione “può essere causata dal meningococco, dallo pneumococco, e dall&#039;emofilo dell’influenza – rimarca Rongai &#8211; mentre negli adolescenti i casi di meningite sono ascrivibili soprattutto al meningococco, i neonati e i bambini piccoli sono particolarmente a rischio di meningiti in primis da pneumococco e da meningococco. Risulta quindi doveroso difenderli nel modo migliore con tutte le vaccinazioni a massima protezione possibile”.  (segue) Come pediatri “plaudiamo alla nuova immissione, approvata in questi giorni, anche per la popolazione pediatrica il vaccino coniugato 20-valente che ad oggi rappresenta il vaccino coniugato a più ampia protezione e che è indicato per prevenire non solo le meningiti e le malattie invasive come le sepsi, ma anche le polmoniti e le otiti causate da ben 20 ceppi”. Come Fimp Lazio, “da sempre in prima linea per la massima tutela della salute dei bambini – sottolinea la pediatra &#8211; speriamo che tale vaccinazione venga rapidamente implementata per proteggere i neonati e la popolazione pediatrica. La prevenzione vaccinale è oggi ancora più importante oltre che per garantire sempre la massima garanzia di salute per la popolazione ma anche per evitare il problema della resistenza verso gli antibiotici che favorisce l’emergere di ceppi ultra-resistenti, con aumento della morbilità e mortalità&quot;.  Per questo motivo &quot;riteniamo primario migliorare e rafforzare la Prevenzione attraverso le vaccinazioni. Non sarebbe infatti eticamente e moralmente accettabile &#8211; sostiene &#8211; assistere ad episodi infettivi gravi e meno gravi , prevenibili da vaccino in una popolazione vulnerabile come quella pediatrica. Come Federazione pediatri di famiglia siamo pronti ad assicurare tutto il nostro supporto alla Regione per garantire la massima tutela dei bambini.  Per favorire la protezione attraverso la vaccinazione, “è fondamentale il ruolo del pediatra perché oltre ad essere il medico di riferimento e di fiducia della famiglia – aggiunge Rongai &#8211; può eseguire la vaccinazione anche presso il proprio studio. Ogni occasione di visita e di bilancio di salute può essere indirizzata per parlare con i genitori della vaccinazione. E se hanno dubbi e in certezze noi pediatri, che siamo specialisti nelle vaccinazioni, sappiamo dirimere tutti i dubbi alle famiglie che purtroppo in questo momento sono nella cosiddetta fase di ‘stanchezza vaccinale’. Nostro compito è far capire che tutte le vaccinazioni sono importanti, compresa quella per il meningococco B e C, consigliata in età infantile, prescolare e adolescenziale. Obiettivo, raggiungere il 95% del target, solo così possiamo proteggere anche quei bambini che per malattie gravi non possono essere vaccinati”. Per il raggiungimento degli obiettivi di copertura vaccinale, Fimp è impegnata anche con il progetto VaccinAZIONE. “Da sempre siamo in prima linea con varie iniziative. In questo momento siamo impegnati a promuovere corsi di formazione e aggiornamento su tutto il territorio nazionale” conclude. &#8212;salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)<br />
&#8212;Salute e BenessereREDAZIONE</p>
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                <excerpt><![CDATA[(Adnkronos) &#8211; Irrigidimento della parete posteriore del collo, febbre alta, convulsioni, mal di testa, nausea, vomito e sonnolenza]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[(Adnkronos) &#8211; Irrigidimento della parete posteriore del collo, febbre alta, convulsioni, mal di testa, nausea, vomito e sonnolenza]]></metadDscription>
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                <author>REDAZIONE</author>
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                <title>Egpa, il reumatologo: “Una rivoluzione avere un anti-interleuchina 5”</title>
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                <description><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; &quot;&#039;E&#039; un periodo storico molto fortunato sia per i pazienti con granulomatosi eosinofilica con poliangioite (Egpa) sia per noi medici, perché è in atto una vera e propria rivoluzione. Se fino a pochi anni fa i pazienti venivano trattati con dosi generose di cortisone associato a immunosopressori per le manifestazioni autoimmuni classiche, ma non riuscivano a controllare in maniera efficace, e comunque sicura, le manifestazioni eosinofiliche, quindi tutta la componente respiratoria tipica di questi pazienti, la vera rivoluzione è poter avere oggi un farmaco come mepolizumab, che blocca l&#039;interleuchina 5 (IL-5)&quot;. Lo ha detto Roberto Padoan, dirigente medico, reumatologo, responsabile del Centro vasculiti dell&#039;Azienda-ospedale Università Padova, al termine di un Ecm dedicato all&#039;Egpa, malattia eosinofilica nota anche come sindrome di Churg Strauss, una patologia rara che ogni anno, in Italia, conta tra 2,5 e 7 nuove diagnosi per milione di abitanti &quot;L&#039;Egpa si caratterizza per la presenza di 2 componenti &#8211; spiega Padoan &#8211; Si riconosce infatti una via mediata dall&#039;infiammazione di tipo 2 (Th2), dove il ruolo centrale è mediato dall&#039;IL-5&quot; con l&#039;eccessiva attivazione di un tipo di globuli bianchi, &quot;gli eosinofili, e le tipiche manifestazioni eosinofiliche costituite, ad esempio, dalla rinosinusite cronica con poliposi, dall&#039;asma, ma anche da sintomi talvolta similallergici a livello cutaneo con ponfi e similorticaria. L&#039;altra via, cosiddetta del tipo 1 (Th1), è invece mediata dalla vera autoimmunità con manifestazioni come la vasculite, che si localizza a livello delle pareti dei vasi sanguigni di piccolo e medio calibro, con sintomi diversi a seconda del distretto corporeo coinvolto. Talvolta queste due vie coesistono e risulta difficile scinderle&quot;. In questo contesto, &quot;l&#039;interleuchina 5, oltre ad essere il driver principale della via di tipo 2, stimolando l&#039;azione di linfociti B, contribuisce all&#039;attivazione anche della via di tipo 1&quot;. La diagnosi è resa difficile dall&#039;estrema eterogeneità della malattia che ha manifestazioni molto diverse sia tra i pazienti sia nello stesso paziente, a seconda delle fasi della malattia. &quot;Storicamente, la malattia si considerava in 3 fasi &#8211; illustra il reumatologo &#8211; La prima, erroneamente definita allergica, simula un po&#039; le malattie allergiche con l&#039;asma e la rinosinusite, anche in assenza di vera allergia. La seconda fase si caratterizza per l&#039;aumento degli eosinofili circolanti. Nella terza subentra la vasculite con le manifestazioni più severe di malattia. Oggi sappiamo che, in alcuni pazienti, le 3 fasi possono presentarsi anche tutte insieme. I primi campanelli d&#039;allarme, che solitamente interessano persone di 40-50 anni &#8211; precisa &#8211; sono i sintomi respiratori delle alte e basse vie e una asma non allergica di difficile controllo associata poi a un incremento degli eosinofili. Il vero campanello scatta poi quando, insieme a questi, compaiono dei sintomi più sistemici tipici della malattia autoimmune come i dolori articolari infiammatori, calo di peso, febbricola&quot;.  L&#039;arrivo in terapia dell&#039;anti-interleuchina 5 è &quot;una rivoluzione&quot; perché, &quot;spegnendo quello che è il driver principale dell&#039;infiammazione di tipo 2, si riducono rapidamente le manifestazioni eosinofiliche e si riescono a controllare, in parte, anche quelli della via autoimmune (di tipo 1). Parlo di una rivoluzione &#8211; chiarisce lo specialista &#8211; perché mepolizumab è un farmaco sicuro, rispetto agli immunosopressori, perché è un immunomodulatore che non abbassa le difese dei pazienti, quindi non li espone a un maggior rischio infettivo. Questo l&#039;abbiamo visto non solo nei dati del trial clinico registrativo, ma anche negli studi di real life. Inoltre, la sua sicurezza ci permette di utilizzarlo anche in combinazione con gli immunosopressori convenzionali, almeno nelle forme più severe di malattia o, addirittura, da solo, nelle forme non severe o moderate&quot;. Si tratta di una terapia &quot;estremamente modulabile su misura del paziente. Abbiamo quindi 2 vantaggi: il controllo dei sintomi respiratori, che sono molto impattanti sulla qualità di vita, e l&#039;efficacia che ci permette di ridurre, fino a sospendere, in alcuni pazienti, il cortisone che sappiamo essere spesso associato a ulteriori effetti indesiderati che impattano sulla qualità di vita dei pazienti&quot;.  