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lunedì 23 Febbraio 2026
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Previdenza e contenimento della spesa: la posizione dell’onorevole Luigi Marattin

L’argomento del contenimento della spesa pubblica previdenziale è sempre all’ordine del giorno dell’agenda politica.

Questo capitolo di spesa, gestito quasi al 100% dall’INPS e in piccola parte dalle Casse Professionali, ha assunto ormai da anni una linea tendenziale di crescita che sembra inarrestabile. I motivi sono spesso evidenti e si palesano in occasione dell’approvazione della Legge di Bilancio, dove risulta chiaro come una parte della politica, anziché agire “ristrutturando” la spesa previdenziale, tenda ad incrementarla ulteriormente, nonostante essa già assorba più della metà dell’intera nostra spesa pubblica.

Per mantenere il giusto equilibrio di bilancio, bisognerebbe considerare che i provvedimenti legislativi non esplicano i loro effetti temporalmente in modo omogeneo. La riduzione sostanziale della spesa per la previdenza richiede ad esempio interventi strutturali, i cui effetti saranno visibili solo dopo molto tempo, mentre le parti attive del bilancio, come le entrate contributive, sono fortemente condizionate dalla situazione più contingente, come può essere l’andamento dell’occupazione, con un effetto negativo più immediato.

Senza andare troppo indietro nel tempo, un esempio del nostro operare sul tema pensionistico è questo: mentre la pandemia e le conseguenze dei vari conflitti, tra l’altro ancora in corso, andavano determinando una progressiva diminuzione dei tassi di crescita, e quindi delle entrate per lo Stato, abbiamo introdotto il sistema delle “quote”, anticipando l’età pensionabile, riducendo quindi fortemente gli effetti positivi sui risparmi di spesa a lungo termine previsti dalla Riforma Fornero e aggravando ulteriormente il bilancio tra entrate ed uscite.

Non tutti condividono questo modo di agire. L’On. Luigi Marattin ad esempio, economista, Segretario Nazionale del Partito Liberaldemocratico su queste tematiche ha una posizione diversa.

“La dinamica demografica, la necessità di riavviare un tasso di crescita del Pil sostenibile e il fatto di avere la spesa previdenziale più alta del mondo, ci portano ad una posizione chiara: il complesso della spesa previdenziale italiana non dovrà aumentare neanche di un euro rispetto al tendenziale attualmente previsto”.

“È solo all’interno di questo vincolo che possono essere valutati possibili interventi correttivi di ricomposizione della spesa.”

“È positivo l’intervento sul TFR contenuto nell’ultima Legge di Bilancio, come da tempo propongo, con il passaggio al modello EET per quanto riguarda la tassazione della previdenza complementare (eliminando la tassazione del 20% annuale sui rendimenti dei versamenti)”.

Da parte mia, ritengo che questo approccio al problema dell’eccessiva spesa previdenziale dell’On. Marattin sia ampiamente condivisibile. Il nostro sistema Paese non è oggettivamente più in grado di sostenere i suoi aumenti incontrollati.

Senza un cambio di rotta sostanziale, sarà sempre più difficile avviare interventi non più rimandabili primo fra tutti una importante riduzione del peso fiscale sui cittadini, in particolare sul ceto medio italiano, che per ora appare quello condannato più degli altri a sostenere gli aumenti della spesa pubblica.

Alessandro Tanzi

© Riproduzione riservata

Ho maturato varie esperienze lavorative e professionali in ambito previdenziale. Sono stato Direttore dell'ex-SCAU di Lucca e dopo il passaggio in INPS ho ricoperto vari incarichi all’interno dell’Istituto. Ho svolto attività di docenza esterna in materia previdenziale per l'Università di Pisa, per gli Ordini professionali degli Agronomi e dei Consulenti del Lavoro di Livorno e della Sardegna e per Associazioni di categoria della Toscana. Sono attualmente Responsabile di Agenzia. Sono stato nominato Cavaliere al Merito della Repubblica nel 2023.
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