Tua Tagovailoa scrive con la destra, mangia con la destra e, fuori da un campo da football, è a tutti gli effetti un destrorso. Quando prende in mano un pallone, però, cambia tutto: il quarterback hawaiano lancia con la sinistra, la stessa mano che lo ha portato fino alla National Football League, a un contratto da oltre 200 milioni di dollari con i Miami Dolphins e oggi a una nuova occasione con gli Atlanta Falcons. Non è una predisposizione naturale. Dietro quella scelta c’è suo padre, Galu Tagovailoa, che quando Tua era ancora bambino decise che avrebbe imparato a lanciare da mancino.
La storia torna d’attualità il 13 agosto, in occasione della Giornata internazionale dei mancini, e racconta un caso singolare di lateralità costruita attraverso l’allenamento.
Lo ha raccontato lui stesso più volte. “Mio padre mi ha fatto passare a lanciare con la sinistra. Sono dominante a destra. Scrivo con la destra, mangio con la destra”, ha spiegato Tagovailoa ricostruendo l’origine di una scelta compiuta quando era ancora molto piccolo. La ragione era molto meno scientifica di quanto si potrebbe immaginare: Galu era mancino e non voleva essere l’unico della famiglia.
Destrorso nella vita, mancino nella NFL
Tuanigamanuolepola Tagovailoa, per tutti Tua, è nato nel 1998 alle Hawaii in una famiglia di origini samoane e si è imposto giovanissimo nel football universitario con Alabama. Il momento che lo trasforma in una star nazionale arriva nel gennaio 2018, quando entra dalla panchina nella finale NCAA contro Georgia e lancia ai supplementari il touchdown decisivo per il titolo.
Nel Draft NFL del 2020 i Miami Dolphins lo scelgono con la quinta chiamata assoluta. Dopo stagioni di alto livello, ma anche diversi problemi fisici e commozioni cerebrali, nel luglio 2024 i Dolphins gli consegnano un’estensione da 212,4 milioni di dollari, con oltre 167 milioni garantiti.
L’esperienza a Miami si chiude però già nel marzo 2026, dopo una stagione complicata. La separazione lascia ai Dolphins circa 99 milioni di dollari di dead money, una cifra record per la NFL, mentre Tagovailoa riparte dagli Atlanta Falcons con un contratto annuale al minimo salariale previsto per un veterano.
Il 12 agosto Atlanta ha annunciato che sarà lui a partire dall’inizio nella gara di preseason contro i Denver Broncos: una nuova occasione per rilanciare una carriera che solo pochi mesi fa sembrava avviata verso una brusca discesa.
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Perché un quarterback mancino è così raro
Essere mancini nella NFL non è soltanto una curiosità statistica. Nel ruolo di quarterback può modificare concretamente alcune geometrie dell’attacco. La stragrande maggioranza dei quarterback lancia con la destra. Un mancino ribalta invece la direzione naturale di diversi movimenti e cambia soprattutto il cosiddetto blind side, il lato che il quarterback vede meno mentre prepara il passaggio.
Per un quarterback destrorso il lato cieco è generalmente quello sinistro, motivo per cui il left tackle, incaricato di proteggerlo da quella direzione, è tradizionalmente uno dei giocatori più importanti della linea offensiva. Con un quarterback mancino la situazione si capovolge e diventa più delicata la protezione sul lato destro.
La rarità dei mancini emerge ancora meglio dai precedenti. Nell’ottobre 2025 la sfida tra i Miami Dolphins di Tagovailoa e i Cleveland Browns di Dillon Gabriel rappresentò appena il 24esimo incontro dal 1950 tra due quarterback mancini titolari e il primo da quasi vent’anni. Il precedente risaliva al 2006, quando si affrontarono Michael Vick e Chris Simms.
Tagovailoa rappresenta però un caso ancora più particolare perché non è naturalmente mancino. La mano sinistra è diventata quella del lancio attraverso un allenamento iniziato nell’infanzia e ripetuto per anni fino a trasformarsi in un automatismo.
La preferenza manuale, infatti, non funziona come un interruttore assoluto. Una persona può scrivere con una mano e utilizzare l’altra in un’attività specifica, soprattutto quando quel gesto viene appreso molto presto e allenato migliaia di volte. La ricerca distingue proprio tra dominanza manuale generale e preferenza utilizzata nei diversi compiti.
Nel caso di Tua il processo è stato sistematico. “Non toccavo il pallone con la destra quando dovevo lanciare. Lanciavo soltanto con la sinistra”, ha raccontato in passato.
Una decisione presa dal padre quando era bambino si è così trasformata in una caratteristica tecnica distintiva, capace di accompagnarlo fino ai vertici del football americano. Nella Giornata internazionale dei mancini, la sua storia racconta quindi qualcosa di meno scontato della semplice preferenza per una mano: anche la lateralità sportiva, se allenata abbastanza presto, può essere costruita.
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