I dati da studi real life sull&#039;efficacia di mepolizumab, farmaco inserito nelle ultime raccomandazioni Eular, non hanno solo &quot;confermato i risultati degli studi registrati, ma sono, forse, ancora più ottimistici &#8211; sottolinea il reumatologo &#8211; perché il farmaco si sta dimostrando efficace e sicuro in questi pazienti anche in diversi momenti della malattia. L&#039;Egpa study group&quot;, di cui fa parte Padoan, &quot;riunisce specialisti tra i più esperti a livello internazionale e lavora su studi di ampio respiro creando coorti di pazienti per indagare, dalla real life, caratteristiche specifiche della malattia, come la presenza di altre patologie, e guidare le scelte terapeutiche e le future raccomandazioni&quot;.  In questo lavoro &quot;stiamo recentemente includendo anche l&#039;associazione pazienti, Apacs (Associazione pazienti sindrome di Churg Strauss o Egpa) che sta imparando a collaborare anche con le varie altre organizzazioni pazienti europee. Al momento &#8211; osserva Padoan &#8211; non sappiamo, ad esempio, quanto sia efficace in un trattamento precoce. I dati dei trial registrativi infatti includevano pazienti con malattia di lunga durata. L&#039;obiettivo per il futuro sarà quello di trattare sempre più precocemente pazienti proprio per ridurre l&#039;accumulo del danno legato alla malattia. Dall&#039;altra parte, non sappiamo quanto possiamo continuare con la terapia. Il trial evidenzia che, se la sospendiamo dopo 52 settimane, la malattia tende a ripresentarsi. Inevitabilmente, ad oggi, è quindi previsto un trattamento nel lungo termine, ma non sappiamo effettivamente per quanto continuare&quot;, cosa che si potrebbe spiegare con i dati dalla vita reale.  &#8212;salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)<br />
&#8212;Salute e BenessereREDAZIONE</p>
]]></description>
                <excerpt><![CDATA[(Adnkronos) &#8211; &#039;E&#039; un periodo storico molto fortunato sia per i pazienti con granulomatosi eosinofilica con poliangioite (Egpa) sia per noi medici, perché è in atto una vera e propria rivoluzione]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[(Adnkronos) &#8211; &#039;E&#039; un periodo storico molto fortunato sia per i pazienti con granulomatosi eosinofilica con poliangioite (Egpa) sia per noi medici, perché è in atto una vera e propria rivoluzione]]></metadDscription>
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                <title>Torracca (Apacs): “Formare pazienti e medici per diagnosi precoce Egpa”</title>
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                <description><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; &quot;Quando ho ricevuto la diagnosi&quot; di granulomatosi eosinofilica con poliangioite (Egpa) &quot;ho iniziato a scrivere un blog, al quale poi si è registrata quella che poi è stata, ed è tuttora, la nostra vicepresidente. Insieme abbiamo deciso di fare un gruppo su Facebook, cercando altre persone come noi perché, essendo una malattia molto rara, avevamo l&#039;esigenza, la voglia di confrontarci con persone che stessero passando la nostra stessa esperienza. E&#039; nato così un piccolo gruppo, un nucleo iniziale di pazienti. Nel 2016 abbiamo pensato bene di mettere a disposizione la nostra esperienza, quello che avevamo condiviso e vissuto, con altri pazienti. Così, nel 2017, è nata ufficialmente l&#039;associazione che nel corso degli anni si è posta l&#039;obiettivo di fare formazione e informazione ai pazienti, ma soprattutto ai medici, per favorire la diagnosi precoce della malattia. La prognosi dell&#039;Egpa è molto legata infatti alla tempestività della diagnosi&quot;. Lo ha detto Francesca Torracca, presidente Apacs (Associazione pazienti sindrome di Churg Strauss o Egpa), in occasione del corso Ecm dedicato all&#039;Egpa, malattia eosinofilica nota anche come sindrome di Churg Strauss, una patologia rara che ogni anno in Italia conta tra 2,5 e 7 nuove diagnosi per milione di abitanti. Le principali difficoltà che si incontrano come pazienti sono ultimamente in &quot;leggero miglioramento, grazie anche all&#039;avvento di nuovi farmaci&quot; frutto di &quot;investimento da parte delle aziende, dei medici, dell&#039;informazione sulla necessità di una diagnosi precoce di patologia &#8211; sottolinea Torracca &#8211; Mediamente passano anni prima che la persona venga a sapere di avere questa malattia. L&#039;esordio della patologia è di tipo asmatico, di poliposi nasale, di polmoniti e quindi viene spesso sottovalutata dai medici. La malattia si riconosce quando ha un&#039;evoluzione negativa in termini di vasculite, quando cioè vengono coinvolti i vasi sanguigni” di piccolo calibro. Se interessano &quot;cuore o reni, il paziente finisce in ospedale con una situazione grave. In questo caso, tornare a una situazione di benessere diventa più lungo e più complicato&quot;. &quot;Se la diagnosi viene fatta in una fase precoce, agli esordi della malattia &#8211; rimarca Torracca &#8211; la reversibilità è quasi totale e con le adeguate terapie, con gli adeguati follow-up, visite, terapie, il paziente riesce a condurre una vita quasi del tutto normale con una patologia cronica. Diverso è se ci sono coinvolgimenti d&#039;organo. Quando c&#039;è un coinvolgimento cardiaco, a volte, le lesioni causate dalla malattia sono irreversibili, per cui la malattia non progredisce, ma il danno rimane e deve essere gestito. Una delle nostre socie fondatrici, che aveva un coinvolgimento cardiaco, ha perso la vita a 35 anni. Questo è il motivo per cui ci battiamo moltissimo, perché questo non succeda più, perché le diagnosi siano fatte precocemente&quot;. Uno dei principali aspetti per una buona cura della malattia &quot;è la collaborazione tra medici e pazienti &#8211; osserva la presidente di Apacs &#8211; Il nostro board medico multidisciplinare è composto da specialisti di tutte le discipline che sono coinvolte dalla patologia: immunologi, reumatologi, pneumologi, cardiologi. Per il paziente è infatti fondamentale essere informato sulla sua condizione, sulle evoluzioni a cui va incontro. Per questo è importante che i medici si parlino tra loro e parlino con i pazienti per creare una sinergia che aiuta tutti a lavorare e a stare meglio&quot;.  Inoltre, &quot;facciamo parte dei diversi gruppi di studio sulle Egpa, come quello europeo, nel quale portiamo la voce dei pazienti. Siamo presenti negli organismi europei, in molte regioni italiane, con i nostri delegati, ma anche ai tavoli di lavoro e facciamo degli eventi di formazione e informazione sia per i medici che per i pazienti anche con campagne social per far conoscere &#8211; conclude &#8211; sia l&#039;associazione che la patologia&quot;. &#8212;salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)<br />
&#8212;Salute e BenessereREDAZIONE</p>
]]></description>
                <excerpt><![CDATA[(Adnkronos) &#8211; Quando ho ricevuto la diagnosi di granulomatosi eosinofilica con poliangioite (Egpa) ho iniziato a scrivere un blog, al quale poi si è registrata quella che poi è stata, ed è tuttora, la nostra vicepresidente]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[(Adnkronos) &#8211; Quando ho ricevuto la diagnosi di granulomatosi eosinofilica con poliangioite (Egpa) ho iniziato a scrivere un blog, al quale poi si è registrata quella che poi è stata, ed è tuttora, la nostra vicepresidente]]></metadDscription>
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                <author>REDAZIONE</author>
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                <title>Ancot, 40 anni in difesa e al fianco dei tributaristi</title>
