Rimpatri, il Viminale individua Pallerone come sede per un Cpr in Toscana. Giani: “Sono contrario”

FIRENZE – La geografia della sicurezza e dell’accoglienza in Toscana si sposta bruscamente verso nord, aprendo un nuovo, durissimo fronte di scontro tra Firenze e Roma. Il ministero dell’interno ha rotto gli indugi: il titolare del Viminale, Matteo Piantedosi, ha inviato una lettera ufficiale alla segreteria del governatore Eugenio Giani per comunicare l’individuazione di un’area destinata alla realizzazione di un nuovo Centro di permanenza per i rimpatri (Cpr). Il sito prescelto si trova a Pallerone, frazione del comune di Aulla, in provincia di Massa Carrara.

Sebbene siano ancora in corso le verifiche tecniche di fattibilità, il progetto del governo Meloni prevede un meccanismo di compensazione per il territorio lunigianese: l’apertura del Cpr dovrebbe infatti coincidere con un significativo alleggerimento della presenza dei Cas (Centri di accoglienza straordinaria) nell’intera zona di riferimento. Ma la rassicurazione non è bastata a placare l’ira del presidente della Regione, che promette battaglia legale e politica.

“È arrivata una lettera di Piantedosi alla mia segreteria che si riferisce al fatto che lui vuole fare un Cpr a Pallerone, nel comune di Aulla, luogo bello quanto fragile. Per me è un oltraggio alla Lunigiana andare lì a fare il Cpr. È un grande errore e un grande sbaglio e io per quello che posso mi opporrò ed esprimerò il mio parere contrario“, ha dichiarato Giani, definendo la scelta del sito come una ferita inferta a un territorio paesaggisticamente prezioso e idrogeologicamente delicato.

Di segno diametralmente opposto la lettura di Fratelli d’Italia, che rivendica l’operazione come una vittoria identitaria della destra di governo. “Il governo Meloni interviene per colmare le gravi lacune di Giani e della sinistra toscana sulla sicurezza. Il Cpr è una nostra proposta da sempre, ora arriva. e prevederà compensazioni per l’area in cui sarà realizzato, l’alleggerimento dei Cas territoriali della Toscana, rafforzamento delle regole”, scrive in una nota il deputato e coordinatore regionale Francesco Michelotti.

Per l’esponente di FdI, la scelta di Aulla rappresenta il mantenimento di una promessa elettorale: “Bene ha fatto il governo a portare avanti il progetto che vedrà, anche nella nostra regione, la costruzione di un Centro di Permanenza per i Rimpatri, una delle nostre principali proposte della scorsa campagna elettorale, accolta e condivisa dall’esecutivo. Si tratta della risposta più efficace contro una delinquenza che nella nostra regione non è più affrontabile con lassismo e ipocriti slogan”.

Così Luca Baroncini, responsabile enti locali della Lega Centro Italia ed Elena Meini, responsabile regionale degli enti locali della Lega: “Le cronache giornalistiche cittadine, così come i dati sul numero di reati, dimostrano come la questione immigrazione non possa essere disgiunta dal tema sicurezza. Non siamo ideologici e sappiamo che i crimini non vengono compiuti solo dagli immigrati, ma è innegabile che chi arriva da noi legalmente e per lavorare sia il benvenuto, chi invece staziona illegalmente in Italia e in Toscana, commettendo anche crimini, debba essere fermato e rimandato al suo paese d’origine. E qui si apre il nodo dei Cpr, ovvero quei centri dove vengono ospitate temporaneamente quelle persone che hanno violato le Leggi e debbono quindi essere espulsi il più velocemente possibile. Nella nostra Regione non esiste una struttura di questo tipo perché la Sinistra non vuole aprirla per sole ragioni ideologiche e non oggettive. Tanto è vero che in passato sindaci non certo di destra come Nardella erano favorevoli. La Lega pensa invece che anche la Toscana debba ospitarne almeno uno, perché questo faciliterebbe le procedure di espulsione di chi delinque nella nostra Regione. Auspichiamo, dunque, che il Pd e il Movimento 5 Stelle tornino sul pianeta terra e si decidano ad affrontare la questione sicurezza e immigrazione guardando al bene dei cittadini toscani e non a quello del partito. Per questi motivi, oltre che per tutelare le nostre imprese e i cittadini colpiti dal caro energia in conseguenza delle guerre, nonché per la difesa dell’identità dei territori, anche noi il prossimo 18 aprile saremo in piazza Duomo a Milano alla grande manifestazione organizzata dal Gruppo Patriots e invitiamo tutti i cittadini toscani che la pensano come noi a far sentire la propria voce, pacificamente, partecipando a questo importante evento”.

Contrario il consigliere regionale Pd, Antonio Mazzeo: “I Cpr non sono una soluzione: sono luoghi di detenzione amministrativa che comprimono diritti, producono marginalità e vengono imposti ai territori senza vero confronto. La Toscana non ha bisogno di nuove strutture repressive, ma di politiche serie: accoglienza diffusa, percorsi di integrazione, tutela della dignità umana e sicurezza sociale vera. Aulla e la Lunigiana non possono diventare il simbolo di una politica fatta di propaganda e disumanità. Fermiamo questo progetto. Difendiamo diritti, territorio e democrazia”.
Così Luca Baroncini, Responsabile Enti Locali Lega Centro Italia ed Elena Meini, Responsabile regionale Enti Locali Lega.

Lo scontro è ora destinato a spostarsi sui tavoli tecnici della prefettura e nelle aule della conferenza Stato-Regioni, dove la Toscana proverà a far valere il proprio diritto di veto su un’opera che spacca in due l’opinione pubblica locale.

REDAZIONE

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