(Adnkronos) – I risultati raggiunti da Intesa Sanpaolo nel secondo trimestre dell’anno hanno superato le stime degli analisti, spingendo il management ad alzare l’asticella delle previsioni per l’intero esercizio. Nel secondo trimestre dell’anno, l’istituto guidato da Carlo Messina ha registrato un utile netto di 2,79 miliardi di euro, segnando una crescita del 7% su base annua e dell’1% rispetto al trimestre precedente. Un dato che ha stracciato il consenso di mercato (fissato a 2,55 miliardi di euro) del 9-10% e ha superato le stime più prudenti degli analisti di Kbw (+13,4%) e quelle di Jefferies (+8%)
Jefferies raccomanda il buy a un traget price di 7,20 euro. I risultati sono stati definiti “molto solidi” grazie a un utile nettamente superiore alle attese, guidato da ricavi core più alti, un forte contibuto del trading e un ottimo controllo dei costi. La revisione al rialzo delle stime da parte del gruppo avvalora la posizione rialzista sul titolo. Jefferies nota inoltre che i costi operativi nel primo semestre sono scesi dello 0,7%, suggerendo la possibilità di un ulteriore margine di miglioramento (upside) rispetto ai target della banca. Kbw parla di un “solid earnings beat” diffuso su quasi tutte le linee di conto economico. La società è però più cauta, mantenendo una raccomandazione neutrale (market perform) com un target price di 6,60 euro. La motivazione principale della prudenza di Kbw risiede nell’ampio rally che ha interessato il titolo, evidenziando come le azioni di Intesa Sanpaolo abbia già sovraperformato l’indice bancario europeo di circa il 5% nell’ultimo mese, complice anche il contesto strategico legato all’offerta pendente su Banca Monte dei Paschi di Siena e il miglioramento della guidance sull’utile.
Alla luce dei risultati, l’istituto torinese ha migliorato le proprie stime per il 2026. L’utile netto atteso passa da “circa 10 miliardi” a “oltre 10 miliardi di euro”, mentre il margine d’interesse è previsto in aumento a un livello “ben superiore a 15 miliardi”. Viene confermata una generosa politica di remunerazione dei soci con un payout ratio del 95%, 75% in dividendi per cassa e 20% in buyback, e un acconto sul dividendo di circa 3,8 miliardi di euro programmato per il prossimo novembre.
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