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                <description><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; Ancot, Associazione nazionale consulenti tributari, compie 40 anni di promozione, tutela e difesa dei tributaristi. “L’Associazione nazionale consulenti tributari &#8211; ha dichiarato il presidente Celestino Bottoni in occasione dell&#039;incontro organizzato per i 40 anni &#8211; è una realtà radicata sul territorio nazionale e viva, grazie al contributo quotidiano di ogni singolo associato. Quando penso al passato, riaffiorano alla mente innumerevoli episodi, molte persone amiche che sono da sempre al nostro fianco oppure che, purtroppo, ci hanno lasciato e di cui serbiamo un meraviglioso ricordo. Idee, battaglie, conquiste, emozioni: questo è il nostro patrimonio che non disperderemo, il punto di partenza per continuare a far vivere, quotidianamente, la nostra associazione. Insieme”. “L’Ancot &#8211; spiega Lucia Albano sottosegretario di Stato del Mef &#8211; è un importante punto di riferimento a livello nazionale  nell’ambito della consulenza tributaria, che svolge un ruolo importante e centrale anche nell’ambito della riforma del fisco, la quale sta procedendo con grande rapidità. La delega fiscale ha visto già dodici decreti attuativi in approvazione, su cui stiamo lavorando sulla linea della semplificazione, della chiarezza e della certezza del diritto”. Per Andrea Putzu, consigliere regionale delle Marche e presidente della seconda Commissione consiliare permanente “sono quarant’anni importanti quelli dell’Ancot, perché voi tributaristi siete le sentinelle e i consiglieri delle imprese. Il vostro è un lavoro fondamentale, soprattutto in tempi come questi di crisi economica. Auspico a breve un incontro con tutti i referenti provinciali e il referente regionale per una collaborazione sempre più stretta. Anche noi nelle Marche stiamo supportando gli investimenti delle imprese con la programmazione europea e con il fondo &#039;Credito futuro Marche&#039;. La vostra opera, che svolgete egregiamente a livello nazionale, potrebbe portare anche nelle Marche alla creazione di un tavolo in cui potreste esporci le vostre idee”. Marco Giuliani, dell&#039;Università Politecnica delle Marche, ha ricordato il primo master sui principi contabili, organizzato con l’Ancot nel 2014 seguito poi da numerosi altri momenti di formazione: “Voi siete oggi chiamati ad essere parte attiva, al fianco delle imprese, di numerosi mutamenti: la riforma in atto cambierà radicalmente l’approccio alla fiscalità e voi ne sarete interpreti attivi, ma anche altri temi come la sostenibilità e la digitalizzazione renderanno ancor più importante il vostro ruolo”. “I vostri quarant’anni di lavoro sono d’ispirazione per l’intera confederazione &#8211; ha aggiunto il presidente della confederazione Aepi, Mino Dinoi &#8211; perché non si può raggiungere tale traguardo senza competenza ed entusiasmo, senza voglia di crescere: si tratta di un patrimonio per l’intera comunità e anche per la Confederazione, che intende festeggiare i quarant’anni Ancot a maggio, durante il prossimo Meeting Aepi”. “Nei nostri quarant’anni di attività &#8211; sottolinea il presidente Bottoni &#8211; ci sono stati momenti in cui gli uomini dell’associazione hanno deciso di passare il testimone ai giovani, dopo aver dato ampia testimonianza del loro valore. Vedo tanti giovani che ci permettono di immaginare, fra dieci anni, un cinquantennale ancora più ricco di episodi da ricordare e traguardi da festeggiare. Loro saranno la nuova classe dirigente nella misura in cui ognuno di noi, oggi, saprà interessarli, aiutarli, sostenerli. In fondo, le persone da cui abbiamo imparato tutto, in associazione, non sono quelle che ci hanno rimbrottato per ogni minimo errore, ma che ci hanno lasciati liberi anche di sbagliare, purché il nostro lavoro fosse stato svolto con spirito positivo e proattivo”. &#8212;lavoro/professionistiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)<br />
&#8212;LavoroREDAZIONE</p>
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                <excerpt><![CDATA[(Adnkronos) &#8211; Ancot, Associazione nazionale consulenti tributari, compie 40 anni di promozione, tutela e difesa dei tributaristi]]></excerpt>
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                <title>Formazione, Fondirigenti: 10 milioni di euro per piani su competenze digitali per competitività impresa</title>
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                <description><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; E&#039; dedicato all’innovazione digitale il primo Avviso nazionale dell’anno (Avviso 1/2024) di Fondirigenti, il Fondo interprofessionale leader in Italia per il finanziamento della formazione continua dei dirigenti, promosso da Confindustria e Federmanager. I processi di trasformazione digitale, amplificati dalle recenti evoluzioni delle tecnologie legate all’Intelligenza Artificiale, hanno infatti bisogno di essere presidiati da un management preparato, al fine di garantire significativi impatti in termini di performance per le imprese, di occupabilità dei lavoratori e di risultati aziendali rispetto agli indicatori Esg di sostenibilità. E Fondirigenti ha scelto di concentrare su questo specifico fattore il principale Avviso dell’anno. “I dati e le ricerche di Fondirigenti &#8211; spiega il dg del Fondo Massimo Sabatini &#8211; indicano con chiarezza il crescente fabbisogno di competenze manageriali necessarie per governare questi processi, sia per sfruttare le opportunità connesse all’innovazione, sia per far fronte alle insicurezze che rischiano di stravolgere il mercato del lavoro dei prossimi anni. La formazione manageriale può essere uno dei principali strumenti per accompagnare questa trasformazione, che riguarda in maniera trasversale i principali ambiti di funzionamento delle imprese”.  Da qui nasce l’Avviso 1/2024, con il quale il Fondo intende proseguire il percorso intrapreso nel sostegno all’innovazione attraverso la leva formativa, con uno stanziamento complessivo di 10 milioni di euro (per un importo massimo di 12.500 euro ad azienda). Due le macroaree di competenze prioritarie, necessarie a guidare il cambiamento: da un lato le competenze tecnico-gestionali, legate all’utilizzo della tecnologia e della digitalizzazione nei processi e gestione delle relazioni con l’ecosistema dell’innovazione, dall’altro le competenze soft, riguardanti la leadership ed il cosiddetto mindset manageriale, inclusa la capacità di favorire nelle imprese processi di apprendimento organizzativo. Potranno essere finanziati sia Piani aziendali singoli sia Piani aggregati, in risposta a specifiche esigenze di collaborazione tra settori o filiere. Sono, inoltre, previste premialità per incoraggiare la partecipazione delle piccole imprese che accedono a percorsi di transizione digitale in percentuale minore rispetto alle medie e grandi, e delle imprese delle regioni del Sud che utilizzano la leva formativa in modo ancora troppo limitato, con significativi ritardi nella digitalizzazione e nell’innovazione. In particolare, sono quattro gli ambiti di intervento identificati, tutti caratterizzati dal ruolo chiave della trasformazione digitale: strategie, processi, organizzazione, capacità individuali. I contenuti delle proposte potranno riguardare interventi formativi per sfruttare la leva digitale nei processi di pianificazione e innovazione strategica per la transizione sostenibile in chiave Esg (riduzione dei consumi, efficientamento risorse, sostenibilità ed economia circolare, ecc.), o interventi per innovare i processi produttivi (digital lean, internet of things, business intelligence, big data, marketing 5.0, cybersecurity, ecc.), o ancora interventi per migliorare l’organizzazione del lavoro (progettazione e pianificazione processi lavorativi, recruiting, valutazione delle performance, ecc.) o, infine, interventi per governare le innovazioni tecnologiche e guidare il cambiamento tecnologico attraverso l’innovazione del mindset e la capacità di utilizzare in modo consapevole gli strumenti digitali, tenendo conto anche degli aspetti etici.  “E&#039; un Avviso importante &#8211; afferma il presidente Marco Bodini &#8211; a cui dedichiamo uno stanziamento di risorse altrettanto importante, per mettere la formazione manageriale al servizio di una delle missioni fondamentali del Pnrr, quella della trasformazione digitale del Paese. Oggi più che mai, in tempi di Intelligenza Artificiale sempre più presente negli investimenti aziendali, ciò che può fare la differenza è un management aggiornato e responsabile, capace di guidare con lungimiranza i processi di innovazione nelle diverse funzioni aziendali”. La presentazione dei Piani formativi dovrà avvenire attraverso l&#039;Area riservata delle aziende, sul sito di Fondirigenti, a partire dalle ore 12.00 dell’8 maggio 2024 fino alle ore 12.00 del 20 giugno 2024. Il testo integrale dell’Avviso e le Linee guida per la presentazione sono disponibili nella sezione dedicata sul sito di Fondirigenti da cui è possibile registrarsi al webinar nazionale in programma per il prossimo 6 maggio alle ore 15:00 per conoscere le priorità e le caratteristiche dell’Avviso e ricevere indicazioni utili alla partecipazione.  &#8212;lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)<br />
&#8212;LavoroREDAZIONE</p>
