Calci e pugni a un infermiere alla Rems di Empoli: il Nursind lancia l’allarme per i rischi dei sanitari

EMPOLI – Un altro episodio di violenza all’interno della Rems (Residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza) di Empoli. Alcune notti fa, infatti, una persona ricoverata ha preso a calci e pugni un infermiere che lavora nella struttura empolese e il sanitario ha dovuto fare ricorso alle cure del pronto soccorso. Un episodio, denunciato dal NurSind (il sindacato delle professioni infermieristiche) che segue di pochi giorni altri eventi simili, seppure di minore gravità, che sono stati tutti puntualmente segnalati all’Asl Toscana Centro.

“Nonostante già il 9 giugno – commenta il segretario regionale Giampaolo Giannoni – avessimo effettuato una segnalazione sia all’azienda che alla prefettura di Firenze per denunciare i gravi episodi avvenuti all’interno della Rems di Empoli, a distanza di oltre un mese nessuno ha mai risposto alle nostre richieste. Allora, lo voglio ricordare, un paziente aveva spaccato le gambe di una sedia, cercando poi di picchiare chiunque si avvicinasse, compresi gli infermieri in servizio. Se il tema aggressioni agli operatori sanitari riveste purtroppo ormai da anni un ruolo centrale, la sensibilità dimostrata dalle Istituzioni e dall’Asl in questo frangente non sembra tale. A dimostrazione di questo c’è il fatto che le puntuali segnalazioni inviate dal personale al ‘Rischio clinico’ aziendale sono rimaste lettera morta. Se tali segnalazioni devono servire esclusivamente a fini statistici, senza portare a interventi migliorativi, allora dobbiamo prendere coscienza che la loro utilità è pressoché nulla”.

“Gli operatori della Rems di Empoli – prosegue Giannoni – sono intimoriti e svolgono il loro lavoro in condizioni di paura. Molti di loro hanno presentato domanda di trasferimento, altri sono in malattia o agli infortuni a seguito delle ripetute aggressioni. Problemi, questi, che comportano carichi di lavoro aggiuntivi al personale che resta in servizio. Si tratta di una situazione insostenibile: non è accettabile che le persone abbiano paura di entrare in servizio o temano per la loro incolumità”.

Le richieste del NurSind sono chiare: anzitutto un operatore di pubblica sicurezza all’interno della struttura, così da assicurare interventi tempestivi in caso di necessità. E poi una presa in carico reale del problema, così da giungere a soluzioni condivise che possano assicurare agli operatori condizioni di sicurezza sul luogo di lavoro. In caso di mancate risposte il sindacato è pronto a tutte le iniziative necessarie per tutelare la sicurezza di pazienti e operatori della Rems”.

Sul tema anche la Fp Cgil: “Questo ulteriore evento riaccende i riflettori su una situazione emergenziale che non è più in alcun modo tollerabile. Lavorare all’interno di una struttura che dovrebbe garantire la cura e la riabilitazione, ma che di fatto si sta trasformando in un ambiente ad altissimo rischio per l’incolumità fisica e psicologica del personale, rappresenta una palese violazione del diritto alla salute e alla sicurezza sul lavoro. Gli infermieri, gli Oss e tutti i professionisti sanitari operanti nella Rems non possono essere lasciati soli a gestire criticità che superano le competenze assistenziali e che sfociano in veri e propri atti di rilevanza penale. La cura del paziente è prioritaria ma non a discapito della sicurezza di chi cura”.

“Pertanto, si chiede formalmente – dice il sindacato – che l’Azienda Usl Toscana centro e le ostituzioni competenti come regione e prefettura si attivino con effetto immediato per porre in essere tutte le misure necessarie a tutelare i lavoratori, tra cui potenziamento dei sistemi di vigilanza e sicurezza, sia attivi che passivi, all’interno della struttura e nei punti nevralgici; presenza costante e strutturata di personale addetto alla sicurezza o un coordinamento più stretto con le forze dell’ordine; supporto legale e psicologico immediato e gratuito per l’operatore aggredito e per l’équipe coinvolta. In assenza di risposte concrete, tempestive e di un piano d’azione tangibile volto a ripristinare le condizioni minime di sicurezza, il personale si riserva di attivare ogni forma di tutela sindacale e legale prevista dalla normativa vigente. La sicurezza del personale non è un optional, ma un dovere inderogabile delle istituzioni”.

REDAZIONE

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