Il governo tedesco e la (difficile) ipotesi di frenare Unicredit su Commerz

(Adnkronos) – ll cancelliere tedesco Friedrich Merz alza il livello dello scontro sul dossier UniCredit-Commerzbank e critica apertamente la strategia del gruppo guidato da Andrea Orcel. “È così che si distrugge la fiducia, non che la si costruisce”, dice Merz intervenendo a Berlino davanti ai leader del mondo imprenditoriale.  

“Non è questo il modo di trattare istituzioni come una banca tedesca, Commerzbank”, aggiunge, ribadendo di “respingere con fermezza approcci ostili e aggressivi di Unicredit”. Sulla lettura delle parole del cancelliere interviene Michele Calcaterra, professore di Corporate Finance alla Università Bocconi, che legge le dichiarazioni soprattutto come un messaggio politico e di mercato. “Le uscite di Merz le leggo in questa chiave: più segnale al mercato e agli attori locali che leva tecnica vera e propria”, spiega all’Adnkronos.  

Anche perché l’ipotesi che il governo tedesco possa utilizzare la banca pubblica KfW per aumentare la propria partecipazione in Commerzbank oltre il 12%, nel tentativo di ostacolare la scalata di Unicredit, appare abbastanza fragile. Secondo Calcaterra, una quota di quel livello non sarebbe sufficiente a esercitare un vero potere di blocco. “L’idea che salire oltre il 12% basti a ‘bloccare’ Unicredit è un po’ troppo lineare. Una quota di quel tipo ti rende sicuramente un azionista pesante, ma non ti dà né controllo né un vero potere di veto: per quello servono percentuali più alte (intorno al 25%) o la capacità di mettere insieme altri soci”, osserva il professore della Bocconi.“Parliamo di banche, quindi il tema non è solo di mercato”, aggiunge Calcaterra.  

 

 

“Già sopra il 10% entri nel radar della vigilanza (Bce/BaFin), e ogni step successivo viene guardato con attenzione. Non è un contesto in cui puoi accumulare partecipazioni in modo aggressivo senza passaggi autorizzativi”.Reazioni anche dal fronte politico italiano. “Sono convinto che il mercato sia importante ma altrettanto importante che svolga le sue dinamiche in un campo regolamentato puntualmente”, dice all’Adnkronos Marco Osnato, presidente della Commissione Finanze della Camera.  

“Inoltre – aggiunge Osnato – richiamo le parole di Draghi rispetto ai dazi interni, per cui spero che non tutto lo spirito liberista in Europa si sia esaurito con i balneari!”. Critico verso Berlino Antonio Misiani. “Credo che il governo tedesco sbagli a fare ostruzionismo nei confronti di un progetto che ha assolutamente senso dal punto di vista industriale”, dice all’Adnkronos il senatore e responsabile economia e finanze del Pd. Secondo Misiani, “il progetto di Unicredit credo che sia utile non solo alla banca in sé, ma all’Europa, che ha bisogno di grandi soggetti”. (di Andrea Persili) 

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