FIRENZE – Il processo per le due escort uccise tra Prato e Montecatini Terme entra nella fase più delicata. In aula, davanti alla Corte d’Assise, l’imputato Vasile Frumuzache ha ricostruito i fatti, offrendo la propria versione su uno dei casi più gravi degli ultimi anni sul territorio.
La guardia giurata, 33 anni, è accusata di due femminicidi avvenuti a distanza di mesi. Il primo risale all’agosto 2024, quando Ana Maria Andrei, 27 anni, viene uccisa a Montecatini Terme. Il secondo episodio riguarda Maria Denisa Paun, 30 anni, uccisa nel maggio 2025 a Prato. Due vicende inizialmente separate, ma che le indagini hanno poi collegato.
Durante un interrogatorio durato quasi cinque ore, l’imputato ha risposto alle domande della difesa, delle parti civili e del pubblico ministero Luca Tescaroli. Il suo racconto ha toccato i momenti centrali dei due delitti, soffermandosi sui moventi e sulle circostanze che, secondo la sua versione, avrebbero portato agli omicidi.
Un racconto gelido, intervallato da ammissioni di estrema violenza e vuoti di memoria, ha segnato l’udienza nel processo contro Frumuzache, l’uomo accusato degli omicidi di Ana Maria Andrei e Denisa Paun. Davanti alla Corte, l’imputato ha ripercorso i dettagli della morte della prima vittima, avvenuta nel luglio 2024 a Montecatini, scatenata, a suo dire, da un rifiuto basato sulla nazionalità: “Voleva sapere se fossi italiano, quando le ho detto che ero romeno, ha cambiato idea. Le facevo schifo”. Un senso di umiliazione che l’uomo ha cercato di contrastare inutilmente: “Ho provato a persuaderla dicendole ‘Sono un ragazzo pulito e germofobico’. Ho tentato di trattenerla, ma lei è uscita dalla vettura volevo farla ragionare”. Poi, il passaggio più cruento: “Ho il vago ricordo di averla accoltellata, di averla colpita al collo. Quando ho visto che non si muoveva più ho capito che era morta”. Interrogato dal suo difensore sul movente, l’imputato ha risposto senza esitazione: “Per le sue parole, il disgusto che provava per me”.
Il secondo capitolo di questa scia di sangue risale al 15 maggio 2025, nel residence di Prato dove Frumuzache ha incontrato Denisa Paun. Secondo la versione dell’imputato, la donna avrebbe tentato di ricattarlo dopo un rapporto: “Mi ha chiesto 10mila euro in cambio del silenzio per non svelare del nostro incontro a mia moglie. Pensavo fosse uno scherzo ma lei ha insistito. Ho perso la testa e l’ho aggredita”. Ciò che è seguito rasenta l’orrore puro. Dopo aver occultato il corpo in una valigia e sottratto i beni della vittima, l’uomo ha proseguito la sua routine familiare prima dell’atto finale: “La mattina ho accompagnato i bimbi a scuola e poi ho decapitato Denisa. Non so perché l’ho fatto”.
In aula è emerso anche l’episodio della tentata evasione dal carcere di Sollicciano, avvenuta lo scorso 4 febbraio, che Frumuzache ha giustificato come un tentativo di reazione a presunte intimidazioni subite in tribunale: “Volevo proteggere la mia famiglia, nella prima udienza del processo un familiare di una vittima mi ha minacciato di morte mimando il gesto del taglio della gola”.
Le dichiarazioni hanno spinto il procuratore Tescaroli a chiedere la trasmissione degli atti per accertare la veridicità delle minacce, contestando contestualmente al romeno anche il reato di rapina per la sottrazione di circa 1200 euro alle vittime. Mentre la difesa, rappresentata dall’avvocato Diego Capano, insiste sulla necessità di una perizia psichiatrica, la Corte si è riservata di decidere nell’udienza del prossimo 2 aprile.
A rendere il caso complesso è stato l’inizio delle indagini. Entrambe le donne erano state segnalate come scomparse, senza elementi immediati che facessero pensare a un duplice omicidio. Solo con il passare del tempo gli investigatori sono riusciti a ricostruire i collegamenti tra i due episodi. Il punto di svolta arriva con il ritrovamento dei corpi, avvenuto in un terreno dove i resti erano stati nascosti. Un elemento che ha aggravato la posizione dell’imputato e che ha contribuito a delineare un quadro accusatorio particolarmente pesante.
Il processo proseguirà nelle prossime settimane con l’analisi delle prove e l’ascolto di nuovi testimoni.
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