False certificazioni di origine nel vino: maxioperazione della Guardia di Finanza

FIRENZE – L’eccellenza del settore vitivinicolo italiano finisce nel mirino delle frodi, ma la risposta dello Stato non si è fatta attendere. Grazie a una stretta sinergia tra l’Icqrf (Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari) e il Nucleo speciale beni e servizi della Guardia di Finanza, è stata portata a termine l’operazione nazionale Vinum Mentitum. Un intervento massiccio che, nel corso dell’ultimo anno, ha svelato un sistema capillare di pratiche illecite volte a immettere sul mercato vini con false certificazioni d’origine, sfruttando il prestigio del marchio Italia.

L’attività investigativa è nata da un’incrociata analisi dei dati volta a stanare chi, approfittando di fattori critici come l’inflazione e gli eventi climatici avversi che hanno colpito le vendemmie, ha tentato di gonfiare i profitti con l’inganno. Le fiamme gialle e gli ispettori dell’Icqrf hanno passato al setaccio l’intera filiera, dalla raccolta dell’uva fino all’imbottigliamento, scoprendo l’utilizzo di mosti non conformi ai severi disciplinari e rivendicazioni di provenienza da aree geografiche totalmente diverse da quelle dichiarate in etichetta.

I numeri dell’operazione descrivono un fenomeno di dimensioni preoccupanti: circa 2,5 milioni di litri di vino sono stati sequestrati su tutto il territorio nazionale. Si tratta di un fiume di prodotto che, se immesso sul mercato come Dop o Igp, avrebbe fruttato oltre 4 milioni di euro di guadagni illeciti. Oltre al sequestro della merce, i controlli hanno portato alla segnalazione di 24 soggetti alle autorità amministrative e alla contestazione di 59 violazioni legate al registro dematerializzato Sian, dove sono state riscontrate pesanti incongruenze tra le bottiglie presenti fisicamente in cantina e quelle dichiarate digitalmente.

Ma l’operazione “Vinum Mentitum” non si è fermata alla sola tutela della qualità alimentare. Gli accertamenti della Guardia di Finanza si sono estesi anche al piano fiscale, facendo emergere un sommerso inquietante: omessi versamenti Iva per circa 800mila euro e operazioni imponibili non documentate per ulteriori 280mila euro. Sono state inoltre riscontrate irregolarità sul fronte delle accise e nell’impiego di manodopera in nero. L’intervento, conclusosi con sanzioni amministrative per un gettito minimo di 410mila euro, ribadisce la centralità del controllo congiunto per proteggere non solo il portafoglio dei consumatori, ma anche la leale concorrenza di migliaia di produttori onesti che rappresentano il vero Made in Italy nel mondo.

REDAZIONE

© Riproduzione riservata

spot_img

Notizie correlate

Empoli
nubi sparse
10.1 ° C
10.3 °
7.5 °
69 %
1.6kmh
30 %
Gio
16 °
Ven
18 °
Sab
19 °
Dom
18 °
Lun
18 °

Ultimi articoli

SEGUICI SUI SOCIAL

VIDEO NEWS