Mercantia a Certaldo palcoscenico a cielo aperto: gli artisti reinterpretano il mito di Pinocchio

CERTALDO – Un naso di legno che cresce nei vicoli, un pescecane che spunta tra le pietre medievali, un angelo sospeso sui merli di un palazzo del Trecento. Dal 15 al 19 luglio, il Festival Internazionale Mercantia trasforma ancora una volta Certaldo in un palcoscenico a cielo aperto, e quest’anno lo fa nel segno di Pinocchio, di cui nel 2026 si celebrano i 200 anni dalla nascita del suo autore, Carlo Lorenzini, in arte Collodi.

Non una semplice ricorrenza, ma il filo conduttore di un progetto artistico diffuso, curato da Francesca Parri (Exponent), che intreccia installazioni site-specific, mostre e performance dal vivo con l’altra grande anima del Festival: l’artigianato.

Il percorso tra le installazioni parte da via Costarella, dove Pinocchio e il pescecane porta nel cuore del borgo toscano la scenografia spettacolare tipica dei grandi carri del Carnevale di Viareggio: a firmarla è Matteo Raciti, che ricrea il celebre pescecane della fiaba in un cortocircuito visivo tra tradizione popolare e racconto senza tempo.

Salendo verso Palazzo Pretorio, il loggiato ospita la vera novità dell’edizione: Pinocchio Live Art. Diciotto artisti, provenienti da formazioni e stili completamente diversi, si sfidano dal vivo nella creazione di “nasi” di Pinocchio di ogni dimensione e materiale, trasformando ogni sera del Festival il loggiato in un atelier a cielo aperto animato da performance di live painting, con il pubblico chiamato ad assistere in diretta alla nascita dell’opera.

Sui merli dello stesso Palazzo, un’apparizione più silenziosa attende i visitatori: l’Angelo della Pace, scultura eterea firmata Federico Melani, sospesa sui camminamenti storici in dialogo con il panorama della Valdelsa e dedicata al tema della pace.

Il tema torna, con un linguaggio diverso, in vicolo dell’Osteria, dove l’artista Ewa Gerini presenta Closing my eyes, I see colors: un percorso immersivo nei colori della bandiera della Pace, pensato per far ‘vedere’ il tema attraverso la sola forza cromatica.

A completare l’omaggio a Collodi, la chiesa dei Santi Tommaso e Prospero accoglie Omaggio a Pinocchio nel centenario di Vinicio Berti: trenta litografie originali, accompagnate dai commenti autografi dell’artista, che raccontano la visione di uno dei massimi esponenti dell’astrattismo classico italiano, in un dialogo inedito tra fiaba e arte colta.

Infine, sempre in Palazzo Pretorio, è visitabile La parola salvata di Alfredo Rapetti Mogol, secondo capitolo della rassegna di arte contemporanea CertaldoArte26, che porta a Certaldo uno sguardo autoriale sul potere salvifico della parola.

Sono 22 gli artisti coinvolti complessivamente in questo progetto di arte diffusa nel borgo.

Accanto all’arte contemporanea, Mercantia conferma la propria identità più autentica, quella degli artigiani. Metalli lavorati a mano, erbe palustri intrecciate, argilla plasmata, legno inciso e intarsiato, pietra scolpita, ricamo: mestieri antichi che ogni anno trasformano il borgo in una bottega diffusa, dove i gesti sapienti e precisi delle mani catturano lo sguardo dei visitatori, tra meraviglia ed emozione.

La vera chicca dell’edizione 2026 arriva per la prima volta a Mercantia: sono le ricamatrici del Punto Tavarnelle, custodi di una tecnica di merletto che negli anni Cinquanta conquistò l’alta moda internazionale, tanto che capi realizzati con questo ricamo furono indossati da Audrey Hepburn e Sofia Loren. Oggi un gruppo di appassionate, ultime eredi di questa tradizione, si ritrova a Barberino Tavarnelle per non far morire un sapere che rischiava di scomparire.

Ogni sera, il cortile di Palazzo Pretorio diventa la vetrina degli artigiani d’eccellenza del Festival.

Sono oltre cento gli artisti e gli artigiani presenti in questa edizione: 70 protagonisti nel borgo, tra installazioni artistiche e botteghe artigiane, e 40 nel mercato di piazza Boccaccio, nella parte bassa di Certaldo.

Uno scenario che resta unico: il rosso dei mattoni medievali, i palazzi storici, gli affreschi e gli stretti vicoli di Certaldo fanno da cornice a un festival che guarda all’innovazione senza mai dimenticare le radici artigianali del territorio.

REDAZIONE

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