Schermi come il fumo. A segnalare la dannosità di internet e social si aggiungono i ricercatori dell’Academy of Medical Royal Colleges, che, in una risposta a una consultazione avviata dal governo britannico sull’uso dei social media da parte dei minori di 16 anni, lanciano l’allarme: “L’abuso danneggia i giovanissimi”. La consultazione, che si è chiusa ieri, ha raccolto 70mila contributi da parte di enti di beneficenza, gruppi di attivisti e cittadini riguardo la possibilità di un divieto o di altri interventi per frenare l’utilizzo di Internet e dei social da parte dei ragazzi.
Secondo Jeanette Dickson, presidente dell’Academy, “pochi temi hanno unito i medici in modo così netto negli ultimi anni come l’impatto che l’esposizione incontrollata alla tecnologia e ai dispositivi sta avendo sulla salute di bambini e giovani. (Questo tema, ndr) Si colloca al pari del fumo e dell’uso delle cinture di sicurezza in auto come forza unificante per la professione medica”, aggiunge.
Danni sia fisici che psicologici
L’Academy – che rappresenta 23 facoltà e college di medicina reali nel Regno Unito e in Irlanda – segnala che, pur esistendo oltre 200 revisioni sistematiche e molti studi internazionali sull’impatto dell’uso eccessivo di tecnologia e dispositivi sui minori, nel Regno Unito mancano ancora dati concreti sistematici, anche perché i medici non chiedono regolarmente ai pazienti informazioni su accesso ai dispositivi e contenuti online. Sono stati dunque commissionati due studi ‘snap-shot’ sulle esperienze dei clinici.
Il primo, condotto dal Royal College of General Practitioners su 132 rispondenti, ha rilevato che negli ultimi tre mesi più della metà aveva visto almeno una volta a settimana un caso di danno alla salute collegato a tecnologia e ai social media, e oltre un terzo riferiva casi più volte a settimana. Il secondo studio, su 327 clinici – inclusi professionisti CAMHS, psicologi clinici e psichiatri -, ha prodotto risultati simili. I medici hanno indicato sia danni fisici che psicologici, inclusi infortuni legati a bambini che imitano contenuti violenti online, così come ansia, traumi e difficoltà di salute mentale causate dall’esposizione a materiale disturbante online.
Le raccomandazioni dell’Academy of Medical Royal Colleges
L’istituzione avanza quattro raccomandazioni operative:
- fornire ai clinici indicazioni per individuare eventuali usi inappropriati o dannosi dei social media e dei contenuti online;
- offrire supporto a minori, genitori e caregiver;
- introdurre uno screening routinario dei danni durante l’anamnesi;
- lavorare con piattaforme e social media company per ridurre contenuti inappropriati o fuorvianti rivolti a bambini e adolescenti.
Il Regno Unito introdurrà nuove misure
Il ministro della Tecnologia, Liz Kendall, ha affermato che entro la fine del 2026 saranno introdotte nuove misure per i minori di 16 anni, anche se non ha specificato quali. Sul tavolo, un possibile divieto tout court, un coprifuoco sui social media, limiti di tempo per le app e restrizioni sulle funzionalità delle piattaforme che creano dipendenza.
“Il governo sta traendo insegnamenti dal divieto dei social media introdotto dall’Australia – ha spiegato Kendall in una intervista a ‘Bbc Breakfast’ -. L’obiettivo è esaminare un’ampia gamma di problematiche e funzionalità e il loro impatto sui minori”. Recentemente l’Australia è diventata infatti il primo Paese al mondo a vietare l’accesso ai social media per i bambini e i ragazzi sotto i 16 anni, e diversi Paesi europei stanno considerando regole simili. Tuttavia, per quanto gli esperti siano concordi sui danni dell’abuso di internet e social, rimangono divisi sul fatto che un divieto totale sia la soluzione migliore.
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Giovani
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