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Dal 15 febbraio la Toscana cambia passo: la pubblica amministrazione diventa ‘proattiva’

La trasformazione digitale della Toscana segna una nuova data sul calendario: il 15 febbraio. Da metà mese, infatti, il portale regionale Me.toscana.it non sarà più solo una vetrina informativa, ma diventerà operativo anche sul fronte dei pagamenti e delle pratiche ambientali, puntando a trasformarsi in una vera e propria “casa digitale” per i cittadini.

Le novità sono state svelate questa mattina a Palazzo Strozzi Sacrati dal governatore Eugenio Giani e dagli assessori Alberto Lenzi (Innovazione) e Cristina Manetti (Comunicazione). L’obiettivo dichiarato è ribaltare il rapporto tra utente e burocrazia: non più il cittadino che insegue l’ufficio giusto tra mille siti, ma un sistema unico che anticipa i bisogni.

Il salto di qualità tecnico riguarda l’integrazione con la piattaforma Iris. Accedendo alla propria area riservata (tramite Spid, Cie o Cns), gli utenti potranno visualizzare la propria posizione debitoria e saldare direttamente online diverse pendenze: dal bollo auto ai ticket per le prestazioni sanitarie, fino alle quote per l’esercizio di caccia e pesca. Non solo tasse: il portale si connetterà anche con GeA, il gestionale per le procedure ambientali, permettendo di gestire telematicamente le istanze sulla Valutazione di Impatto Ambientale. In futuro, il catalogo si arricchirà ulteriormente inglobando anche i servizi dei singoli Comuni.

Lanciato nell’ottobre 2025 con il supporto dei fondi europei PR FESR 2021-2027, il sistema ha già inviato 47 campagne informative mirate, guidando ad esempio i neodiplomati verso borse di studio o aggiornando gli utenti su lavoro (programma GOL) e sviluppo rurale. Secondo l’assessore Lenzi, questo segna il passaggio a una “PA proattiva”: un ecosistema che supera la frammentazione e raggiunge le persone offrendo soluzioni su misura, come il cambio del medico o la consultazione del fascicolo sanitario, funzioni già attive da qualche mese.

Cuore tecnologico del progetto è l’assistente virtuale basato sull’intelligenza artificiale generativa. Attualmente noto come “Chiedilo a me”, il chatbot è capace di rispondere in linguaggio naturale (e in diverse lingue, inclusi arabo e cinese mandarino) attingendo solo a fonti ufficiali, senza “inventare” informazioni. È progettato seguendo le linee guida dell’AI Act e di Designers.Italia per garantire sicurezza e privacy. Proprio su questo fronte, l’assessora Manetti ha lanciato un’iniziativa di coinvolgimento popolare: presto verrà aperto un contest rivolto a tutti i toscani per scegliere il nome definitivo dell’assistente virtuale.

L’infrastruttura è stata pensata per essere inclusiva: oltre a rispettare gli standard di accessibilità web, il portale geolocalizza i “Punti Digitale Facile” sul territorio, offrendo un supporto fisico a chi ha meno dimestichezza con la tecnologia.

REDAZIONE

© Riproduzione riservata

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