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                <excerpt><![CDATA[(Adnkronos) &#8211; E&#039; dedicato all’innovazione digitale il primo Avviso nazionale dell’anno (Avviso 1/2024) di Fondirigenti, il Fondo interprofessionale leader in Italia per il finanziamento della formazione continua dei dirigenti, promosso da Confindustria e Federmanager]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[(Adnkronos) &#8211; E&#039; dedicato all’innovazione digitale il primo Avviso nazionale dell’anno (Avviso 1/2024) di Fondirigenti, il Fondo interprofessionale leader in Italia per il finanziamento della formazione continua dei dirigenti, promosso da Confindustria e Federmanager]]></metadDscription>
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                <author>REDAZIONE</author>
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                <title>Infrastrutture, Accenture: “La trasformazione digitale è la chiave per lo sviluppo”</title>
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                <description><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; &quot;L’utilizzo delle tecnologie innovative è fondamentale per la pianificazione, la costruzione e il monitoraggio delle infrastrutture stradali, ferroviarie, portuali, aereoportuali e logistiche nel nostro Paese. Il digitale &#8211; e l’intelligenza artificiale in particolare &#8211; rappresenta una delle sfide e delle opportunità più rilevanti del nostro tempo ed è cruciale che l&#039;Italia si posizioni in modo strategico per trarne il massimo beneficio, anche nel mondo delle infrastrutture fisiche&quot;. A dirlo in un&#039;intervista all&#039;Adnkronos/Labitalia Teodoro Lio, responsabile consumer &amp; manufacturing industries di Accenture.  &quot;In relazione &#8211; spiega &#8211; al contesto delle infrastrutture stradali, autostradali, ferroviarie, aeroportuali e marittime italiane &#8211; complesse anche a causa dell’articolazione del nostro territorio &#8211; la trasformazione digitale basata sulle tecnologie innovative costituisce una grande opportunità da cogliere. Crediamo che l’Italia debba puntare a raggiungere obiettivi specifici che riguardano la promozione della sostenibilità ambientale e la digitalizzazione, così come lo sviluppo delle infrastrutture. In questo contesto Il Pnrr ne rappresenta il punto di partenza per l’avvio di numerose iniziative volte alla loro modernizzazione&quot;. &quot;Nello specifico &#8211; sottolinea &#8211;  per quanto riguarda il sistema di strade e autostrade l’obiettivo principale attualmente consiste nell’incrementare la sicurezza e nell’integrare le tecnologie digitali &#8211; ad esempio, per rendere possibile il monitoraggio dinamico e il controllo a distanza e, allo stesso tempo, migliorare l’impatto ambientale attraverso il rinnovamento delle flotte. Per il settore ferroviario un obiettivo chiave è quello di promuovere il trasporto sostenibile attraverso il rinnovo dei treni regionali con tecnologie pulite come l’elettrico e l&#039;idrogeno&quot;.  &quot;La digitalizzazione &#8211; osserva Teodoro Lio &#8211; sta portando poi una significativa trasformazione anche al settore aeroportuale &#8211; nonostante l&#039;assenza di misure specifiche nel Pnrr &#8211; permettendo infatti di rendere le operazioni più scalabili e consentendo una forza lavoro più flessibile, grazie a tecnologie avanzate e all’automazione che porteranno a ruoli altamente specializzati. Inoltre, su tutte le tipologie di infrastrutture, l’adozione della tecnologia digitale può consentire di ottimizzare l’utilizzo delle reti, con impatto positivo sull’economia e sui cittadini, pur a capacità fisica data. Un elemento molto importante vista la conformazione del nostro territorio e la difficoltà in molti casi di trovare lo spazio fisico per nuove opere&quot;. &quot;In base alla nostra diretta esperienza &#8211; avverte &#8211; con i principali operatori delle infrastrutture nazionali, riteniamo che ci sia la possibilità concreta di migliorare tutte e tre le fasi chiave relative ad un’opera infrastrutturale: pianificazione, costruzione e gestione operativa. Con gli interventi in fase di pianificazione è possibile dimensionare al meglio le infrastrutture e di conseguenza ottimizzare gli investimenti necessari e nello stesso tempo consentire di disegnare un modello che sarà poi ottimale dai diversi punti di vista: sicurezza, attrattività e sostenibilità&quot;. &quot;In fase di costruzione &#8211; spiega &#8211; le tecnologie digitali abilitano l’efficientamento dei cantieri, con conseguente riduzione di tempi e costi; il monitoraggio degli avanzamenti e la gestione degli imprevisti, con l’obiettivo di contenere varianti, ritardi ed extra costi. Non ultimo, consentono di aumentare la sicurezza del lavoro attraverso l’adozione di strumenti di Intelligenza Artificiale, tema fondamentale ed evidentemente di grande attualità. Anche in fase di operatività dell’infrastruttura una volta costruita, le tecnologie digitali abilitano numerosi vantaggi: dalla ottimizzazione delle attività manutentive al monitoraggio operativo, fino all’ottimizzazione e alla gestione dei flussi di traffico&quot;.  3Ma quali sono le specifiche tecnologie che abilitano questi benefici? &quot;L’elemento chiave &#8211; argomenta Teodoro Lio &#8211; è l’utilizzo degli strumenti tecnologici attraverso il BIM (Building Information Modeling) &#8211; un modello per l&#039;ottimizzazione della pianificazione, realizzazione e gestione di costruzioni tramite l’aiuto di un software &#8211; che rappresenta il punto di partenza fondamentale per gestire in modo digitale ed efficiente l’intero ciclo di vita delle infrastrutture. Il passo successivo consiste nella creazione di gemelli digitali o digital twins delle opere infrastrutturali: ossia una copia digitale dell’infrastruttura reale che permette di identificare ed indirizzare i requisiti fondamentali della singola opera. In fase di costruzione, la disponibilità di un Cantiere Digitale rappresenta la base per una gestione agile, integrata ed efficiente della costruzione di un’infrastruttura&quot;. &quot;Non dimentichiamo &#8211; avverte &#8211; le tecnologie di Iot (Internet delle cose) e le piattaforme di asset management – oltre al già citato ampio utilizzo dell’Intelligenza Artificiale. In un contesto dove le infrastrutture sono caratterizzate da diversi operatori sia pubblici che privati coinvolti nelle diverse fasi, un prerequisito essenziale è la creazione di standard di comunicazione e in ultima analisi di una base dati comune sulle infrastrutture&quot;.  &quot;Questo &#8211; afferma &#8211; il compito del regolatore, possibilmente anche attraverso una Cabina di Regia specifica sulla Digitalizzazione delle Infrastrutture, aperta alla partecipazione di tutti gli attori attivi su temi di digitalizzazione delle attività di pianificazione, costruzione, gestione e monitoraggio delle infrastrutture portuali, aeroportuali, stradale e autostradali, ferroviarie e logistiche&quot;. &quot;Accenture &#8211; dice &#8211; supporta imprese e istituzioni nell’accelerare l’evoluzione tecnologica nell’intera filiera della progettazione e produzione delle grandi infrastrutture. In questa ottica ci poniamo come attore che coniuga la tecnologia più avanzata con il capitale umano, promuovendo l’adozione di innovazione e digitalizzazione allo scopo di creare valore per imprese e cittadini. Crediamo fortemente nel potenziale delle innovazioni tecnologiche per supportare la crescita dell’Italia, grazie alla piena adozione delle tre tecnologie chiave che rappresentano il &#039;digital core&#039; delle organizzazioni innovative: il cloud, i Dati e l’Intelligenza Artificiale (AI). Abbiamo investito, ad esempio, nella creazione di una rete di centri di innovazione e poli di eccellenza su tutto il territorio nazionale, per supportare i percorsi di trasformazione delle aziende italiane e sperimentare soluzioni all’avanguardia&quot;.  &quot;A Milano &#8211; ricorda &#8211; abbiamo creato Mixic (Milan industry x innovation center for engineering), un centro per l’ingegneria industriale interamente dedicato all’innovazione nel campo della realizzazione dei grandi impianti e delle infrastrutture. Per fare un esempio, abbiamo realizzato recentemente un progetto con l’industria italiana per monitorare lo stato di avanzamento e la qualità delle costruzioni, accelerando la ricognizione e aumentando la sicurezza in cantiere, grazie all’utilizzo di rilevazioni di droni e di robot guidati da remoto in aree a rischio. Siamo inoltre tra i membri del Most &#8211; Centro nazionale per la mobilità sostenibile &#8211; dove in collaborazione con università e grandi imprese, ci occupiamo di ricerca e trasferimento tecnologico.    &#8212;lavoro/datiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)<br />
