Conte a Capalbio: “Le primarie siamo d’accordo che si fanno. La politica estera non può rimanere fuori dalle primarie”

Giuseppe Conte a Capalbio ufficializza le primarie di coalizione in vista delle politiche 2027. Il leader M5S, ex premier, ospite di Capalbio libri poche ore dopo il pranzo con Elly Schlein, segretaria Pd, dopo il pranzo di qualche settimana fa anche con Bonelli e Fratoianni, Avs.

Conte sul palco per presentare il suo libro ‘Una nuova primavera. La mia storia, i nostri valori, la sfida progressista per l’Italia’, Marsilio, intervistato da Roberto Napoletano, direttore de Il Messaggero, martedì 4 agosto sera.

Prima di salire sul palco, Conte ai microfoni di In Onda, La7, alle domande di Isabella Ciotti: “Con Schlein a pranzo abbiamo parlato della situazione attuale, di tutto. Ma era un incontro programmato”.

Poi Conte conferma ufficialmente le primarie: “Le primarie siamo d’accordo che si fanno”.

E prosegue: “La politica estera non può rimanere fuori dalle primarie. Sarebbe un’assurdità, fermo restando che troveremo dei punti condivisi prima di entrare nelle primarie. Ma è evidente che anche nelle primarie si parlerà di politica estera. Che facciamo? È forse uno dei passaggi più qualificanti, delle sfide più qualificanti del paese, dell’Europa e in questo momento anche dello scenario geopolitico internazionale”.

Glissando le domande sul nodo Ucraina rispetto a Pd. Su cui a Montecitorio Conte: “Su Ucraina in questi giorni ho detto e ripetuto le stesse cose che io e il M5S diciamo da 4 anni, la nostra posizione è sempre la stessa. Ma rispetto le posizioni del Partito democratico”.

 

Conte a Capalbio: "Le primarie siamo d'accordo che si fanno. La politica estera non può rimanere fuori dalle primarie"
(Foto Fb Capalbio Libri)

Poi Conte sul palco di Capalbio libri intervistato da Napoletano su cosa farebbe se tornasse a Palazzo Chigi: “Incontrerei Zelensky e gli anticiperei che imprimerei una svolta negoziale. Spiegherei che sarò pronto a imprimere una svolta negoziale per mettere fine al conflitto. Non sto con la posizione europea vorrei capire quale è la posizione europea. Si parla ogni tanto dei volenterosi ma non sono riusciti a indicare un negoziatore”.

 

Poi: “Se mi insediassi a Palazzo Chigi come prima cosa riconoscerei lo Stato di Palestina. Seconda cosa subito in Europa mi batterei per sanzioni economiche e finanziarie a Netanyahu. Terza cosa strapperei quell’accordo di cooperazione militare Italia-Israele. E chiamerei subito Zelensky per rassicurarlo che stiamo con lui”.

 

 

CINZIA GORLA

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