Altre due milioni dalla Regione per la formazione aggiuntiva sulla sicurezza sul lavoro

LIVORNO – Con uno stanziamento di nuove risorse attraverso il Pr Fse 21/27, la Toscana porta a sei milioni di euro la dotazione finanziaria dedicata nell’ultimo biennio alla diffusione tra imprese, lavoratrici e lavoratori della cultura della sicurezza sul lavoro.

Una delibera approvata nell’ultima seduta di giunta ha riservato due milioni di euro al nuovo bando, in uscita a giugno, che sosterrà iniziative di formazione aggiuntiva, ovvero attività formative ulteriori rispetto a quelle obbligatorie previste dal decreto legislativo 81/2008 e dagli accordi Stato-Regioni del 2011. “Tali risorse – spiegano il presidente Eugenio Giani e l’assessore al lavoro Alberto Lenzi – vanno infatti a sommarsi ai circa 4 milioni di euro messi in campo dalla Regione negli ultimi due anni con più bandi su questa tipologia di formazione, che hanno ricevuto una risposta straordinaria dal territorio con 67 progetti totali già avviati o conclusi, e oltre 13mila persone coinvolte”.

“La salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro rappresentano il cuore dell’agenda politica della Regione Toscana, e la formazione aggiuntiva costituisce il pilastro strategico della nostra azione”, osservano Giani e Lenzi, aggiungendo: “Di fronte a dati ancora allarmanti su infortuni e malattie professionali – aggiungono Giani e Lenzi – la nostra risposta è investire nel capitale umano: formare chi lavora affinché sappia valutare il rischio e adottare comportamenti virtuosi per azzerarlo”. Per questo, sottolineano presidente e assessore “siamo determinati a sostenere imprese e lavoratori che vanno oltre gli obblighi di legge, e aggiungono ulteriore formazione per accrescere le conoscenze in materia di prevenzione, fornendo strumenti pratici e competenze avanzate”.

A differenza del più recente avviso, in scadenza al prossimo 30 giugno salvo esaurimento risorse e finanziato con fondi Inail, il nuovo bando non è indirizzato ad alcune categorie produttive, ma a tutti i settori. Inoltre è a progettazione libera, in modo da affrontare i rischi specifici presenti nell’azienda, purché non copra ambiti che riguardano la formazione obbligatoria.

È il risultato – conclude l’assessore Lenzi – della concertazione con le parti sociali all’interno della commissione tripartita, all’interno della quale ha operato un gruppo specifico per l’elaborazione delle linee di indirizzo al fine di soddisfare esigenze e richieste sulla sicurezza provenienti dai luoghi di lavoro”.

REDAZIONE

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