&#8212;LavoroREDAZIONE</p>
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                <excerpt><![CDATA[(Adnkronos) &#8211; L’utilizzo delle tecnologie innovative è fondamentale per la pianificazione, la costruzione e il monitoraggio delle infrastrutture stradali, ferroviarie, portuali, aereoportuali e logistiche nel nostro Paese]]></excerpt>
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                <author>REDAZIONE</author>
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                <title>Gruppo Federmanager: certificazione per parità di genere, obiettivo raggiunto</title>
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                <description><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; Il Gruppo Federmanager rafforza e rilancia il suo impegno per realizzare un futuro sempre più inclusivo. È stata infatti ottenuta la certificazione UNI/PdR 125:2022 che riconosce la capacità di aver adottato negli anni misure concrete per promuovere una cultura aziendale e un ambiente di lavoro inclusivi e rispettosi delle pari opportunità. Sono cinque le società del sistema di rappresentanza del management valutate conformi alla normativa UNI sulla parità di genere: si tratta di Federmanager, di Manager Solutions, società di servizi del Gruppo, della management school Federmanager Academy, del broker assicurativo Praesidium SpA e del Fondo di assistenza sanitaria Assidai.  Federmanager diventa così la prima organizzazione di rappresentanza nazionale di lavoratrici e lavoratori ad essere certificata in Italia, e sceglie di farlo con un’azione allargata alle altre organizzazioni del Gruppo: un traguardo collettivo che testimonia l&#039;impegno concreto di un intero sistema nell&#039;affrontare le sfide legate alla valorizzazione della diversità di genere, a partire dalla promozione di modelli di leadership inclusivi. La certificazione è stata ottenuta dopo un lavoro intenso e rappresenta un valore sostanziale per Federmanager e le altre società. Non è nei fatti solo un riconoscimento simbolico ma un acceleratore per il cambiamento e l’inclusione, temi da sempre al centro dell’attenzione della Federazione.  Il lavoro propedeutico alla certificazione ha impegnato tutte le risorse delle cinque società certificate ed è stato realizzato grazie alla collaborazione di Ambire Società Benefit. Il riconoscimento è stato formalizzato dall’ente certificatore GCerti Italy sulla base di un processo di valutazione di kpi qualitativi e quantitativi rispetto a sei aree di osservazione: 1) cultura e strategia, 2) governance, 3) processi hr, 4) opportunità di crescita e inclusione delle donne in azienda, 5) equità remunerativa per genere, 6) tutela della genitorialità e conciliazione vita-lavoro.  &quot;Questa certificazione corona l’impegno che abbiamo profuso negli anni per garantire a uomini e donne pari opportunità all’interno della nostra Federazione, che per noi significa attenzione e cura delle persone e promozione di modelli positivi e inclusivi delle specificità di ciascuno&quot;, ha spiegato Stefano Cuzzilla, presidente Federmanager.  &quot;Sappiamo bene che il nostro Paese deve ancora fare molta strada per riconoscere alle donne lo spazio giusto nella società e nell’economia: noi che rappresentiamo la dirigenza italiana vogliamo essere di stimolo per abbattere il gender gap, per aumentare il numero di donne lavoratrici dato che soltanto una su due oggi ha un impiego e, in definitiva, per costruire una cultura aziendale moderna e competitiva&quot;, ha continuato.  Il processo di certificazione è stato proposto alla governance del Gruppo Federmanager da Anita Marina Cima, presidente Manager Solutions, leader del progetto stesso, che ha affermato: &quot;Credo fortemente che il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, che ha introdotto la certificazione della parità di genere, possa veramente spingere le aziende ad adottare politiche atte a ridurre le differenze di genere, soprattutto per quanto riguarda quegli aspetti dove le disparità sono più spiccate: opportunità di crescita in azienda; differenze di retribuzione; gestione delle differenze di genere; tutela della maternità. Come Gruppo Federmanager siamo avanti su tanti aspetti e ritengo che la nostra azione rappresenti un esempio per molte altre realtà per lavorare in un ambiente più equo e rispettoso delle differenze&quot;.  &quot;La certificazione appena ottenuta è per noi un importante traguardo, che si inserisce nel solco dell’attenzione posta alle tematiche di parità di genere dal nostro Fondo di assistenza sanitaria, già all’interno del proprio processo di gestione certificato da molti anni”, ha dichiarato Armando Indennimeo, presidente Assidai.  &quot;Le persone sono un asset unico all’interno delle organizzazioni, per questo ritengo fondamentale garantire un alto livello di benessere alle donne e agli uomini, che, ogni giorno, con dedizione e impegno, consentono ad Assidai di raggiungere la propria mission, così come è altrettanto importante il work-life-balance perché un buon equilibrio tra vita privata e vita lavorativa è un altro elemento centrale per la filosofia del Fondo&quot;, ha continuato.  Per il presidente di Federmanager Academy, Marco Bertolina, &quot;la certificazione di parità di genere riflette il nostro impegno nel promuovere un ambiente di lavoro inclusivo e rispettoso, dove ogni individuo ha pari opportunità di crescita e successo, ma rappresenta anche la nostra visione per il futuro. La mission di Federmanager Academy è quella di promuovere la diversità e l&#039;uguaglianza di genere, non solo come un principio etico, ma anche come un vantaggio strategico che si basa sull&#039;empowerment e l&#039;inclusione di tutti i generi. La parità di genere non solo favorisce la crescita economica e sociale, ma anche migliora la produttività, la creatività e l&#039;innovazione aziendale. Con questa certificazione, Federmanager Academy riafferma il proprio impegno ad offrire programmi formativi che incoraggino la diversità, l&#039;equità e il rispetto reciproco nel mondo del lavoro. Guardiamo al futuro con fiducia, sapendo che attraverso la formazione manageriale possiamo contribuire a costruire un mondo del lavoro più equo e inclusivo per tutti&quot;, ha continuato.  &quot;La valorizzazione e l’attenzione alle persone e la loro unicità sono parte integrante del dna di Praesidium&quot;, ha affermato Giacomo Gargano, presidente di Praesidium SpA.  &quot;Per raggiungere questo obiettivo è stato fondamentale sviluppare le potenzialità di ciascuna persona, valorizzando le diversità e le capacità al fine di generare un impatto positivo, coerentemente con la vision e la mission della nostra società, grazie soprattutto ad un sistema di governance sempre più attento a queste tematiche. Le persone sono una risorsa fondamentale e continueremo a lavorare per garantire un ambiente di lavoro in cui ogni persona possa sentirsi pienamente realizzata e motivata, promuovendo una cultura inclusiva che valorizzi l’unicità e la diversità come elementi distintivi per la crescita stessa di Praesidium. La certificazione UNI/PdR 125:2022 conferma l’efficacia del nostro impegno e del nostro sistema Federmanager e ci sprona a perseguire obiettivi ancor più ambiziosi in futuro&quot;, ha concluso.  &#8212;lavoro/datiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)<br />
&#8212;LavoroREDAZIONE</p>
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                <excerpt><![CDATA[(Adnkronos) &#8211; Il Gruppo Federmanager rafforza e rilancia il suo impegno per realizzare un futuro sempre più inclusivo]]></excerpt>
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                <author>REDAZIONE</author>
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                <title>Driverso: in Ue fatturato a 169 mln per car hiring d’alta gamma, 45 mln in Italia</title>
