Licia Colò risponde ai commenti sull’età: “Da quando è un’offesa?” (solo per le donne)

“Sei vecchia”, “Sei messa malissimo”, “Ma vai in pensione”, “Ti fai dare i soldi dallo Stato”. Questi sono solo alcuni dei commenti ageisti rivolti a Licia Colò sui social. La conduttrice ha deciso di rispondere ai leoni da tastiera con una storia su Instagram: “Ho 64 anni e sono felice. In che società viviamo se viene usata l’età anagrafica come un’offesa?”.

Pochi giorni prima, Colò aveva annunciato la sua partecipazione a un evento in Sardegna. Subito dopo è diventata stata bersagliata da commenti sul suo aspetto fisico e sulla sua età, aggiornata lo scorso 7 luglio. “Sono felice di apparire acqua e sapone anche sui social, perché non me ne frega niente. Non sono una persona che deve apparire per forza di un’età che non ha”, ha spiegato la conduttrice ammettendo che, pur provando a non darle peso, questa situazione “comunque ferisce”.

Secondo gli haters, quella di Licia Colò è un’età proibitiva per una donna dello spettacolo. “Com’è possibile che le persone si sentano autorizzate a dare dei giudizi sul lavoro di chiunque?”, si è chiesta la storica conduttrice del programma “Alle falde del Kilimangiaro”, che due anni fa si era già espressa sulla discriminazione sociale, professionale ed estetica subita dalle donne.

L’ultima vittima, in ordine cronologico, è Georgina Rodriguez: la modella spagnola-argentina, che domani (8 agosto 2026) diventerà moglie di Cristiano Ronaldo, è stata attaccata perché eccessivamente “grassa”, ma la sua risposta ha zittito gli haters.

Donne criticate per l’aspetto fisico

Il suo sfogo ha generato oltre seimila commenti di sostegno. Fra questi, molti utenti hanno evidenziato che, quando il bersaglio è una donna, le offese riguardano quasi sempre il corpo, il volto o l’età.

Nel 2024, la stessa conduttrice aveva condiviso una riflessione sul tema: “Oggi voglio condividere con voi un pensiero: premetto che mi ritengo fortunata perché ho la stima di molti di Voi, e per questo vi ringrazio, ma ciò che continuo a non capire è perché alcune persone si sentono in diritto di giudicare il mio aspetto fisico solo perché donna. Ribadisco donna, perché dubito che qualcuno abbia mai scritto a un uomo come tagliarsi i capelli o ‘sistemarsi’… Da sempre sono stata criticata per i miei capelli e oggi si aggiungono anche per le mie non rughe. Magari non avessi rughe, invece ne ho e anche tante, ma va bene così. Il problema è che non capisco come nel 2024 ancora si pensi che l’aspetto di una donna debba rientrare all’interno di determinati canoni mentre a un uomo tutto è permesso”. Il post si concludeva con un invito più ampio: “Non ci rendiamo conto che è proprio così che costruiamo le prigioni della nostra esistenza? Le nostre catene?”.

Quando l’offesa arriva da altre donne

In quella occasione, Licia Colò poneva l’attenzione su un aspetto particolare: “Non sono gli uomini a farlo, siamo noi donne, e questo non ci fa onore. Perché io devo temere il tempo che passa e i miei colleghi uomini no? Perché io mi debbo tagliare i capelli perché crespi e i miei colleghi uomini non devono magari “trapiantarseli”? Perché io sono vecchia e invece il maestro Piero Angela che ha condotto – con la stima di tutti – in primis la mia, fino a 90 anni non lo era??? Non è forse arrivato il tempo di cambiare mentalità e punto di vista, di uscire da quelle gabbie ridicole all’interno delle quali una cultura del passato ci ha fatti crescere? Perché non impariamo a guardare ciò che conta davvero e mette in moto il nostro cervello? Potremmo diventare persone migliori, giovani, anziane, grasse o magre, naturali o rifatte, ma con un cervello che sa guardare dalla parte giusta”.

In quel caso, la conduttrice aveva condiviso con gli utenti il commento scritto da una sedicente fan: “Non men voglia signora Colò, ma perché si è rifatta il viso in questo modo? A volte mi sembra di vedere Ivana Spagna…se posso consigliarla di accorciarsi i capelli e togliersi la crespatura. Io sono una sua fan…”.

Il doppio standard dell’invecchiamento

La valanga di commenti aggressivi ricevuti da Licia Colò è l’espressione di quello che la sociologia chiama “doppio standard dell’invecchiamento”. Il concetto, teorizzato già nel 1972 dalla filosofa Susan Sontag, descrive una asimmetria strutturale: mentre per gli uomini l’avanzare dell’età viene spesso percepito come un acquisto di autorevolezza, status e perfino fascino, per le donne coincide con una svalutazione sociale ed estetica.

È un pregiudizio in cui si sommano sessismo e ageism (la discriminazione basata sull’età): la società perdona agli uomini i capelli grigi e le rughe, interpretandoli come segni di esperienza, ma richiede alle donne una cura ossessiva della giovinezza.

Il risultato mediatico e culturale è evidente: a un conduttore televisivo maschio di oltre sessant’anni non verrebbe mai intimato di “andare in pensione” perché il suo viso mostra i segni del tempo, mentre a una donna, il cui valore pubblico è ancora fortemente ancorato all’attrattiva fisica, l’invecchiamento naturale viene fatto pagare come se fosse una colpa o una perdita di professionalità.

Popolazione

content.lab@adnkronos.com (Redazione)

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