Migranti, Ue: “Controlli frontiera Italia-Spagna temporanei”. Nuovo attacco di Madrid a Roma

(Adnkronos) – La Commissione europea prevede che la situazione dei controlli alle frontiere aeree e marittime tra Italia e Spagna torni alla “normalità”, dato che le autorità spagnole hanno assicurato che gli arrivi irregolari nell’exclave di Ceuta non avranno alcuna ripercussione sull’area di libera circolazione di Schengen. Così il portavoce dell’esecutivo Ue Guillaume Mercier, durante il briefing con la stampa a Bruxelles. 

“Possiamo confermare di aver ricevuto una notifica da Italia e Spagna in merito all’introduzione” dei controlli alle frontiere interne, ha detto. Il commissario alle Migrazioni Magnus Brunner “è in stretto e regolare contatto sia con le autorità spagnole che con quelle italiane, compresi i ministri dell’Interno. Entrambi i ministri hanno confermato pubblicamente che i controlli interni sono temporanei”. 

Il commissario Brunner “ha spiegato ai ministri il quadro giuridico di base dell’area Schengen, e in particolare ha sottolineato i progressi compiuti nella lotta all’immigrazione clandestina, e come la fiducia tra gli Stati membri sia una risorsa preziosa. In questo contesto, le autorità spagnole hanno assicurato che gli eventi di Ceuta non avranno ripercussioni durature sull’area Schengen. E in effetti, se gli sviluppi positivi continueranno, l’aspettativa generale della Commissione è che la situazione complessiva torni alla normalità per quanto riguarda i controlli alle frontiere interne”. 

Per la Commissione, “le autorità spagnole e marocchine hanno lavorato in modo efficiente ed efficace per gestire i rimpatri di coloro che sono entrati illegalmente a Ceuta dal Marocco. Finora sono riusciti a impedire con successo qualsiasi movimento illegale verso la Spagna continentale. La nostra aspettativa – ha concluso – è che tutti coloro che rimangono illegalmente a Ceuta vengano rimpatriati”. 

 Nuovo attacco della Spagna all’Italia. Il ministro degli Esteri José Manuel Albares è tornato a criticare il governo italiano sulla crisi migratoria a Ceuta, sostenendo che non abbia mostrato “solidarietà e sostegno”, come invece avrebbe fatto “la stragrande maggioranza dei Paesi dell’Unione europea”. In una conferenza stampa al termine del suo incontro con il presidente di Ceuta, Juan Jesús Vivas, Albares ha sostenuto che la posizione di Roma potrebbe essere dettata “probabilmente da interessi di parte” e da “esigenze elettorali interne”. Il capo della diplomazia di Madrid ha quindi definito particolarmente sorprendente l’atteggiamento italiano considerando che, a suo dire, l’Italia è “il Paese che registra il maggior numero di ingressi irregolari in Europa, il doppio rispetto alla Spagna”. 

“Fino all’ultima persona entrata irregolarmente” a Ceuta “tornerà in Marocco”, ha dichiarato ancora Albares non indicando una tempistica per i rimpatri, ma precisando tuttavia che la volontà del governo è quella di riportare Ceuta alla normalità “il prima possibile”. Il ministro ha riferito di essere in contatto quotidiano con il suo omologo marocchino, Nasser Bourita, e ha sottolineato la “totale disponibilità del Marocco” a facilitare il rientro dei propri cittadini. Il dialogo con Rabat, ha aggiunto, è “fondamentale” per affrontare la crisi e la soluzione può essere solo diplomatica. 

Albares ha quindi definito la frontiera di Ceuta, insieme a quella di Melilla, “la più complessa della Spagna e dell’Europa”, assicurando che “l’integrità dello spazio Schengen è totalmente garantita” nelle due città autonome. Ha inoltre sostenuto che nessuna delle persone entrate irregolarmente a Ceuta ha lasciato la città per raggiungere la penisola spagnola e che non può farlo. Rivolgendosi ai migranti che si trovano in Marocco o in altre zone dell’Africa e che ricevono, a suo dire, “false informazioni” sulle possibilità di entrare irregolarmente a Ceuta, Albares ha lanciato un appello a non mettere a rischio “la propria vita, i propri soldi e il proprio futuro”. Chi entrerà irregolarmente a Ceuta o Melilla, ha concluso, non potrà raggiungere l’Europa né “restare a tempo indefinito” nelle due città autonome. 

La Commissione europea non commenta invece le tensioni tra Germania e Italia sul rinvio nella Penisola dei cosiddetti ‘dublinanti’, i richiedenti asilo sbarcati in Italia e poi trasferitisi in Germania, che Berlino vorrebbe rimandare indietro, come prevede il patto Ue sulla migrazione e l’asilo. Una valutazione dell’applicazione delle regole del patto da parte degli Stati membri, dice a Bruxelles durante il briefing con la stampa il portavoce Guillaume Mercier, verrà fatta nel mese di “ottobre”. 

Il portavoce non ha risposto alle domande sulla fattibilità, in base al diritto Ue, della detrazione che il governo italiano vorrebbe applicare al numero dei dublinanti in arrivo dalla Germania, sottraendo dal totale il numero dei migranti sbarcati sulle coste della Penisola da navi gestite da Ong tedesche. “Non possiamo aggiungere altro”, ha spiegato. 

La vicepresidente della Commissione europea per la sovranità tecnologica, la sicurezza e la democrazia, Henna Virkkunen, ha inoltre discusso della situazione a Ceuta con il ministro spagnolo per la Trasformazione digitale e la pubblica amministrazione, Óscar López, e delle misure per prevenire la migrazione irregolare e le perdite di vite umane. Ha inoltre offerto alla Spagna ulteriore supporto in ambito digitale, qualora ne facesse richiesta dopo i fatti avvenuti a Ceuta. “Abbiamo discusso dell’importanza della piena attuazione della Legge sui servizi digitali (Dsa) in Spagna. La Commissione Europea è pronta a offrire maggiore supporto in ambito digitale, compresa la Dsa, se richiesto”, ha dichiarato in un post sui social media dopo una conversazione telefonica “molto costruttiva” con il ministro spagnolo. 

La vicepresidente ha inoltre spiegato che la Commissione europea, Europol e le piattaforme digitali si scambiano informazioni quotidianamente e hanno intensificato il coordinamento in risposta alla situazione. “TikTok e Meta hanno attivato i protocolli di crisi e messo in campo uno specifico meccanismo sulle escalation e cooperazione con i verificatori di fatti”, ha aggiunto. “Continueremo a vigilare, insieme alle nostre agenzie e piattaforme, per stroncare le reti criminali che vendono false promesse a costo di vite umane”, ha concluso Virkkunen. 

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