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                <description><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; Un comparto in grande espansione a livello europeo, con 169 milioni di euro di fatturato nel 2023, 192 imprese attive e un parco auto di 3.456 unità. E per quanto riguarda l&#039;Italia i dati parlano di 45 milioni di euro di fatturato con circa 1000 auto. I numeri che arrivano da Driverso’s Analysis Lab riguardano il mercato del car hiring d’alta gamma nel Continente e segnalano anche un costo medio per noleggio di 2.916 euro per 58.074 transazioni nell’anno.  La durata media dei contratti è stata di 5,4 giorni per 313.600 giornate complessive, con ricavi medi sul singolo veicolo pari a 49mila euro. Ma c’è soprattutto un’aspettativa di crescita rilevante: il fatturato del settore è atteso a 195 milioni di euro già alla fine di quest’anno, per poi salire via via fino ai 714 milioni previsti nel 2030. Il bacino di mercato potenziale, comunque, è enorme, dato che il giro d’affari del luxury travel è calcolato oggi in 1.380 miliardi di euro.  Circa 40 di queste aziende, che rappresentano il meglio dell’offerta del car hiring d’alta gamma e rispettano standard di qualità predefiniti, operano su Driverso, la prima piattaforma digitale europea, nata in Italia, per il noleggio auto premium. L’aggregatore online mette a disposizione centinaia di veicoli di tutti i marchi più prestigiosi, forniti dai player attivi su 10 Paesi (Austria, Francia, Germania, Italia, Olanda, Portogallo, Principato di Monaco, Regno Unito, Spagna, Svizzera).  Decine di aziende, esperti, stakeholder qualificati e appassionati provenienti da tutta Europa si sono ritrovati oggi nel suggestivo scenario del Museo Maxxi di Roma per il secondo global meeting di Driverso, da cui sono emersi numeri, scenari e tendenze di un ramo dell’automotive che incrocia i temi del lusso, del lifestyle, dell’economia digitale e soprattutto le sempre mutevoli abitudini di consumo turistico. Il servizio, infatti, si rivolge soprattutto a un target di clientela legata al tempo libero e alla ricerca di un’esperienza esclusiva di viaggio e di mobilità del tutto customizzata.  Durante la giornata al Maxxi, sono intervenuti esperti del calibro di Ryan Sarver, Partner Redpoints Ventures e soprattutto ex direttore della piattaforma Twitter, Massimiliano Archiapatti, Ceo di Hertz Italy, Jasmine Boni-Ball, Executive assistant di ‘Tuscany Now and More’, Ferruccio Rossi, Direttore generale di Sanlorenzo Yacht, Leopoldo Gasbarro, direttore di Wall Street Italia, e Maurizio Iperti, Ceo di LoJack.  Pierluigi Galassetti, co-founder con Saverio Castellaneta di Driverso, ha detto: “Il noleggio auto di alta gamma riveste un ruolo chiave nell’offerta turistica italiana e internazionale e agisce come un elemento in grado di caratterizzare e arricchire l’intera esperienza di viaggio. Questa proposta di mobilità è apprezzata sia dai visitatori nazionali che da quelli internazionali e si inserisce in un contesto in cui la clientela ricerca non solo comfort ed esclusività, ma richiede esperienze immersive e personalizzate in ogni dettaglio del soggiorno, dalla cucina all&#039;alloggio, fino agli spostamenti in auto, che completano la gamma dei servizi”. “Nell’ambito del settore lusso, fortemente in crescita &#8212;lavoro/datiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)<br />
&#8212;LavoroREDAZIONE</p>
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                <excerpt><![CDATA[(Adnkronos) &#8211; Un comparto in grande espansione a livello europeo, con 169 milioni di euro di fatturato nel 2023, 192 imprese attive e un parco auto di 3]]></excerpt>
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                <author>REDAZIONE</author>
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                <title>Peste Suina, Martinelli (Assosuini): “Se crolla export a rischio settore prosciutto made in Italy”</title>
                <link>https://corriereempolese.it/italia-mondo/lavoro/peste-suina-martinelli-assosuini-se-crolla-export-a-rischio-settore-prosciutto-made-in-italy/</link>
                <description><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; &quot;Il rischio grosso che stiamo correndo è di perdere un settore importante, un&#039;eccellenza del made in Italy. La Cina già non importa i nostri prosciutti da due anni, com e anche la Corea e il Giappone. Adesso anche il Canada e se poi decideranno di fare la stessa cosa Stati Uniti, Francia e Germania che rappresentano i nostri principali mercati allora resteremo con i maiali negli allevamenti e i prosciutti nei prosciuttifici. Questo perchè il 30% dei prosciutti che si producono in Italia vengono esportati. Se crolla l&#039;export sarà una catastrofe per i 4mila allevamenti italiani e per i trasformatori ma anche per tutto l&#039;indotto&quot;. E&#039; l&#039;allarme che lancia, con Adnkronos/Labitalia, Elio Martinelli, presidente di Assosuini, dopo che il diffondersi della peste suina sui cinghiali anche nella zona del Parmense ha portato l&#039;Ue a stabilire la zona di restrizione II a Langhirano, patria del Prosciutto di Parma.  E per Martinelli &quot;se crolla l&#039;export le aziende non avranno alternativa che chiudere e se, guardiamo all&#039;esempio della Germania che ha affrontato il problema prima di noi, adesso il Paese fa segnare un 20% in meno di allevamenti dopo la fine dell&#039;emergenza&quot;. &quot;Questo fa capire che una volta chiusa l&#039;attività è difficile che questa riparta dopo la fine dell&#039;emergenza&quot;, sottolinea.  Secondo il presidente di Assosuini &quot;finora il contrasto alla peste suina nel selvatico si è fatto solo in teoria, basti pensare che dopo un anno e mezzo il commissario straordinario non è ancora operativo. Si dove agire come fatto in Sardegna, dove il virus è stato eradicato con il coinvolgimento di tutte le forze in campo, a partire dai cacciatori che sono stati la chiave per sconfiggere il problema. E invece ora abbiamo un virus che corre velocissimo in Italia dove si calcola che ci siano 1,5-2 milioni di cinghiali&quot;, sottolinea.  Ma nonostante il virus corra tra i cinghiali gli allevamenti italiani di suinbi sono al sicuro. &quot;I nostri allevamenti di suini, grazie agli investimenti fatti dagli allevatori in materia di recinti e barriere e anche con i controlli che vengono fatti di continuo, sono super sicuri. Ricordiamo che la peste suina non si trasmette all&#039;uomo ma colpisce cinghiali e suini, si propaga velocemente e porta nel 90% dei casi alla morte degli animali. Detto questo, i nostri prosciutti sono sicuri e super controllati ma questo non interessa al mercato che non intende rischiare&quot;, conclude Martinelli.       &#8212;lavoro/made-in-italywebinfo@adnkronos.com (Web Info)<br />
&#8212;LavoroREDAZIONE</p>
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                <excerpt><![CDATA[(Adnkronos) &#8211; Il rischio grosso che stiamo correndo è di perdere un settore importante, un&#039;eccellenza del made in Italy]]></excerpt>
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                <author>REDAZIONE</author>
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                <title>Inps: al via presidenza Fava, insediato nuovo Cda</title>
                <link>https://corriereempolese.it/italia-mondo/lavoro/inps-al-via-presidenza-fava-insediato-nuovo-cda/</link>
                <description><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; Al via il nuovo corso all&#039;Inps con l&#039;insediamento del presidente Gabriele Fava e il nuovo Consiglio d’amministrazione. Più grande ente previdenziale d’Europa, l&#039;Inps eroga oltre 400 servizi a una platea di 42 milioni di utenti, attraverso una rete capillare di 671 sedi e sportelli in tutto il territorio nazionale. Fava, nominato dal Cdm, su proposta del ministro del Lavoro Elvira Calderone sarà affiancato da un cda composto da quattro membri: Micaela Gelera, già commissario straordinario dell’Inps; Marialuisa Gnecchi, ex vicepresidente dell’Inps; Antonio Di Matteo, membro nel Cnel e membro del Cda di Enpals e Fabio Vitale, direttore presso il Mise e attualmente all’Agea. “L’obiettivo principale del nuovo corso dell’Inps &#8211; afferma Fava &#8211; sarà quello di supportare la trasformazione del nostro sistema di welfare da difensivo a generativo, cioè da sistema di gestione pubblica delle risorse contributive e socio-assistenziali, a sistema capace quindi di generare valore per la persona, affinché sia consapevole delle prospettive aperte lungo l’arco della sua vita attiva, dei diritti e delle prerogative che l’Istituto garantisce&quot;. &quot;Avvieremo da subito &#8211; aggiunge &#8211; una grande campagna di ascolto con tutti gli stakeholder, interni ed esterni, con l’impegno di consolidare e migliorare il rapporto già esistente con le Pubbliche amministrazioni, le parti sociali, le imprese e tutti i soggetti pubblici e privati che a diverso titolo interagiscono con l’Istituto nell’interesse dei beneficiari delle prestazioni previdenziali e di welfare&quot;.  In occasione dell’insediamento, Calderone, che si trova in missione a  Washington ha inviato un messaggio con auguri di buon inizio della consiliatura, confermando la sua presenza il prossimo 23 aprile, al primo Cda dell’Istituto. Il Ministro, ringraziando per il “qualificato e indispensabile apporto del Commissario Straordinario e del Direttore generale”, ha rivolto un augurio a tutte le risorse dell’Istituto che hanno permesso l’attuazione delle recenti riforme, anche sacrificando giornate festive o di ferie. “Dalla buona gestione dell&#039;Inps dipendono i destini di decine di milioni di nostri concittadini e non solo ed è quindi indispensabile lavorare per il miglioramento costante dei servizi erogati”. &#8212;lavoro/previdenzawebinfo@adnkronos.com (Web Info)<br />
&#8212;LavoroREDAZIONE</p>
]]></description>
                <excerpt><![CDATA[(Adnkronos) &#8211; Al via il nuovo corso all&#039;Inps con l&#039;insediamento del presidente Gabriele Fava e il nuovo Consiglio d’amministrazione]]></excerpt>
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                <modDate>Thu, 18 Apr 2024 18:13:33 +0200</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
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                <title>Giovanni Paolino confermato alla guida di Avedisco</title>
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                <description><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; Avedisco, associazione vendite dirette servizio consumatori, conferma Giovanni Paolino nel ruolo di presidente per il quinto mandato consecutivo. Nell’Assemblea di oggi, i delegati delle aziende associate hanno rinnovato per acclamazione la loro fiducia nell’attuale presidente, applaudendo le scelte strategiche adottate negli ultimi anni. Al fianco di Giovanni Paolino, amministratore dell’Azienda Associata Eismann Srl, ci sarà come vice presidente Luigi Pesle, vice presidente del consiglio di amministrazione e co-fondatore dell’associata Evergreen Life Products Srl, come segretario generale Giuliano Sciortino e Alessandro Ghidini come tesoriere. &#8212;lavoro/sindacatiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)<br />
&#8212;LavoroREDAZIONE</p>
]]></description>
                <excerpt><![CDATA[(Adnkronos) &#8211; Avedisco, associazione vendite dirette servizio consumatori, conferma Giovanni Paolino nel ruolo di presidente per il quinto mandato consecutivo]]></excerpt>
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                <title>Peste suina, Cia: “Flop piano contenimento cinghiali e allevatori lasciati soli, ora è allarme export prosciutto”</title>
                <link>https://corriereempolese.it/italia-mondo/lavoro/peste-suina-cia-flop-piano-contenimento-cinghiali-e-allevatori-lasciati-soli-ora-e-allarme-export-prosciutto/</link>
                <description><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; &quot;Il piano di contenimento dei cinghiali per contrastare la peste suina va a rilento. La burocrazia è lenta mentre i cinghiali vanno veloci e il virus continua a diffondersi. Noi abbiamo sollecitato la struttura governativa e quella commissariale, si era parlato dell&#039;intervento dell&#039;esercito ma ancora non si è visto nessuno. E le carcasse di cinghiali positive al virus ritrovate nella zona della provincia di Parma sono salite a 48. E&#039; bene ricordare che il virus non è entrato negli allevamenti di suini e che comunque non ci sono problemi per la salubrità dei prosciutti e dei consumatori, ma si tratta di un problema soprattuto economico per gli allevatori: il virus si propaga velocemente sui suini e causa la morte dell&#039;animale&quot;. Così, con Adnkronos/Labitalia, Angela Garofalo, responsabile nazionale zootecnia di Cia-Agricoltori italiani, con Adnkronos/Labitalia, sull&#039;allarme peste suina sempre più presente nei cinghiali nella zona del Parmense e che ha portato alla decisione da parte della Ue di stabilire che Langhirano, la patria del Prosciutto di Parma, rientra nella zona di restrizione II e quindi sarà soggetta a stretta sorveglianza.  Secondo Garofalo sono gravi &quot;le difficoltà che stanno affrontando gli allevatori nel vendere i loro animali nonostante il prodotto sia oggi ancora più sicuro rispetto ad altri territori, visti i controlli stringenti. Purtroppo però diversi Paesi extra Ue hanno bloccato l&#039;export e quindi trasformatori e industriali hanno difficoltà ad acquistare gli animali dagli allevatori&quot;, spiega ancora.  Un danno pesantissimo per il nostro export extra Ue, sottolinea Garofalo, considerando anche che &quot;il settore vale 10 miliardi di fatturato e dopo un eventuale blocco dell’export da parte di un Paese terzo -spiega ancora- sono necessari due anni dal ritrovamento dell’ultima carcassa positiva alla Psa per poi completare l’iter di riqualificazione che richiede altrettanto tempo, per questo c’è grossa preoccupazione su eventuali ulteriori blocchi da paesi extra Ue&quot;, spiega ancora.  E Garofalo lamenta quindi che gli allevatori sono praticamente lasciati soli a fronteggiare questa emergenza: &quot;Gli allevatori sono sempre più preoccupati perchè sempre più cinghiali vengono trovati morti intorno agli allevamenti, con tutto ciò che questo comporta. C&#039;è infatti da sottolineare che tutte le misure di bio sicurezza previste negli allevamenti per evitare l&#039;ingresso della peste suina necessitano di interventi strutturali che sono tutti a carico degli allevatori, eccetto delle risorse messe in campo dalle Regioni con dei bandi&quot;, conclude.   &#8212;lavoro/made-in-italywebinfo@adnkronos.com (Web Info)<br />
&#8212;LavoroREDAZIONE</p>
]]></description>
                <excerpt><![CDATA[(Adnkronos) &#8211; Il piano di contenimento dei cinghiali per contrastare la peste suina va a rilento]]></excerpt>
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                <author>REDAZIONE</author>
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                <title>Manageritalia, corso on-line per migliorare l’indipendenza economica delle donne</title>
                <link>https://corriereempolese.it/italia-mondo/lavoro/manageritalia-corso-on-line-per-migliorare-lindipendenza-economica-delle-donne/</link>
                <description><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; Come gestire al meglio il proprio denaro, la previdenza e le proprie finanze oltre a favorire un uso consapevole dei nuovi sistemi di pagamento elettronici e dell’home banking. Sono questi alcuni di temi del percorso di formazione gratuito di empowerment femminile &#039;Donne e denaro in una relazione di crescita&#039;, giunto alla sua seconda edizione, organizzato dal gruppo 3D Manageritalia delle regioni Emilia-Romagna, Puglia, Basilicata, Calabria e Campania, Marche e Piemonte in partnership con Banca d’Italia e in collaborazione con Cida, hub del territorio. L’iniziativa gode del patrocinio di Città metropolitana di Bologna e delle Consigliere di Parità regionali.<br />
 Una ulteriore azione di Manageritalia nel trentennale impegno nel valorizzare l’inclusione e il ruolo delle donne nel mondo del lavoro e quindi di reali pari opportunità a livello lavorativo, familiare e sociale. &#039;Donne e denaro in una relazione di crescita&#039; prende il via oggi si articola in un ciclo di sei incontri online, della durata di 1 ora e mezza ciascuno, è interamente dedicato alle donne (ma aperto anche gli uomini) e si pone l’obiettivo di approfondire le principali tematiche al centro di una buona gestione della propria indipendenza finanziaria ed economica grazie agli interventi formativi curati dagli esperti di Banca di Italia. A partecipare saranno oltre 200 donne residenti nelle regioni coinvolte: Emilia-Romagna, Puglia, Basilicata, Calabria e Campania, Marche e Piemonte. Molti gli aspetti che verranno affrontati, tutti volti a migliorare e implementare l’educazione finanziaria e le competenze delle donne spaziando dalla gestione del budget, alla pianificazione finanziaria passando per l’uso consapevole degli strumenti di pagamento elettronici e l’home banking oltre alla sicurezza informatica e al modo migliore per tutelare se stessi e propria alla famiglia. In Italia, secondo gli ultimi dati emersi dalla ricerca condotta da Mastercard con Banca d’Italia 7 donne su 10 dichiarino che uno dei loro obiettivi principali sia diventare economicamente indipendente. Per il 66,4% delle intervistate ritiene che le donne italiane abbiano una minore indipendenza finanziaria rispetto agli uomini. Sempre il 70% delle donne dichiarano di avere ancora una scarsa conoscenza finanziaria. Nello specifico, il 52,7% dichiara di avere una conoscenza base e il 18,2% di non sapere proprio nulla. Una realtà che accomuna purtroppo tutte le fasce d’età. il concetto che più si fatica a comprendere è quello di investimento 56,4%, seguito dal concetto di tasse 34,4%, nuove app di digital banking 29,6% e mutui 22%. I prossimi appuntamenti di &#039;Donne e denaro in una relazione di crescita&#039; saranno: 9 maggio, &#039;L’uso consapevole degli strumenti di pagamento elettronici&#039; &#8211; 16 maggio &#039;L’home banking e la sicurezza informatica&#039; &#8211; 23 maggio, &#039;Indebitarsi con prudenza. Dall’avvio di impresa alla ricerca di finanziamenti&#039; &#8211; 30 maggio, &#039;Tutela dei rischi interni ed esterni alla persona e alla famiglia&#039; &#8211; 6 giugno, &#039;Lavoro? Smetto quando voglio: istruzioni per l’uso consapevole dei fondi previdenziali&#039;. &#8212;lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)<br />
&#8212;LavoroREDAZIONE</p>
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                <excerpt><![CDATA[(Adnkronos) &#8211; Come gestire al meglio il proprio denaro, la previdenza e le proprie finanze oltre a favorire un uso consapevole dei nuovi sistemi di pagamento elettronici e dell’home banking]]></excerpt>
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                <author>REDAZIONE</author>
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                <title>In arrivo qualifica per professional organizer italiani, una garanzia di professionalità e qualità</title>
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                <description><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; Per qualificare e certificare le proprie competenze i professional organizer italiani possono iscriversi ad Apoi (Associazione professional organizers Italia) e, frequentando il corso per professional organizer di Organizzare Italia certificato nel 2023 da Istituto Giordano, potranno definirsi professional organizer qualificati. E&#039; questa la novità che il 2024 ha portato in casa Apoi, un evento atteso e fortemente voluto dall’Associazione che ha avuto questo obiettivo fin dai suoi primi passi. Perché l’Associazione dei professionisti dell’organizzazione ha iniziato col piede giusto già nel 2013, quando si è costituita e ha preso le mosse dalla legge 4/2013 che l’ha resa associazione professionale. “Apoi infatti è l’unica associazione a rappresentare la categoria dei professional organizer sul territorio nazionale ed è appunto iscritta all’elenco del Mimit”, dichiara Sabrina Toscani, una delle fondatrici dell’Associazione e attuale presidente di Apoi. “La legge 4/2013 infatti, a cui Apoi risponde, indica la strada da percorrere affinché le associazioni promuovano ed elaborino le normative tecniche Uni relative alle singole attività professionali. Apoi oggi &#8211; aggiunge Toscani &#8211; ha intrapreso un percorso che l’ha portata alla acquisizione di un disciplinare capace di regolamentare la formazione del professional organizer entrato ufficialmente in vigore il 1/1/2024”. Nel 2023, inoltre, Istituto Giordano, ente tecnico che si occupa di testing di prodotto, certificazione e ricerca, ha qualificato il corso di formazione per professional organizer erogato da Organizzare Italia, partner storica dell’Associazione. Frequentando il corso e superando l’esame di fine corso, il professional organizer riceve l’attestato di qualifica e il logo Apoi con codice identificativo univoco. Una svolta per Apoi, che lo scorso ottobre ha festeggiato i suoi 10 anni dalla fondazione, che segna un raggiungimento importante oltre a farsi garanzia di formazione, professionalità e qualità. &#8212;lavoro/professionistiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)<br />
&#8212;LavoroREDAZIONE</p>
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                <excerpt><![CDATA[(Adnkronos) &#8211; Per qualificare e certificare le proprie competenze i professional organizer italiani possono iscriversi ad Apoi (Associazione professional organizers Italia) e, frequentando il corso per professional organizer di Organizzare Italia certificato nel 2023 da Istituto Giordano, potranno definirsi professional organizer qualificati]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[(Adnkronos) &#8211; Per qualificare e certificare le proprie competenze i professional organizer italiani possono iscriversi ad Apoi (Associazione professional organizers Italia) e, frequentando il corso per professional organizer di Organizzare Italia certificato nel 2023 da Istituto Giordano, potranno definirsi professional organizer qualificati]]></metadDscription>
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                <author>REDAZIONE</author>
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                <title>Startup, FidoCommercialista semplifica burocrazia e chiude round di 1,2 mln euro</title>
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                <description><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; FidoCommercialista, startup che semplifica la burocrazia e fiscalità quotidiana delle partite Iva ed imprenditori supportandoli ad aprire e gestire un&#039;attività in Italia, annuncia il completamento di una raccolta di capitale da 1,2 milioni di euro tra equity e debito. “Questo round rappresenta un risultato importante per noi, poiché ci permette di avere le risorse per scalare il mercato italiano dei servizi fiscali online. Stiamo rivoluzionando il modo di erogare consulenza agli imprenditori italiani”, afferma Nicola Primieri, co-founder e cmo di FidoCommercialista.  Oltre 5.000 partite Iva supportate ad oggi, sviluppo del prodotto, consolidamento nel mercato italiano e espansione del team, tra gli obiettivi del round. Si tratta di un primo round strategico finalizzato allo sviluppo del prodotto, all’espansione del team e al consolidamento della traction iniziale per diventare leader in Italia nell’erogazione di servizi professionali online alle imprese. “Investiremo molto nell’automazione dei processi in modo tale da ridurre al minimo le attività a basso valore aggiunto svolte dai commercialisti per permettergli di concentrarsi sulla consulenza e sulle attività ad alto valore aggiunto”, afferma Filippo Primieri, cto di FidoCommercialista. Il nuovo capitale servirà anche ad incrementare attività di marketing ed allargare il team, puntando ad assumere nuove risorse.  Fondata nel 2020 dall’idea di Nicola (29 anni, cmo) e Filippo Primieri (27 anni, cto) con l’obiettivo di trasformare lo studio del padre commercialista Luca (ceo) in chiave digitale. In questi anni, FidoCommercialista si è affermata sviluppando una soluzione completamente digitale per aprire e gestire un’attività in Italia a prescindere dal regime fiscale. Infatti, oggi rappresenta attualmente l’unica piattaforma che eroga servizi fiscali online per soggetti in qualsiasi regime fiscale, dai piccoli imprenditori in regime forfettario fino alle start-up, società di capitali e associazioni no-profit. “La nostra missione continuerà sempre ad essere quella di semplificare la burocrazia per aprire e gestire un’attività in Italia, aiutare gli imprenditori nella fiscalità quotidiana così da rendere veloce e trasparente la relazione con il commercialista”, sottolinea Luca Primieri, co-founder e ceo di FidoCommercialista.  Al round di investimento hanno partecipato diversi fondi di investimento e angel investors strategici per lo sviluppo della startup, nello specifico 40Jemz Ventures, X-Equity Venture Club e i3Charter, entrambi sotto la strategic advisory di Fndx, infine Alecla7 e Vesper. Oltre ad un importante aumento di capitale sociale da parte dei fondi sopracitati, FidoCommercialista ha raccolto somme aggiuntive da Invitalia attraverso il bando Smart &amp; Start. Degno di nota anche la partecipazione al round del founder di Gellify e Fndx, Fabio Nalucci, soggetto chiave dell’ecosistema dell’innovazione italiano.  “Ho sempre creduto che per avere successo in una nuova iniziativa serva forte conoscenza del settore e capacità di impresa; mai come adesso queste due caratteristiche sono imprescindibili e le ho trovate entrambe in FidoCommercialista, società in cui l’esperienza di dominio incontra le capacità di digitalizzazione della nuova generazione; un mix perfetto” ha commentato Fabio Nalucci, founder di Gellify e di Fndx. &#8212;lavoro/start-upwebinfo@adnkronos.com (Web Info)<br />
&#8212;LavoroREDAZIONE</p>
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